Visita guidata serale alla riserva e al Centro di inanellamento, per assistere da vicino alla cattura degli uccelli migratori, alla loro misura, inanellamento e rilascio. Durante le sere d'estate molti stormi si radunano per dormire e mangiare nel canneto, e grazie ad una passerella galleggiante che si addentra nel canneto e' possibile osservarli nel loro ambiente naturale.
Argomenti: l’ambiente naturale della piana alluvionale
del fiume Toce - attivita' del centro di inanellamento
La piana
alluvionale e, in particolare la sua foce, costituisce un
insieme di zone umide residue scampate a un’urbanizzazione spesso sregolata
e speculativa, ambienti delicati ma di importanza vitale essendo in assoluto
i piu' “produttivi” della terra in quanto in essi si produce la maggior
quantita' di biomassa. La preziosita' e' data anche per il ruolo che rivestono
nel ciclo dell’acqua e nella regolazione delle piene.
L’itinerario tocca alcuni tipici ambienti di zona umida.
Il bosco ripariale, costituito quasi esclusivamente
da salici bianchi, piante che resistono alle periodiche inondazioni con
forte corrente, qui accompagnati da ontani bianchi, ontani neri e pioppi.
Il sottobosco e' costituito da scagliola palustre e da cespugli di fusaggine
e pallon di maggio. Questo tipo di bosco, oggi ridotto a pochi lembi,
costeggiava un tempo l’intero corso pianeggiante dei fiumi.
Il canneto, il piu' esteso sulla sponda occidentale
del Lago Maggiore, e' tra i piu' tipici ambienti palustri e si puo' qui
osservare nei suoi vari stadi: aperto, verso il lago; fitto e compatto
formato esclusivamente da cannucce, nella parte centrale, quasi asciutto
verso l’entroterra, dove viene gradualmente invaso da giunchi, carici
e salici cespugliosi.
Il cariceto-junceto, il prato umido che sostituisce
il canneto verso l’entroterra preparando il terreno per l’insediamento
del bosco ripariale. Questa vegetazione e' osservabile ai lati della strada
per il campeggio Isolino, da pochi anni lasciati incolti. Da segnalare
la presenza della felce florida, raro ed interessante esempio di pianta
“relitta” dell’era preistorica.
Il canale emissario del Lago di Mergozzo, corso ad acque
lente sulle cui sponde si osservano, oltre alla cannuccia, la tifa e il
giglio d’acqua. Alla sua foce e' presente una varieta' endemica di castagna
d’acqua: la Trapa
natans var. verbanensis che in estate ricopre vaste superfici
d’acqua.
Realizzato nell’ambito del programma Interreg II italo-elvetico il
centro
di inanellamento e' organizzato con l’installazione di
una passerella galleggiante posta all’interno del canneto, su cui sono
posati 300 m di reti per la cattura dell’avifauna.
Il centro permette di studiare le popolazioni di uccelli
durante il loro spostamento tra i quartieri di svernamento e di nidificazione
e di approfondire sistematicamente le conoscenze sull’avifauna del bacino
del Lago Maggiore.
Durante l’escursione si potranno cosi' osservare le diverse
operazioni che i ricercatori devono compiere durante la loro
giornata di studio: l’estrazione degli uccelli dalle reti, le misurazioni
biometriche dei soggetti catturati (sesso, eta', peso, lunghezza dell’ala,
del becco, della zampa, ecc.), l’inanellamento e le compilazioni delle
schede che verranno inviate all’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica
di Bologna.
Informazioni per effettuare questa visita presso gli uffici del parco: