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I BOSCHI

dei Lagoni di Mercurago


Percorso rosso (12 Km circa)

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cristalli di ghiaccio sull'erba secca. Foto F. D'Amato

Per circa tre quarti la superficie del Parco e' occupata dal bosco che, pur degradato per cause antropiche e devastato dal ciclone del 21 luglio 2003, conserva ben evidenti le caratteristiche del querceto originario, con predominio di Farnia, Rovere, Betulla, Pino silvestre sulle alture moreniche ed Ontano nero nelle zone umide.

Lungo tutto il percorso consigliato e' possibile ammirare con un po' di fortuna (e di perizia) alcuni esemplari della fauna selvatica tipica della zona: Scoiattoli e piccoli Roditori, Insettivori, Lepri, un'ottantina di specie di Uccelli prevalentemente frequentanti il bosco o i ristretti ambienti aperti ad esso intercalati, Anfibi, Rettili ed Invertebrati comuni e solo eccezionalmente qualche Mustelide (Faina, Donnola) o Volpi.

Descrizione della passeggiata

Foglie nel sottobosco. Foto F. D'Amato

Il percorso parte da "Stra' di Valett" ed attraverso una zona in cui sono presenti a tratti il querceto con buoni esemplari di Farnia, a tratti un robinieto sostanzialmente povero, raggiunge "Stra' di Pianel da Gatic" e la segue fino ad incontrare il "Sente' di Busch": la Robinia contende efficacemente alla Farnia gli spazi di rinnovazione, il Castagno e' vieppiu' presente, insieme alle betulle e ad altre specie minori per diffusione, ma comunque significative (Ciliegio selvatico, Tiglio comune).

Il tratto iniziale del "Sente' di Busch", non compreso nel percorso, permette di ammirare i migliori esemplari di Pino silvestre; per il resto farnie, roveri, qualche cerro, insieme a betulle, castagni, robinie in quantita' contenuta, compongono la fascia boschiva naturalisticamente piu' interessante dell'area protettae , purtroppo, anche quella maggiormente danneggiata dal ciclone del 21 luglio 2003.

Il "Sente' di Busch" viene percorso fino ad un nuovo incrocio con "Stra' di Pianel da Gatic" all'altezza del quale occorre voltare a sinistra, seguire per breve tratto "Sente' dal Mótt" e "Stra' di Sell" per imboccare poi "Sente' dal Foss" ed infine "Sente' dal Custon". Questo attraversa una zona di brughiera in cui i boschetti di Farnia si fanno radi, la Betulla si comporta da pioniera in aree non boschive ed incominciano a presentarsi in modo diffuso Pino rigido e soprattutto Pino strobo (entrambi considerati "naturalizzati").

Un tratto di percorso in pineta

Successivamente, lungo "Stra' d'la Buscarola" e "Stra' Nova dal Pinin" si cammina tra due "mondi" forestali completamente diversi: a destra una pineta artificiale di strobi, nella cui atmosfera ovattata e' facile e piacevole immergersi per una variante (od una sosta) particolarmente riposante; a sinistra il bosco misto tipico, con buoni esemplari di querce d'alto fusto e tratti in cui predominano Pino silvestre e Pino rigido.

Le pinete del Parco dei Lagoni sono state molto indebolite dall'attacco di scolitidi: coleotteri che scavano gallerie sotto la corteccia delle piante.

Gli interventi di assestamento forestale

Foglie di castagno. Foto F. D'Amato Lungo "Stra' dal Muntasc" si e' colpiti dalla eterogenea composizione del soprassuolo, determinata dalla frammentarieta' degli interventi effettuati fino all'istituzione del Parco: il ceduo di Castagno degradato si alterna alla Robinia, ma querce esemplari ed altre latifoglie testimoniano ancora una volta la fertilita' dei suoli rispetto alla cenosi originaria.

L'ultimo tratto del percorso ("Stra' di Lagon", "Sente' dal Mótt" e "Stra' di Valett") riconduce al punto di partenza attraverso una zona in cui, fatta eccezione per la cintura di vegetazione intorno al Lagone, l'ingresso massiccio di Robinia (spettacolare la sua fioritura primaverile) in coltivi o boschi abbandonati diventa motivo dominante e di sperimentazione per la conversione ad alto fusto della stessa.

Il sottobosco

La vegetazione del sottobosco, il cui strato arbustivo e' dominato da Nocciolo e Sambuco, e' mediamente acidofila e presenta fra l'altro, Felce aquilina, Frangola, Brugo, Mirtillo, Fior di Maggio, Verga d'oro, Luzula spp., Ginestra dei carbonai, Mughetto, Campanellino, Pervinca, Felce femmina, Rovo, Dente di cane, Anemone nemorosa. Importante la presenza di specie a protezione assoluta quali Gentiana pneumonanthe ed Osmunda regalis.

Circa 150 le specie di macromiceti censite a tutt'oggi, tra cui una specie endemica, il Crepidotus roseoornatus.

Copertina delle dispense del corso sugli alberi

Letture di approfondimento

Chi volesse approfondire l'argomento puo' leggersi:

  • l'articolo, di Edoardo Villa, riguardante il bosco e la sua gestione comparso sul Martin pescatore numero 32,
  • il resoconto sullo stato di avanzamento del piano di assestamento forestale sul Martino numero 35,
  • la cronaca della tromba d'aria, il 21 luglio 2003 che ha devastato buona parte dei boschi del parco,
  • il numero di ottobre 2003 del Martin Pescatore in cui le guardie e gli operai raccontano la loro esperienza della tromba d'aria.
  • il numero di aprile 2004 del Martin Pescatore in cui il direttore parla dei boschi del parco.
E' anche possibile acquistare la dispensa del corso di riavvicinamento agli alberi in cui sono ampiamente illustrate le caratteristiche dei nostri boschi, delle piante che li popolano e la loro gestione.

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Questa pagina e' stata aggiornata il 26 gennaio 2005
Per maggiori informazioni: info@parchilagomaggoiore.it