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La riserva naturale orientata di Bosco Solivo
Con Legge Regionale n. 19 del 24 maggio 2006 è stata istituita la riserva naturale orientata (orientata significa che vi “sono consentiti opportuni interventi colturali agricoli, pastorali, forestali e di recupero ambientale”) di Bosco Solivo, con una superficie complessiva di circa 334 ettari. La nuova legge ha premiato l’impegno per la tutela dell’area da tempo espresso dall’amministrazione comunale di Borgo Ticino e integra il Sistema delle Aree protette del Lago Maggiore. Tutto ciò concorda con il Piano Territoriale Provinciale di Novara, che individua l’area di Bosco Solivo tra quelle di “particolare rilevanza paesistica” nell’ambito dei terrazzi morenici del Basso Verbano. L’Ente Parchi Lago Maggiore è chiamato a gestire la riserva attraverso il Piano d’Area, e la valorizzazione del patrimonio forestale costituisce obiettivo prioritario.
Articoli apparsi sul Martin Pescatore Numero 55, ottobre-dicembre 2008; " Vademecum per i tagli boschivi a Bosco Solivo". Altri Articoli del Martino
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Muro dell'Oratorio di San Zeno |
Dell’oratorio di San Zeno rimane qualche suggestivo lembo di muro in grossi ciottoli. L’edificio era già presente nel Trecento ed è stato oggetto di attenzione anche da parte del Vescovo di Novara Bascapè, tre secoli più tardi, quando ancora era meta di rogazioni.
Qualche centinaio di metri più a nord,
sulla sommità di una collina, si erge il basamento della Torre Vignolo. L’edificio è di probabile origine medioevale e potrebbe indicare la vicinanza di un insediamento ora scomparso. Ben più recenti, ma sempre legate a motivazioni militari, sono le trincee difensive che l’esercito tedesco ha scavato per la realizzazione della Linea del Ticino, tra il 1944 e il 1945. Di esse rimane traccia sulle alture nord occidentali della riserva.
Resti della Torre Vignolo
Essendo la riserva di nuova istituzione, non sono stati ancora realizzati studi specifici. Tuttavia, diverse osservazioni sul campo e il confronto con la fascia collinare del Vergante, di cui la riserva è in qualche modo appendice, permettono di indicare un quadro di riferimento. Tra i mammiferi spicca il capriolo (Capreolus capreolus), oggetto negli anni scorsi di diverse reintroduzioni lungo l’asta del Ticino.
Evidente è anche la presenza della volpe (Vulpes vulpes), che scava tane di grandi dimensioni, intricate e profonde. Questo canide condivide il ruolo di predatore con la faina (Martes foina) e la donnola (Mustela nivalis). Non mancano lepre (Lepus europaeus), riccio (Erinaceus europaeus), topo selvatico (Apodemus sylvaticus) e arvicola terrestre (Arvicola terrestris), così come scoiattolo (Sciurus vulgaris), ghiro (Glis glis) e moscardino (Muscardinus avellanarius). Gli anfibi, poco favoriti dalla scarsità di ambienti umidi, sono certamente rappresentati dal rospo comune (Bufo bufo) e dalla raganella (Hyla arborea).
Per quanto riguarda gli Uccelli, negli ambienti della riserva non è difficile udire il lamentoso verso della poiana (Buteo buteo), che volteggia sopra la chioma degli alberi, mentre l’astore (Accipiter gentilis), agile rapace, vola in velocità attraverso i rami.
Tra i rapaci notturni, l’allocco (Strix aluco) sfrutta per nidificare le cavità di vecchi tronchi.
Il legno morto, oltre a quello tenero, è prediletto dai picchi per scavare il proprio nido: il picchio verde (Picus viridis), il picchio rosso (Dendrocopus major) e il raro picchio rosso minore (Dendrocopos minor) sono tra gli ospiti della riserva, così come il grande picchio nero (Dryocopus martius), in recente espansione nei boschi collinari. In primavera non è difficile ascoltare il canto di uccelli migratori quali il Torcicollo (Jynx torquilla), il succiacapre (Caprimulgus europaeus) e il cuculo (Cuculus canorus). Tra i passeriformi troviamo molte specie tipiche del bosco, come quelle che appartengono alle famiglie delle cince e dei fringillidi.
Raganella italiana |
Allocco |
Cuculo |
Pigliamosche |

La riserva naturale di Bosco Solivo è quasi totalmente interessata dai depositi morenici, composti da ciottoli e sabbie, della lingua glaciale che fino a più di 10.000 anni fa ha modellato l’anfiteatro del Verbano (periodo wurmiano). Ne risulta un paesaggio per lo più dolcemente ondulato. 
La lunga era glaciale ha lasciato traccia anche nella cosiddetta Preaguzza, o Preia Guzzana, un grande masso erratico trascinato a valle dal movimento dei ghiacci. Alluvioni ghiaiose più recenti (periodo olocenico) interessano una modesta superficie a NE, lungo il corso del rio Norè.
Il territorio è caratterizzato morfologicamente dai versanti del “Motto Solivo”, culminante a 377 m.s.l.m. e digradante verso N e NE con pendenze anche rilevanti e dal rio “Norè”, a monte. Questo corso d’acqua scorre nella fertile piana del Muggiano (fosso Rese), a partire da una zona in comune di Oleggio Castello ricca di risorgive, confinante con il Parco naturale dei Lagoni di Mercurago, sfocia poi nel Ticino, nel punto in cui questo comincia a defluire dal Lago Maggiore.
La pineta di pino silvestre (Pinus sylvestris) si trova soprattutto sulle alte pendici del Motto Solivo e nelle vicine aree pianeggianti, dove si arricchisce con esemplari di betulla (Betula pendula), pioppo tremolo (Populus tremula), farnia (Quercus robur) e castagno (Castanea sativa). Nelle superfici aperte sufficientemente grandi il pino silvestre mostra di rinnovarsi con facilità. La pineta planiziale riveste una particolare importanza perché ormai rara nell’alta pianura piemontese e lombarda. In questi ambienti essa ha svolto un ruolo di colonizzazione, adattandosi perfettamente ai terreni sabbiosi o limosi, acidi, piuttosto asciutti nel periodo estivo, anche se a volte soggetti a ristagni idrici stagionali. Generalmente il sottobosco appare piuttosto omogeneo e povero di specie. E’ caratterizzato soprattutto da sviluppate coperture di molinia (Molinia arundinacea) e felce aquilina (Pteridium aquilinum). Tra le altre tipiche specie presenti si ricordano il brugo (Calluna vulgaris), la ginestra dei carbonai (Cytisus scoparìus), la frangola (Frangula alnus), i rovi (Rubus sp.) e localmente il mirtillo nero (Vaccinium myrtillus). Fra le erbe compaiono la tormentilla (Potentilla erecta), la spigarola (Melampyrum pratense), il vincetossico (Vincetoxicum hirundinaria), la festuca (Festuca gr. ovina) e l’imperatoria (Peucedanum oreoselinum). Da segnalare anche la presenza di piante esotiche, introdotte in qualche modo dall’uomo e da tempo naturalizzate, quali la robinia (Robinia pseudoacacia), la quercia rossa (Quercus rubra), il pino rigido (Pinus rigida) ed il pino strobo (Pinus strobus).
Nella riserva si trovano lembi di querceto a farnia, sia in forma pura che mista, vale a dire associata ad altre piante. Il carpino bianco (Carpinus betulus), che con le querce forma alle nostre latitudini la tipica associazione del querco-carpineto, risulta invece assente. Oltre alla farnia compaiono esemplari di castagno, robinia, pino silvestre e betulla. Le specie arbustive ed erbacee non sono diverse da quelle rilevate nella pineta di pino silvestre. A queste si associano in varia misura essenze legate a suoli più freschi e fertili, propri appunto del querceto. Troviamo quindi il nocciolo (Corylus avellana), la felce femmina (Athyrium filix foemina), la felce maschio (Dryopteris filix-mas), la felce pelosa (Dryopteris affmis), lo sparviere (Hieracium gr. murorum), il camedrio scorodonia (Teucrium scorodonia), il paleo silvestre (Brachypodium sylvatìcum), i carici e l’erba bambagiona (Holcus lanatus).

La molinia e la felce aquilina sono dominanti. Il querceto si presenta allo stato di fustaia coetanea (età media 50-60 anni), a densità variabile. Alcuni soggetti mostrano purtroppo, come in tanti altri querceti planiziali, sintomi di sofferenza a causa di fattori complessi: tra cui siccità, incendi e inquinamento atmosferico, che rendono le piante più vulnerabili a insetti e funghi patogeni.

Il castagneto è particolarmente diffuso sulle pendici settentrionali ed orientali del Motto Solivo e, a tratti, in una piccola valle posta ad est dell’elettrodotto. Al castagno, nettamente dominante, si associano in vario modo le altre essenze arboree della zona, tra cui il pino silvestre e la farnia. A causa delle fitta copertura operata dagli alberi il sottobosco è poco sviluppato, soprattutto per quanto riguarda gli arbusti. Le specie più frequenti sono la molinia, la felce aquilina ed in minor misura il mirtillo nero, l’erba lucciola (Luzula nivea), il migliarino (Avenella flexuosa) ed il camedrio scorodonia (Teucrium scorodonia). In fresche vallette compaiono la barba di capra (Aruncus dioicus) ed il lonchite (Blechnum spicant). Si tratta di un bosco ceduo generalmente invecchiato, ossia con età superiori a quelle in cui tradizionalmente veniva tagliato. Il castagneto è stato anticamente favorito dall’uomo a scapito della vegetazione naturale che in quest’area probabilmente era riconducibile al querco-carpineto.
Com’é noto la robinia è una specie originaria dell’America Settentrionale importata nel ‘600 in Francia a scopo ornamentale. Da qui è poi giunta nel nostro paese nel corso del ‘700. Oggi è una comune essenza forestale dei boschi planiziali e collinari in cui si è notevolmente diffusa grazie alla sua rapidità di crescita ed alla sorprendente capacità di colonizzare nuovi ambienti. Anche nella riserva di Bosco Solivo questa specie compare frequentemente, al punto di costituire boschi in cui è nettamente dominante (robinieti). Si tratta prevalentemente di formazioni allo stato ceduo affermatesi su terreni incolti e boscati. Nel sottobosco compaiono specie sia esotiche che autoctone. Tra esse segnaliamo l’uva turca (Phytolacca americana), la verga d’oro maggiore (Solidago gigantea), la canapetta pubescente (Galeopsis pubescens), l’erba bambagiona (Holcus lanatus) ed i rovi (Rubus sp.).
Sulla strada comunale Borgo Ticino - Veruno, sulle pareti di due muri a secco localmente chiamati “muraglione”, cresce una prosperosa colonia di asplenio tricomane (Asplenium trichomanes), a cui si aggiungono altre due felci: l’asplenio adianto nero (Asplenium adiantum-nigrum) e la felce delle querce (Gymnocarpium dryopteris). Lungo le rive del torrente Norè la vegetazione forestale si arricchisce di tipiche essenze igrofile e mesofite, ovvero rispettivamente legate ad ambienti molto umidi e mediamente umidi: la loro presenza testimonia un buon grado di naturalità di quest’area. Nell’ambito degli alberi troviamo l’ontano nero (Alnus glutinosa), il salice bianco (Salix alba), l’acero di monte (Acer pseudoplatanus) ed il frassino (Fraxinus excelsior). Tra gli arbusti vi sono il nocciolo e la fusaria (Euonymus europaeus). Infine fra le erbe compaiono la felce penna di struzzo (Matteuccia struthiopteris), l’olmaria (Filipendula ulmaria), la carice brizolina (Carex brizoides) e l’ortica mora (Lamiastrum galeobdolon).

Brugo in fiore

La fruizione della riserva è facilitata dalla presenza di una fitta rete di sentieri che conducono negli ambienti e nei luoghi più caratteristici. Si ricorda inoltre che il Comune di Borgo Ticino ha allestito un’area attrezzata con tavoli e griglia per pic-nic all’aperto e un percorso vita, dove è possibile fare esercizi, immersi nell’ambiente della pineta.
Il Comune di Borgo Ticino si raggiunge in auto dall’autostrada A26 (diramazione Gallarate - Gattico), uscita Castelletto Ticino, indicazioni per Novara lungo la SS 32 Arona - Novara. In treno, scendere alla stazione di Borgo Ticino posta sulla linea delle Ferrovie dello Stato Domodossola - Arona - Novara.
Clicca qui per vedere la carta per raggiungere la Riserva Naturale.
Si ricorda che e’ vietato:
• cacciare e allenare cani da caccia
• effettuare percorsi fuoristrada con mezzi motorizzati
• catturare, uccidere o disturbare in qualsiasi modo le specie animali
• danneggiare le specie vegetali
• abbandonare rifiuti
• accendere fuochi a meno di 50 metri da boschi e cespugli
• introdurre cani non al guinzaglio
La nuova legge regionale che disciplina la raccolta dei funghi è la n. 24 del 17 dicembre 2007, pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte n. 51 del 20 dicembre 2007, entrata in vigore il 17 giugno 2008.
Essa sostituisce le precedenti norme regionali in materia e recepisce, integrandoli, la Legge dello Stato n. 352 del 23 agosto 1993 e il relativo regolamento, D.P.R. n. 376 del 14 luglio 1995.
Ecco in sintesi le regole principali.
Tesserino
- E’ obbligatorio su tutto il territorio regionale, tranne che per i proprietari sui fondi propri;
- E’ costituito dalla semplice ricevuta di versamento della somma stabilita, su conto corrente postale intestato a una qualsiasi delle Comunità Montane o dei Comuni che già lo rilasciavano gli scorsi anni.
- I Comuni che possono rilasciarlo sono Boca (c.c.p. 1710282), Cavaglio d’A. (c.c.p. 7379280), Ghemme (c.c.p. 17114281), Grignasco (c.c.p.15499288), Maggiora (c.c.p. 1718285), Romagnano Sesia (c.c.p.17220286). Nel VCO non ce ne sono.
- Per le Comunità Montane di Novara e VCO il conto corrente è unico ed è il 14274286, intestato alla Comunità Montana Valle Ossola.
- La ricevuta, su cui va apposta una marca da bollo da € 14,62, consente la raccolta sull’intero territorio regionale.
- Il costo è stato stabilito per il 2008 in € 30,00.
- Si può pagare in una volta sola fino a tre annualità (60,00 € per due anni, 90 € per tre).
Principali modalità di raccolta
- Il limite massimo è di 3kg al giorno, per persona (indipendentemente dalle specie); il limite non vale per i proprietari dei fondi.
- Gli esemplari vanno raccolti interi, completi, e puliti sommariamente sul posto.
- Vanno usati contenitori che consentano la dispersione delle spore: sono vietati i sacchetti di plastica;
- E’ vietato usare rastrelli o uncini.
- E’ vietato danneggiare o distruggere qualsiasi fungo, anche velenoso.
- E’ vietata la raccolta dal tramonto all’alba.
- E’ vietata la raccolta nei castagneti coltivati e presso le abitazioni, salvo che ai proprietari.
Sanzioni
- Per ogni chilo in più dei 3 kg consentiti: 10€.
- Per il mancato rispetto delle modalità di raccolta o per la raccolta in zone vietate: 30€.
- Per mancanza del tesserino: 80€.
- Tutte le sanzioni comportano anche il sequestro dei funghi raccolti illecitamente.
Aree protette
Rispetto alla raccolta nelle aree protette, la legge nuova si esprime in maniera contraddittoria. Ad oggi l’interpretazione più corretta sembrerebbe quella per cui, in assenza di un proprio regolamento che la vieti, la raccolta nelle aree protette è consentita.
Poiché le riserve del Bosco Solivo, dei Canneti di Dormelletto e del Fondo Toce non hanno un regolamento proprio, mentre per i Lagoni di Mercurago c’è un regolamento che la consente, in tutte e quattro le aree la raccolta è consentita, nei limiti e con le modalità della nuova legge regionale (tesserino compreso!).
Per quanto riguarda Bosco Solivo, però, il Sindaco di Borgoticino ha emanato, il 28 agosto scorso, un'ordinanza che consente la raccolta dei funghi senza tesserino a chiunque e su tutto il territorio comunale. Tale ordinanza però sembrerebbe illegittima e quindi dovrebbe essere presto ritirata.
E' attesa a breve una circolare regionale che chiarisca l'intera questione. Non appena conosceremo gli sviluppi ne daremo notizia attraverso il sito internet del parco (www.parchilagomaggiore.it) e con manifesti agli ingressi principali delle aree protette.
Ulteriori informazioni presso gli Uffici della Funzione caccia-pesca-parchi-gev della Provincia di Novara, tel. 0321.666469/73/24, e-mail caccia.pesca@provincia.novara.it, sito internet www.provincia.novara.it.
A cura di Danilo Vassura
Questo album fotografico ha come protagonista la riserva naturale del Bosco Solivo
in tutte le sue forme e i suoi colori.
Per le fotografie si ringrazia l'archivio del comune di Borgoticino.
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Questa pagina e' stata aggiornata il 1 settembre 2009
Per maggiori informazioni: info@parchilagomaggoiore.it