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Il problema delle concimazioni

a Fondotoce

minitour acidofile (1/3) Minitour acidofile (2/3) minitour acidofile (3/3)


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Coltivazioni di azalee lungo il Toce. Foto F. D'Amato

Colture in vaso

In molte aziende floricole i fertilizzanti e i trattamenti fitosanitari vengono diluiti nell'acqua delle innaffiature per risparmiare sulle ore di lavoro che sarebbero necessarie per distribuirli piantina per piantina. Questo comporta che poi, pero', le acque di scolo siano cariche di residui inquinanti, che si infiltrano nel suolo o scorrono sul terreno fino a riversarsi nei corsi d'acqua.
In previsione di una futura legge sulla chiusura del ciclo delle acque di scolo, alla Compagnia del Lago hanno gia' predisposto delle canalette ai lati dei filari di piante, che sono rialzati rispetto al piano di campagna, per raccogliere i reflui.
Sotto i vasi delle piantine viene messo un telo che impedisce la crescita dei semi portati dal vento ed evita cosi' l'uso di erbicidi.

In pieno campo

Ovviamente questo e' il tipo di floricoltura preferito dall'Ente Parchi, per il minor impatto ambientale che provoca, anche se piu' o meno solide tendenze di mercato hanno indotto negli ultimi anni i floricoltori ad incrementare massicciamente la coltivazione in serra.
I floricoltori attestano che le acidofile coltivate in pieno campo impoveriscono abbastanza rapidamente il suolo dei nostri territori, peraltro eccezionalmente adatto a tali coltivazioni.
Le concimazioni con prodotti artificiali, pur dando modo di produrre delle belle piante per i primi anni, non consentono un recupero della fertilita' del suolo, perché vengono facilmente dilavate, e non favoriscono la vita degli organismi che vi abitano, deputati a mantenere quel "mix" di condizioni (fisiche, chimiche e biologiche) che fanno del suolo una entita' vitale.
Uno stercorario di gommapiuma con la sua pallina di cacca... Foto e pupazzo di F. D'Amato Per ovviare a questo problema esistono due rimedi: la concimazione con letame e la rotazione. Alcune aziende ricorrono al letame, anche se e' piu' costoso dei fertilizzanti di sintesi, per i suoi effetti positivi a lungo termine che lo rendono una soluzione economicamente vantaggiosa.

Lo stercorario

Lo stercorario (Geotrupes stercorarius) e' un coleottero che si nutre dello sterco prodotto da altri animali, come vacche e cavalli.
Il maschio e la femmina scavano con le forti zampe dei pozzetti profondi anche 60 cm per seppellirvi le loro provviste. Dal momento che ne seppelliscono piu' di quanto ne consumino l'effetto del loro lavoro e' quello di arricchire in profondita' il suolo di concime.


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Questa pagina e' stata aggiornata il 27 ottobre 2004
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