Perche' sprecare soldi, ambiente e salute per illuminare il cielo di notte?
Minitour notturno (2/4)
Uscendo la sera si vedono un sacco di luci accese.
Alcune sono utili a vedere dove andare, altre illuminano i beni in vendita nei negozi, altre ancora illuminano il cielo, anche se lassu' nessuno ha bisogno di luce.
Ogni anno si sprecano un sacco di soldi in cose inutili. Una di queste e' illuminare il cielo.
Oltre ad essere inutile questo spreco provoca pure dei danni alle persone (danni economici, alla salute, alla psiche...) e all'ambiente (uccelli diurni che cantano di notte, piante con i bioritmi sballati...). Perche' allora un sacco di gente continua a farlo? Non lo so.
Credo che l'abitudine a sopportare di tutto ci stia rendendo insensibili ai fastidi. Anche vedere male di notte e' un piccolo fastidio a cui siamo troppo abituati per lamentarcene.
Tra gli effetti negativi di una cattiva illuminazione notturna posso citare:
danno culturale - non vedendo piu' le stelle non sappiamo piu' riconoscerle. Fino a cento anni fa tutti sapevano come era fatto il cielo, oggi un sacco di persone non hanno idea di che cosa succeda di notte, per aria: siamo analfabeti cosmici.
L'Unione Astrofili Italiani riporta questo esempio: "la notte successiva all'ultimo grande terremoto che colpi' la citta' di Los Angeles, una miriade di chiamate intaso' i centralini telefonici degli istituti scientifici della California per sapere che cosa fosse accaduto in cielo. In realta' si trattava solo del fatto che la momentanea sospensione di energia elettrica in molte zone della citta' e la parziale distruzione di molti impianti di illuminazione avevano reso visibili ai cittadini quel cielo stellato che i piu' non avevano mai visto".
danno scientifico - gli astronomi sono stati costretti ad inviare i loro telescopi nello spazio per scrutare i confini dell'universo da una posizione finalmente buia. Con la spesa sostenuta si sarebbero potuti costruire almeno 100 osservatori astronomici sul nostro pianeta. Molti astrofili (amanti del cielo o astronomi dilettanti), per osservare il cielo devono percorrere notevoli distanze. A Galileo bastava affacciarsi al balcone di casa.
danno ecologico - l'illuminazione notturna ha effetti negativi sull'ecosistema circostante, flora e fauna vedono modificati il loro ciclo naturale "notte - giorno".
La parte della fotosintesi clorofilliana che le piante svolgono nel corso della notte puo' subire alterazioni dovute ad intense fonti luminose che alterano il normale ciclo di reazioni biochimiche. Le migrazioni degli uccelli possono subire "deviazioni" proprio per effetto dell’intensa illuminazione. Gli uccelli restano svegli piu' a lungo e sprecano cosi' energie preziose che avrebbero dovuto conservare per il lungo viaggio.
danno fisico e psicologico - Creare zone illuminate "a giorno" nei punti in cui la gente cammina produce spesso profonde zone d'ombra in cui si possono nascondere meglio i maleintenzionati da cui la luce dovrebbe difenderci. Anche durante la guida notturna il rischio di rimanere abbagliati da fari e lampioni aumenta il rischio di incidenti.
Nell'uomo i riflessi sono metabolici e psichici; la troppa luce o la sua diffusione in ore notturne destinate al riposo provoca "disturbi della personalita'"; quante persone di notte, nella propria casa, per riposare sono costrette a chiudere completamente le serrande?
spreco energetico - una razionalizzazione degli impianti di illuminazione, una ottimale scelta del tipo di lampade (ad alta efficienza e basso consumo), la schermatura delle lampade, l'illuminazione a raso, porterebbero ad una migliore qualita' della vita ed ad un notevole risparmio energetico.
Riferendoci alla nostra nazione citiamo ad esempio: l'illuminazione stradale, le torri illuminanti gli snodi stradali-ferroviari-portuali, gli impianti sportivi, gli impianti industriali, le insegne luminose, le giostre luminose con raggi che arrivano ad altezze di decine di chilometri, ecc.
danno economico - gli impianti di illuminazione debbono essere installati laddove sono veramente indispensabili e con i dovuti accorgimenti, magari riducendone l'intensita' quando non si ha bisogno della piena potenza, in modo da risparmiare tra i 150 e i 250 milioni di Euro (300 e 500 miliardi delle vecchie lire) all'anno per la sola Italia.
Questo testo e' stato rielaborato partendo da un comunicato dell'Unione Astrofili Italiani, www.uai.it
Una migliore illuminazione per noi e per l'ambiente
Chi volesse proteggere il cielo puo' farlo in molti modi:
Puo' ricordarsi di abbassare le tapparelle o tirare le tende quando fuori e' buio. Oltre a proteggere il cielo cosi' facendo si limita la dispersione del calore attraverso le finestre e la bolletta del riscaldamento scendera'.
Puo' installare delle luci "con tettuccio riflettente" nel giardino di casa. Cosi' facendo tutta la luce della lampadina verra' indirizzata al suolo, dove serve. Evitando di sprecare luce verso il cielo si possono usare lampadine meno potenti (che consumano di meno) e ottenere la stessa illuminazione di prima ad un costo minore. (Si paga meno di elettricita'!).
Puo' chiedere al proprio comune di illuminare saggiamente i luoghi pubblici (strade e piazze), ad esempio usando con lampioni con tettuccio riflettente e illuminando i monumenti dall'alto verso il basso. In molte regioni tutto cio' e' gia' obbligatorio per legge.
In Piemonte vige la Legge regionale del 24 marzo 2000 n. 31
Disposizioni per la prevenzione e lotta all'inquinamento luminoso e per il corretto impiego delle risorse energetiche (modificata dalla Legge regionale del 23 marzo 2004 n. 8 in cui e' stabilito che: La lettera c) del comma 1 dell’articolo 7 della legge regionale 24 marzo 2000, n. 31 e’ sostituita dalla seguente: “c) gli impianti che impiegano piu’ sorgenti luminose complessivamente non superiori a 25 mila lumen;”.)
Puo' sensibilizzare amici e conoscenti invitandoli alle iniziative promosse dai Parchi delle Stelle, dagli astofili e dagli istituti di ricerca, o anche solo raccontando loro che cosa si prova ad osservare il cielo stellato.
Minitour notturno (2/4)
Qualche link di approfondimento
I PARCHI DELLE STELLE
sono su Internet nelle pagine dell'osservatorio Serafino Zani Osservatorio S. Zani