Comignago
Dal Parco tutt'intorno
percorsi storici attorno ai Lagoni di Mercurago
Minitour Comignago (1/2) 
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Comignago ha un insediamento assai articolato, sviluppatosi probabilmente gia' in antico dall’estremita' di un colle in due direzioni opposte: verso la valle del Rese e le colline moreniche del Parco e verso il Montebello – Pulice, in direzione di Gattico.
Molte sepolture segnalano rustici insediamenti gallo – romani dal I secolo a.C. o romani fino al IV d. C. Presso Motto Caneva e l’omonimo rio, nel Parco, ci sono due necropoli, rispettivamente con 10 tombe a cassa del IV d.C. ca. e con oltre 60 urne cinerarie del I – IV sec. d.C.
Sotto il Montebello sorgeva il villaggio di Mada (prima menzione nel 1151) con la sua chiesa di S. Giulio, scomparso in eta' medievale.
D’altra parte il nome Comignago proviene dalla famiglia dei Cominii, molto ramificata nell’Italia Settentrionale in eta' romana e ne attesta le proprieta' agrarie in loco.
La prima pergamena che parla di Comignago e' del 1046. In altre carte si distinguono: la villa, nucleo antico sul colle (1347); il burgus con fossato, in piano (1285); la chiesa di S. Giovanni del Castello, attuale parrocchiale (1323); l’Abbazia di S. Spirito (1282) e i suoi mulini (1347).
Nel 1311 e nel 1358 per ben due volte e' distrutto il castello, che forse non viene piu' ricostruito, lasciando il colle tutto libero per la chiesa.
Nel 1413 Comignago viene aggregato al feudo di Borgoticino assegnato ai Visconti. Nel 1447 il duca Filippo Maria Visconti consegna il feudo a Vitaliano Borromeo.
La chiesa di S. Giovanni Battista dapprincipio e' dunque un edificio castellano e occupa un ridotto spazio in cima al colle. Ne sono testimonianza le dimensioni dell’aula da ovest a est e il piccolo campanile medievale. Con l’abbandono del castello, di cui nel 1618 il cardinal Taverna in visita pastorale vede i resti murari, l’edificio puo' ampliarsi in facciata e sul lato settentrionale. All’interno sono pregevoli soprattutto gli arredi lignei secenteschi e settecenteschi, di validi, ma anonimi intagliatori locali.
La monumentale scalinata in sasso che la raccorda con l’abitato fu terminata nel 1796 per volonta' del parroco Giuseppe Maria De Giorgi.
Approfondimenti: materiali, gite e pannelli sul territorio
Per chi volesse approfondire l'argomento e' disponibile, presso tutti gli uffici dell'Ente Parchi, una videocassetta intitolata "testimonianze storiche nell'ambiente naturale" in cui vengono ripresi e approfonditi i temi appena sfiorati in questa pagina.
Il Parco dei Lagoni, in collaborazione con il GASMA (Gruppo Archeologico, Storico, Mineralogico Aronese), ha recentemente allestito dei pannelli (dal parco tutt'intorno) che illustrano le emergenze storiche ed archeologiche che si trovano nei dintorni del parco stesso, di cui questa pagina e' un esempio.