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Piano di assestamento forestale

dei Lagoni di Mercurago

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Deutsch Waldbewirtschaftung

Alberi sradicati dal passaggio della tromba d'aria. Foto F. D'Amato

I boschi del Parco
Uno sguardo d'insieme

In alcune aree del Parco Naturale dei Lagoni di Mercurago sopravvive ancor oggi un bosco naturale riconducibile a quello originario, ossia il querceto di farnia (Quercus robur) puro o misto dell'alta pianura.
Dove non compare il querceto tipico troviamo un mosaico di diverse tipologie di bosco, frutto del capillare sfruttamento agro - silvo - pastorale del territorio, operato dall'uomo nel corso dei secoli. Nelle varie situazioni incontriamo il bosco misto di latifoglie, il castagneto, il robinieto e la pineta di pino strobo.

Il passaggio di una tromba d'aria, il 21 luglio 2003, ha raso al suolo una buona parte dei boschi del parco, specialmente nella zona che fiancheggia la Strada Statale che collega Oleggio Castello e Comignago. I danni sono di difficile valutazione e sono state fatti recentemente degli appositi sopralluoghi fotografici aerei per stimare e mappare le aree interessate.

Pecore al pascolo nel bosco I segni evidenti dello sfruttamento agro-silvo-pastorale protrattosi fino al secolo scorso si possono ancora notare passeggiando lungo i sentieri del Parco dove si incontrano tipi di bosco diversi sfumare l'uno nell'altro in tratti brevissimi, si osservano fossi, muri a secco e ciglioni legati alle passate coltivazioni.
La proprieta' dei terreni e' da molto tempo assai frazionata (piu' di 500 proprietari!). Questi fazzoletti di terra boscati di solito venivano governati a ceduo inoltre, ove era possibile, venivano pascolati e la loro lettiera era periodicamente raccolta per fare strame da utilizzare nelle stalle. A partire dal dopoguerra gran parte di queste pratiche sono state abbandonate e, soprattutto nei terreni non piu' coltivati, si e' diffusa notevolmente la robinia (Robinia pseudoacacia).


Che cos'e' il Piano di assestamento forestale

Catasta di legna nel parco dei Lagoni. Foto F. D'Amato

Il piano di assestamento forestale ha come principale obbiettivo l'esame del patrimonio boschivo e la definizione degli interventi da effettuare per la sua corretta gestione.
In concreto il piano di assestamento forestale prevede di creare e mantenere nelle migliori condizioni possibili il querceto misto tipico dell'area dei Lagoni.

Un bosco e' un ecosistema naturale in continua, seppur abbastanza lenta, trasformazione, sensibile sia agli interventi antropici sia ad una serie di fattori climatici e geopedologici su cui difficilmente l'uomo puo' intervenire. Lo scopo del piano di assestamento forestale e' quello di guidare, per quanto possibile, le trasformazioni del bosco, armonizzandole sia con la vocazione naturalistica del Parco, sia con gli interessi e le necessita' dei legittimi proprietari.

I proprietari dei boschi possono, oltre che provvedere in prima persona ai tagli secondo le indicazioni del piano di assestamento, chiedere che il parco effettui dei tagli nei loro appezzamenti, disponendo poi dei due terzi della legna risultante. Puo' capitare che i proprietari non siano interessati al ritiro della loro legna e percio' il parco la vende ai privati che ne abbiano fatta richiesta.
(I proprietari interessati possono scaricare i moduli per la richiesta da presentare, compilati e firmati, agli uffici del parco)

Parallelamente agli incentivi ai tagli l'Ente Parchi ha impiantato un piccolo vivaio forestale, dove vengono coltivate le piante che serviranno per i rimboschimenti. I semi da cui sono state ottenute queste piantine provengono da alberi del parco, scelti per la loro salute e bellezza, in modo da non introdurre varieta' "esotiche" nelle aree protette.


I querceti:

Nelle zone pieneggianti vicino al Lagone, al Laghetto delle Ninfee, allo Stagno della Ca' Motta e lungo stra' dal Muntasc sono presenti piccole superfici di Farnia (Quercus robur L.) allo stato puro o semi-puro.
In questo bosco sono previsti pochi interventi, proprio perche' e' gia' vicino alla condizione naturale, sia come composizione di specie, sia come eta' delle piante.
In pratica il Parco interviene solo per abbattere gli esemplari morti o malati.

Scelta delle piante da abbattere

I castagneti:

Ai tempi dei Romani venne introdotto e diffuso in Italia il castagno (Castanea sativa), piu' recentemente coltivato in modo da fornire pali per le vigne; questo uso ha portato al formarsi di ceppaie.

Lo scopo che si prefigge il piano di assestamento forestale e' di trasformare gradualmente il bosco ceduo, ormai inutilizzato dalla maggior parte dei proprietari, in un bosco d'alto fusto di latifoglie miste. Questo obbiettivo prevede dei tagli selettivi nelle ceppaie di castagno, per favorire lo sviluppo dei polloni piu' vigorosi, ed il taglio degli esemplari morti, malati o aduggiati, dando luce, ove e' opportuno, ai giovani alberi nati nel sottobosco che, col tempo, caratterizzeranno il bosco.


Simbolo del parco su una pianta da abbattere

I robinieti:

La robinia e' giunta in Piemonte dall'America due secoli fa e si e' naturalizzata molto bene, diventando spesso invadente. Il piano di assestamento si propone di limitarne la diffusione, offrendo al contempo la possibilita' alle nostre specie di insediarsi negli spazi che spetterebbero loro naturalmente.

Questo obbiettivo viene perseguito attraverso l'invecchiamento del robinieto: le robinie, a 40-50 anni di eta', di solito sono soggette a malattie fungine (funghi carigeni) e marciumi radicali che riducono fortemente il loro vigore vegetativo. A questo punto possono essere abbattute e sostituite con piante nostrane, nate spontaneamente o introdotte con apposite piantagioni.


Pineta. Foto F. D'Amato

Le pinete

Sulle sommita' e lungo i pendii di alcuni piccoli rilievi morenici, denominati in gergo locale "i motti", crescono formazioni boschive ad alto fusto di Pino silvestre (Pinus sylvestris L.).

Nel Comune di Comignago esiste una pineta artificiale di 513 ettari composta principalmente da Pino strobo (Pinus strobus L.) originario del Nord America e ben naturalizzato nel nostro territorio.
La gestione della pineta artificiale tende ad conciliare tra loro le regole classiche dell'arboricoltura da legno e le esigenze di carattere paesaggistico e ambientali del Parco. A tal fine e' previsto il dirado progressivo della pineta secondo il trattamento "a tagli successivi" in modo da permettere e favorire la rinnovazione del bosco per via naturale, cioe' tramite la nascita di nuovi pini derivati dai semi delle piante adulte.

Le pinete del parco dei Lagoni sono state recentemente indebolite dagli scolitidi.


Gli ontaneti

Altri popolamenti arborei molto belli e caratteristici sono gli "ontaneti" dove prevale l'ontano nero (Alnus glutinosa L.) talvolta con qualche bell'esemplare di frassino comune (Fraxinus excelsior L.) o di salicone (Salix caprea L.).
Queste piante si trovano in prossimita' degli specchi d'acqua o nelle "zone umide" (Lagone, Stagno Ca' Motta); ci risulta piacevole ricordare che le capanne dei primi "palafitticoli" che abitavano il Lagone, circa 3.500 anni fa', erano costruite con i tronchi di queste piante.



Copertina del volume

Letture e passeggiate di approfondimento

Chi volesse approfondire l'argomento puo' leggersi:

  • il numero di ottobre 2008 del Martin Pescatore "Come stanno le querce del Parco".
  • il numero di aprile 2004 del Martin Pescatore in cui il direttore parla dei boschi del parco.
  • il numero di ottobre 2003 del Martin Pescatore in cui le guardie e gli operai raccontano la loro esperienza della tromba d'aria.
  • il resoconto sullo stato di avanzamento del piano di assestamento forestale sul Martino numero 35.
  • l'articolo, di Edoardo Villa, riguardante il bosco e la sua gestione comparso sul Martin pescatore numero 32.
  • la cronaca della tromba d'aria, il 21 luglio 2003 che ha devastato buona parte dei boschi del parco.
E' anche possibile acquistare la dispensa del corso di riavvicinamento agli alberi in cui sono ampiamente illustrate le caratteristiche dei nostri boschi, delle piante che li popolano e la loro gestione.
Per chi invece volesse visitare di persona i boschi dei Lagoni consigliamo un percorso segnalato ed autoguidato, che attraversa le principali tipologie forestali del parco.


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Assestamento forestale Querceto - Castagneto - Brughiera - Robinieto - Moduli


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