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La vegetazione

della riserva di Fondotoce

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Deutsch Die Vegetation

Una ricca zona umida

Popolamento di Trapa natans, var. verbanensis. Foto F. D'Amato

L'aspetto piu' interessante della vegetazione della riserva e' senz'altro il fragmiteto (il canneto costituito dalla cannuccia di palude, Phragmites australis), uno dei piu' grandi rimasti sul Lago Maggiore.
Questa vegetazione palustre segna il passaggio dall'acqua alla terra ferma. Nella riserva il canneto e' maggiormente esteso alla foce del canale di Fondotoce, mentre e' frammentato lungo i corsi d'acqua.

Nella fascia piu' interna carici, giunchi e cespugli di salici sostituiscono il canneto. Le specie presenti sono: salice bianco (Salix alba), salice da ceste (Salix triandra), salice rosso (Salix purpurea) e salice cinereo (Salix cinerea). Questa vegetazione puo' evolvere verso il bosco ad ontani (alneto). Qui sono anche presenti due rare felci di zone umide: Osmunda regalis e Thelypteris palustris.

La vegetazione acquatica comprende sia piante che vivono completamente sommerse, sia piante con foglie galleggianti. Tra le prime peste d'acqua (Lagarosiphon major), millefoglio d'acqua (Myriophyllum spicatum), ceratofillo (Ceratophyllum demersum) e brasche (Potamogeton spp.). Tra le piante galleggianti troviamo la castagna d'acqua endemica (Trapa natans, var. verbanensis) i cui popolamenti piu' cospicui si trovano alla foce del canale di Fondotoce. La nostra varieta' si differenzia in quanto la sua noce ha solo due corna e non quattro come di regola nella specie. La somiglianza del frutto con la "calci-trapa", strumento da guerra che i romani lanciavano tra le file nemiche con lo scopo di ferire i soldati, diede a Linneo lo spunto per assegnare un nome a questa specie. In tempi piu' recenti ad Arona si vendevano rosari fatti con queste noci, oggi impossibili da trovare. Nella foto si notino i rigonfiamenti lungo i piccioli rossastri delle foglie, pieni di parenchima aerifero, che servono per il galleggiamento della pianta; le acque in cui cresce la Trapa sono generalmente poco limpide e se le foglie non galleggiassero non riceverebbero la luce necessaria alla fotosintesi.

Una pianta di Trapa natans, var. verbanensis. Foto F. D'Amato

Il bosco ripariale forma delle fasce larghe lungo la riva del Toce, piu' estese presso la sua foce. In queste aree, soggette a periodiche inondazioni, domina il salice bianco. Sporadici sono il pioppo nero ed il pioppo bianco (Populus nigra e P. alba). Nel piano arboreo inferiore troviamo l'ontano nero e l'ontano bianco (Alnus glutinosa e A. incana), piu' raramente il frassino (Fraxinus excelsior), il tiglio (Tilia cordata) e l'olmo (Ulmus minor).

Il sottobosco e' assai rigoglioso, dominato da specie legate a suoli freschi come la scagliola, o decisamente umidi come la salcerella (Lythrum salicaria), l'olmaria (Filipendula ulmaria), il gramignone maggiore (Glyceria maxima), la mazza d'oro (Lysimachia vulgaris) e un rovo tipico dei boschi umidi (Rubus caesius). Tra gli arbusti presenti si citano il pallon di maggio (Viburnum opulus) e la fusaggine o cappella del prete (Euonymus europaeus).

Boschi relittuali di latifoglie miste sono presenti solo con piccoli lembi assai impoveriti lungo la Stronetta e presso il Motto Solarolo.

Noce della castagna d'acqua. Foto F. D'Amato

La flora censita conta a tutt'oggi circa duecentoquaranta specie; di queste piu' di un terzo sono assai comuni e spesso diffuse ad opera dell'uomo. Prendendo in considerazione anche territori limitrofi, in particolare il Mont'Orfano ed il Lago di Mergozzo, le specie di ambienti naturali risultano una volta e mezza piu' numerose.

Nella Riserva, infine, tra le specie degne di nota troviamo: la felce "penna di struzzo" (Matteuccia struthiopteris) il crescione di Chiana o radicula (Rorippa amphibia), la porracchia dei fossi (Ludwigia palustris), il giunco subnodoso (Juncus subnodosus) e l'aglio angoloso (Allium angulosum).



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Questa pagina e' stata aggiornata il 24 giugno 2003
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