San Martino, Gattico
Dal Parco tutt'intorno
percorsi storici attorno ai Lagoni di Mercurago
Minitour Gattico (2/3) 
La scelta dei conti Da Castello di Gattico di costruire (1125 - 1150) la chiesa di San Martino, capo della pieve, lontano dal loro castello e' dovuta alla sacralita' del luogo. La tradizione segnala un preesistente tempio a Mercurio e il trafugamento di una statua bronzea del dio. Non ci sono pero' prove concrete, mentre diversi indizi d'eta' romana confermano intorno alla chiesa un'area abitativa di quell'epoca, forse la villa rustica di un ricco possessore romano battezzato, con annesso primo oratorio cruistiano. Andata in rovina la villa, sarebbe sopravvissuta solo la chiesa.
L'edificio odierno, di tipo basilicale, a tre navate, ha mantenuto le sue linee romaniche per il precoce abbandono all'inizio del '400, alla caduta dei Da Castello. La chiesa fu da allora spogliata dei paramenti migliori (lastre pavimentali, archetti pensili, pietre d'opera, ecc). Ancora nel '600 venivano asportate furtivamente le pietre del lato settentrionale, piu' nascosto, come si puo' notare.
L'architettura originale puo' essere compresa al meglio attraverso i disegni di ricostruzione della facciata e delle absidi e attraverso la pianta. La copertura dell'edificio in lastre di pietra era sostenuta da travature lignee. Notevoli gli archetti pensili scolpiti nella pietra, l'architrave e la lunetta dell'ingresso, gli archi delle absidi con conci di pietra e laterizi romani di recupero.
Uno dei massicci pilastri della navata destra e' stato restaurato nel 1981, le absidi consolidate da pochi anni. La vasca in sasso davanti alla chiesa - forse vasca battesimale - era fino a pochi anni fa dietro l'abside settentrionale.
Nel 1132 si menziona la plebem de Gatico cum capellis suis, ossia una decina di chiesette dei villaggi circostanti. Essendo scomparsi alcuni di questi (Caronno, Borgo Agnello, ecc), ne sopravvivono solo le chiesette romaniche. Vale la pena di visitarne almeno un paio: S. Igino, nella cascina omonima in direzione di Arona e S. Andrea di Caronno lungo il sentiero nei boschi, piu' ad ovest. Quest'ultima e' veramente singolare per la decorazione dell'abside ad archetti ciechi e per ben tre fasi costruttive leggibili sui suoi muri: X, XI e XII secolo.
Approfondimenti: materiali, gite e pannelli sul territorio
Per chi volesse approfondire l'argomento e' disponibile, presso tutti gli uffici dell'Ente Parchi, una videocassetta intitolata "testimonianze storiche nell'ambiente naturale" in cui vengono ripresi e approfonditi i temi appena sfiorati in questa pagina.
Il Parco dei Lagoni, in collaborazione con il GASMA (Gruppo Archeologico, Storico, Mineralogico Aronese), ha recentemente allestito dei pannelli (dal parco tutt'intorno) che illustrano le emergenze storiche ed archeologiche che si trovano nei dintorni del parco stesso, di cui questa pagina e' un esempio.