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Caratteri geomorfologici

dei Lagoni di Mercurago

Minitour naturalistico (1/4) Minitour naturalistico (2/4) minituor naturalistico (3/4)

English Translation of geomorphology


Morfologia del Parco dei Lagoni

La situazione morfologica dell'area e' abbastanza semplice ed e' determinata da due elementi principali. Il primo e' l'esistenza di due serie di colline allineate all'incirca con orientamento NW-SE, costituite da materiali morenici e facenti parte del grande apparato morenico del Lago Maggiore.
Il secondo e' la presenza, tra queste due cerchie, di una serie di aree pianeggianti e depresse la cui origine e' legata ad apporti di tipo fluvio-glaciale. In questa seconda fascia di terreni sono situate le zone umide e torbiere che rivestono l'interesse maggiore per la presenza di vegetazione e fauna acquatica e palustre.

Cenni di teoria glaciale

La costituzione dell'apparato morenico avvenne tramite l'interazione di piu' eventi deposizionali ed erosivi, in un tempo misurabile in alcune centinaia di migliaia di anni. Gli eventi corrisposero alla ripetuta successione di periodi glaciali e di periodi interglaciali.

Tracce gelate nella neve. Foto R. Bertolino In ogni periodo glaciale si puo', in effetti, distinguere una fase di espansione (anaglaciale) e una fase di ritiro (cataglaciale). La fase anaglaciale e' determinata da una relativa uniformita' delle temperature medie stagionali con diminuzione della temperatura media annuale e aumento delle precipitazioni; la fase cataglaciale e' caratterizzata da forti escursioni termiche stagionali, da una temperatura media annuale piu' elevata di quella normale e da precipitazioni concentrate soltanto in brevi periodi dell'anno. Il periodo interglaciale e' compreso tra due glaciali successivi.
La fase del ritiro del ghiacciaio non avviene in modo regolare e continuo, ma e' caratterizzata invece da soste e da limitati ritorni in avanti (pulsazioni) che vengono indicati in genere con il nome di "stadi".

Il ghiacciaio, in generale, puo' essere considerato come un corso d'acqua nel quale l'acqua scorre molto lentamente sotto forma di ghiaccio. I materiali trasportati dal ghiacciaio si dispongono in falde di detrito ai suoi margini costituendo i depositi morenici. Le forme di paesaggio risultanti dagli accumuli di questi materiali si chiamano cerchie e cordoni morenici.
L'acqua di fusione, che continua l'azione di trasporto del materiale solido, rielabora continuamente i depositi morenici portati dal ghiacciaio e determina quelle forme deposizionali chiamate "fluvio-glaciali". I depositi morenici, a causa del particolare tipo di trasporto subito e delle modalita' di deposizione, sono tipicamente non stratificati e privi di classazione granulometrica; appaiono quindi come ammassi caotici di blocchi e ciottoli immersi in una matrice limosa come puo' essere osservato in sezione nella cava abbandonata sul versante sud/ovest del Parco.

I depositi fluvio-glaciali

A differenza dei materiali morenici i depositi fluvio-glaciali sono invece piu' o meno stratificati e mostrano una selezione granulometrica; entrambi questi caratteri risultano via via meglio definiti da monte verso valle entro il deposito fluvio-glaciale.

Brina su foglie d'edera. Foto F. D'Amato Il ghiacciaio abbandona depositi morenici e fluvio-glaciali sia nella fase cosiddetta di avanzata (anaglaciale), sia in quella di arretramento (cataglaciale). Molto spesso rapide riprese e improvvisi aumenti di carico solido del ghiacciaio nella fase di ritiro si traducono morfologicamente nella costruzione di una o piu' cerchie moreniche marginali che riproducono la forma della posizione terminale della lingua glaciale in quel momento.

I depositi fluvio-glaciali danno normalmente luogo a superfici piane sub-orizzontali sia interne che esterne alle creste moreniche; le prime sono comprese entro i limiti del Parco.

Cerchie moreniche

E' frequente trovare piu' cerchie addossate, separate da depressioni che ripetono la forma delle cerchie alle quali sono interposte. Nei punti piu' depressi l'acqua ristagna formando piccoli laghi intermorenici; la vita di questi ultimi a Mercurago si e' protratta per lungo tempo, fin nel periodo post-glaciale, perche' l'uomo ne ha favorito, artificialmente come vedremo, la conservazione.

Nell'area su cui e' avvenuta l'oscillazione della lingua glaciale si trovano percio', nel settore interno alla cerchia, la seguente successione di depositi dal basso all'alto: depositi morenici, depositi fluvio-glaciali, depositi glacio-lacustri e fluvio-lacustri della fase cataglaciale.

Pur avendo tuttora incertezze sui fenomeni glaciali per quanto concerne il loro numero, la durata, l'entita' e la loro diffusione geografica, possiamo dire che la maggioranza degli studiosi riconosce attualmente nell'era quaternaria cinque glaciazioni: Donau, Gunz, Mindel, Riss e Wurm, che prendono il nome da corsi d'acqua del versante settentrionale delle Alpi. Queste vengono comprese nel primo dei due periodi in cui si divide il Quaternario: il Pleistocene, la cui durata di circa due milioni di anni abbraccia quasi l'intera era. Il secondo periodo, l'Olocene, inizia con la fine dell'ultima glaciazione (Wurm), circa 10 mila anni fa.

Effetti delle glaciazioni ai Lagoni di Mercurago

Nell'anfiteatro morenico del Verbano (NOVARESE, 19..; NANGERONI, 1954) i depositi morenici riferibili alle glaciazioni Donau e Gunz non influiscono sulla morfologia del territorio e ben difficilmente si riesce a ricostruire anche l'andamento delle cerchie mindeliane. La morfologia a cordoni e a cerchie, dalla complessiva forma di anfiteatro, e' invece evidente per la morene superficiali delle ultime glaciazioni (Riss e Wurm).

Brina su foglie ai Lagoni. Foto F. D'Amato La distinzione tra morene rissiane e wurmiane in questa regione viene effettuata in base a vari criteri tra i quali quelli stratigrafico, di alterazione, morfologico e idrologico (in genere nelle morene piu' esterne rissiane l'idrografia e' centrifuga, verso Sud, mentre in quelle interne wurmiane e' centripeta, verso le cerchie interne).

Le cerchie piu' interne sono ritenute wurmiane essendosi presumibilmente formate durante le fasi di ritiro immediatamente successive alla maggiore espansione wurmiana (il materiale sabbioso e argilloso-sabbioso e' piu' abbondante che nelle morene rissiane). Tali cerchie non sono sempre continue e anche dove sono continue sono frangiate da sporgenze e rientranze planimetriche (idrografia centripeta).

In base alle notizie bibliografiche le cerchie wurmiane dell'anfiteatro morenico del Verbano sono 6: di queste, nell'area del Parco Naturale dei Lagoni di Mercurago, sono comprese la quarta e la quinta. La quarta ha inizio a Oleggio Castello ed e' costituita da una serie di colline allineate che vanno da Motto Lagone alla Costa del Pinino; la quinta e' data da una serie di dossi che vanno da Oleggio Castello alla Cascina Lagoni e che proseguono verso Dormelletto. Tra le due cerchie moreniche sono situati, come gia' accennato, depositi fluvio-glaciali e lacustri coevi alla cerchia morenica interna (la quinta).

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Questa pagina e' stata aggiornata il 31 gennaio 2005
Per maggiori informazioni: info@parchilagomaggoiore.it