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MARTIN PESCATORE

Notiziario trimestrale dell'Ente Parchi del Lago Maggiore
Numero 23 (luglio - settembre 2000)


In questo numero troverete:

Editoriale del Direttore Massimo Grisoli
Volontari per la cura dell'ambiente di Danilo vassura
Piste ciclabili si', ma non a qualsiasi prezzo di Paolo Garnaschelli
Trovatelli di Margherita Grisoli
Commercio e Natura Cuore Attivo e Francesca D'Amato
Gli alberi del Parco: la Farnia di Edoardo Villa
Iniziative ed attivita'


Per una lettura off line potete scaricare l'intero numero 23 zippato (K)
o abbonarvi alla rivista cartacea facendone richiesta presso gli uffici del Parco.

Con l'entusiasmo dei vent'anni...

... fronteggiamo la sfida del nuovo millennio, nella speranza di disporre di sufficienti risorse per far crescere ancora le aree protette del Lago Maggiore.


Si e' fatta molta strada dall'ormai lontano 16 maggio 1980, allorche' venne istituito, un po' per amore e un po' per forza, il Parco naturale dei Lagoni di Mercurago. Abbiamo visto nascere, piu' per amore che per forza, due fratellini: le Riserve di Fondotoce e di Dormelletto. Altri paiono bussare alla porta e di "cose fatte" ce ne sarebbero ovviamente a centinaia da raccontare.

Si puo' pero' anche provare ad individuare, semplicemente, i punti di forza e quelli di debolezza che potrebbero contraddistinguere il nostro cammino nell'immediato futuro. Tra i primi evidenzierei:

  • la nostra identita' di piccolo "laboratorio di gestione territoriale", tenacemente costruita e gelosamente custodita, pur nell'avvicendarsi delle amministrazioni che hanno governato il Parco;
  • il senso profondo di appartenenza al sistema regionale, come sottoinsieme di quello nazionale ed internazionale, perché l'Ecologia rifiuta i confini ed e' immune da spasmi autonomistici;
  • la forte carica motivazionale e la partecipazione attiva alla gestione da parte dei dipendenti dell'Ente.

Tra i secondi, purtroppo, pare sempre piu' evidente l'ambiguita' di mamma Regione, che se da un lato "ci alimenta e ci sostiene", dall'altro non fa nulla per "alleviar le nostre pene" e non perde occasione per instillare il dubbio che voglia, in realta', disfare quel giocattolo (un sistema di aree protette forte e coeso) che, fino a prova contraria, ci e' ancora invidiato, anche fuori dai confini nazionali.

Un altro punto di debolezza e' il sempre piu' asfissiante carico di attivita' di tipo amministrativo, che condiziona e spesso impedisce l'espressione delle potenzialita' degli Enti Parco.

Una tentazione che dobbiamo evitare, infine, e' quella di proporci come "salvatori dell'ambiente" ed unici punti di riferimento per una politica di sviluppo cosiddetto "ecocompatibile": faremmo meglio a responsabilizzare e coinvolgere il piu' possibile in azioni integrate - e riconoscibili sul territorio - le altre istituzioni e, per alcuni aspetti, soggetti privati, da coinvolgere in una sempre piu' snella ed essenziale concertazione.

E se i punti di debolezza fin qui menzionati farebbero dire: "mal comune, mezzo gaudio", ce n'e' uno purtroppo tutto nostro, a causa del quale ritengo doveroso rinnovare un appello ai nostri amministratori, presenti e futuri: fate tutto il possibile perché possiamo presto ritornare "a casa"; la mancanza di una sede si sta rivelando un volano pericolosissimo per tutti i disagi e gli stress che, purtroppo, accompagnano questo pur nobile ed invidiabile lavoro.

Massimo Grisoli
Direttore dell'Ente Parchi


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