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MARTIN PESCATORE

Notiziario trimestrale dell'Ente Parchi del Lago Maggiore
Numero 24 (ottobre - dicembre 2000)

Zanzare: ridurle senza avvelenarsi


Da alcuni anni sulla riva piemontese del Lago Maggiore si sente parlare, in modo peraltro inconcludente, di lotta alle zanzare. Nel tentativo di offrire un contributo alla riflessione ed all’azione, il Martin Pescatore lo ha chiesto al Direttore dei Parco naturale dei Laghi di Avigliana (TO), biologo, che ha pluriennale esperienza in materia.

Come ogni anno, nella tarda primavera, in molte aree piemontesi si ripresenta il "Problema zanzare". La gente si lamenta, diverse attività economiche ne sono danneggiate e col solito puerile vezzo, tipicamente italiano, si individua qualche malcapitato cui appioppare la causa di tanti fastidi.

foglie galleggianti in una zona umida. Foto F. D'Amato

Gli imputati di turno spaziano dall'agricoltore che gestisce male il territorio, al vicino trascurato, dall'amministrazione pubblica, come al solito inerte, al prete che non fa più, come nel Medio Evo, processioni propiziatorie per scacciare i "flagelli". In quella strana cultura da bar, fondata sulla sudata lettura degli "scientifici" inserti dell'intrepido e alimentata dagli aggiornamenti di "strano ma vero" e "forse non tutti sanno che..." di enigmistica memoria, si rincorrono ed ingigantiscono le più strane voci ed assurgono a fede scientifica i più fantasiosi atteggiamenti.
Cosi', nel tentativo di superare la saccenza degli astanti, prendono corpo incredibili castronate e imbecilli teorie, che poi si risolvono sbrigativamente nella draconiana richiesta di sterminio indiscriminato di tutto ciò che vola (comprese le inoffensive tipule e gli innocui Bibioni degli orti e dei giardini) o nella definitiva bonifica delle zone umide.

Il terrore serpeggia, alimentato dalle fosche tinte con cui una certa stampa descrive una zanzara cosi' terribile da venir addirittura denominata tigre, ed a nulla servono ragionamenti scientificamente corretti.
Con sano furore la gente vuole che qualcuno (chissà perché a quel qualcuno il ragionamento aggiunge sempre "altro") risolva il problema.

Eppure gli stessi mass-media poterebbero svolgere un ruolo fondamentale nel diffondere l'abitudine a comportamenti che, pur rispettosi degli altri viventi, permettano di contenere il numero di zanzare entro limiti sopportabili e senza pericolose ricadute per la nostra salute.

Tre le parole chiave di questa strategia:

Lotta biologica.
Dagli anni '70 e' stato scoperto il Bacillus thuringiensis israelensis, un batterio innocuo per l'uomo e per la quasi totalità degli esseri viventi, che ingerito, e' in grado di provocare in pochi minuti la morte delle larve di zanzara.
Prevenzione.
Si badi bene: delle larve, non degli adulti! E' dunque importante agire prima della metamorfosi dell'insetto in immagine. Ciò significa, in estrema sintesi, dalla primavera (fine aprile - inizio maggio) fino a fine luglio - metà agosto, intervenire periodicamente nei luoghi di sviluppo larvale, in genere ogni raccolta stagnante, o quasi, che duri per più di 7-8 giorni.
Partecipazione.
Proprio ogni raccolta d'acqua, anche di modestissima estensione come i sottovasi dei fiori di casa (ognuno può produrre 100-200 zanzare), i barattoli ed i contenitori abbandonati in giardino, i tombini e le caditoie, le grondaie ostruite, i bidoni per l'irrigazione dell'orto, il tratto di canaletto sotto casa. Interventi semplici (svuotare o utilizzare il Bacillus thuringiensis israelensis), che richiedono pochi minuti ogni 15-20 giorni ma per i quali e' indispensabile la partecipazione collettiva. Partecipazione che indurrà anche l'Ente Pubblico ad intervenire sulle zone umide, prossime agli abitati, nelle aree pubbliche ed a stimolare le indispensabili operazioni di manutenzione per la corretta regimazione delle acque.

L'esperienza di Avigliana, ancorché poco partecipata da parte della popolazione, dimostra chiaramente l'efficacia dei metodo, come evidenziato dai dati di catture ottenuti con la rete di trappole, collocata per indagare sull'andamento dell'infestazione dal '95 al '98.

Genere Catture '95 Catture '96 Catture '97 Catture '98
Aedes 2.764 210 648 1.200
Culex 211 154 322 245
Anopheles 42 80 74 45
Culisetae 2 25 39 10
Non determinate 184 7 8 20
TOTALE 3.203 476 1.091 1.520

Osservando i dati riportati si noterà come, pur con una trappola in più dal '96 in poi, le catture totali si siano drasticamente ridotte e casi' il fastidio, considerato significativo nel '95. Le variazioni numeriche non traggano in inganno. Esse sono del tutto normali ed imputabili quasi esclusivamente a condizioni meteorologiche, più o meno favorevoli all'attivazione di focolai, verificatesi negli anni.

Gli Enti pubblici possono attivarsi ottenendo finanziamenti del 50% della spesa tramite la L.R. 75195 "Contributi agli Enti locali per il finanziamento di interventi di lotta alle zanzare", ma solo con la cosciente e responsabile partecipazione di tutti le zanzare possono - diventare un fastidio "sopportabile".

Claudio Rolando

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