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MARTIN PESCATORE

Notiziario trimestrale dell'Ente Parchi del Lago Maggiore
Numero 25 (gennaio - marzo 2001)

Intanto verifichiamo che


foto aerea del Toce. Foto F. D'Amato

Non si può escludere che qualche intervento di rimozione dei cosiddetti sovralluvionomenti nell’alveo del fiume Toce avesse potuto risolvere problemi puntuali; non già una situazione gravemente compromessa, proprio dalla progressiva canalizzazione dei nostri corsi d'acqua, nonché dalla dissennata occupazione delle rive e delle aree di naturale esondazione con manufatti ed attività incompatibili.

Nessuno può, se non scioccamente, affermare che circa 3000 metri cubi d'acqua al secondo (fino a 45 volte la portata registrata nel giorni precedenti l'esondazione) si sarebbero potuti intrappolare nell’alveo inciso.

L'Ente Parchi non si e' mai aprioristicamente schierato pro o contro interventi sull'alveo della Toce; ha sempre chiesto di capire e confrontarsi: due comportamenti che però a quanto pare vanno sempre meno di moda.
Per intanto si può registrare quanto segue. Sono semplici constatazioni di quanto e' successo ultimamente a confine o dentro la Riserva di Fondotoce, un misero fazzoletto di territorio lungo l'asta dei fiume.

Nell'anno 1995, a seguito di un apposito decreto minerario, si installava una nuova, consistente, attività industriale presso le rive del fiume, oggi compresa in piena fascia 'A', quella in cui, secondo il Piano per l'Assetto idrogeologico dell'Autorità di Bacino, non dovrebbero essere consentite nuove edificazioni.
L'opposizione del Comune di Verbania e dell'Ente Parchi, nella fattispecie, e' servita soltanto a far spostare di poco i manufatti. Per di più, trattandosi di un'attività volta al "recupero delle discariche delle cave di granito", essa venne riconosciuto come miglioratrice del "qualificato contesto paesistico". Invito chiunque a recarsi sul posto e ... vedere per credere.

coltivazione di azalee sulle sponde del fiume Toce. Foto F. D'Amato

Nell'anno 1997 il Magistrato per il Po provvedeva al ripristino di una difesa spondale rigida contestata da queste stesse pagine: si e' verificato che, in occasione della recente alluvione, il fiume ha eroso la sponda immediatamente a monte e a valle della stessa e che questa non ha certamente protetto, data l'entità della piena, l'azienda agricola della quale sembrava posta a difesa.

L'anno scorso il Comune di Verbania autorizzava il disboscamento di una vasta fascia ripariale per sostituire la vegetazione naturale con (indovinate un po') una nuova coltura di azalee. Ciò, ad avviso dei tecnici dell'Ente Parchi, contravveniva con lo spirito della legge a tutela dei beni ambientali e paesistici ed anche con lo stesso Piano Regolatore Comunale, che identifica l'area come "di valore ambientale, paesaggistico, naturalistico, ecc., ecc.". Come nel caso precedente, i superiori uffici regionali, cui ci si e' rivolti per avere spiegazioni, non hanno risposto o ci hanno fatto capire che le nostre ragioni non interessavano ad alcuno.
Un recente sopralluogo lungo le rive dei fiume a Fondotoce ha peraltro permesso di rilevare come le residue, esigue fasce boscate lungo le rive siano state sostanzialmente risparmiate dall'erosione, pur se costituite da alberi qualche volta deperienti o addirittura morti.

Una ditta che lavora inerti occupa stabilmente e con incontestabili effetti di notevole impatto ambientale un tratto di sponda destra del fiume: benché gli strumenti urbanistici presenti e futuri ne prevedano la "rilocalizzazione", cioè l’allontanamento da li' (alcuni spiritosi riferiscono che amministratori locali la vedrebbero bene spostata semplicemente un po' più a monte, entro i confini della Riserva di Fondotoce) e sebbene il Magistrato per il Po abbia imposto alla stessa interventi di ripristino della sponda, in quel tratto un deposito sempre crescente di materiale sabbioso invade una parte dell'alveo. Sarà questo il materiale che i fautori delle escavazioni in alveo vogliono far asportare?

Massimo Grisoli

Mi permetto di segnalare un "commento" ed un "editoriale" in materia di alluvioni perché, pur nell'ambito di una stampa divulgativa, si distinguono, a mio avviso, per equilibrio e saggezza nell'approccio al problema: uno e' comparso sul settimanale "Famiglia Cristiana" del 29 ottobre ("Occorre una corretta gestione delle acque"), l'altro si trova sul n. 707 di "Piemonte Parchi", la rivista regionale sulle aree protette, disponibile anche presso i nostri uffici. (M. G.)

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