Notiziario trimestrale dell'Ente Parchi del Lago Maggiore
Numero 25 (gennaio - marzo 2001)

Che il cielo stellato sia una miniera di storie lo sanno tutti, Orione il cacciatore, Cassiopea la vanitosa, la leggiadra Andromeda e Perseo, il suo eroe, rivivono nel cielo invernale le loro avventure, sebbene appartengano ormai ad un’altra civiltà e raccontino storie quasi dimenticate in un cielo sempre più spopolato di stelle a causa dell’inquinamento luminoso.
Fortunatamente non tutte le storie sono state dimenticate e qualche stella è ancora visibile, eccovi quindi quel che resta del cielo, perchè possiate fantasticarvi a vostro piacimento.
La leggenda narra di come la bella Cassiopea, moglie di Cefeo, fosse usa vantarsi sostenendo che la sua avvenenza superasse addirittura quella delle vergini Nereidi, nife marine parenti di Poseidone.
Questa vanteria venne riferita alle interessate che si offesero e se ne lagnarono col dio del mare. Poseidone, per acquietarle e per instillare nei mortali il dovuto rispetto per la divinità, inviò un mostro marino a devastare le coste del regno di Cefeo. Il mostro si presentò puntuale a Jaffa (l’attuale Tel Aviv) e iniziò la sua meticolosa opera di distruzione seminando il terrore tra i pescatori.
Cefeo ne venne informato e, come si usava allora, interrogò l’oracolo di Ammone affinché questo gli rivelasse la causa di tale inattesa sventura che imperversava sulle coste del suo regno. L’oracolo lesse negli eventi che Cefeo e la sua stirpe erano caduti in disgrazia presso Poseidone e che, per riconquistarsene il favore, era necessario sacrificare la più nobile delle vergini presenti nel regno.
Cefeo, con il cuore gonfio dal dolore, convocò sua figlia Andromeda e le chiese di sacrificarsi per il bene del suo popolo. Fu cosi' che Andromeda venne preparata per il sacrificio, purificata e condotta allo scoglio per essere offerta al mostro marino. Il Fato si mostrò però benigno nei confronti di Andromeda, già legata allo scoglio e rassegnata al suo destino, facendo giungere Perseo, l’eroe che aveva appena sconfitto la Gorgone Medusa.
Perseo fu incantato dall’atteggiamento pudico della fanciulla che, pur nell’angoscia del momento, tentò di nascondere le sue grazie allo sguardo incuriosito dell’eroe e si vergognò nello spiegare per quale motivo si trovasse esposta alla furia del mare nuda ed incatenata.
Il racconto venne bruscamente interrotto dall’annuncio dell’arrivo del mostro, che provocò urlare di terrore tra gli spettatori riuniti poco distante ad osservare l’esito del sacrificio.
Quanto vide e senti' bastò però a Perseo per innamorarsi della sventurata principessa e per decidere di arrischiare un salvataggio.
Prima però l’eroe si presentò ai genitori di Andromeda, Cefeo e Cassiopea, e convenientemente chiese la mano della fanciulla ed il permesso di intervenire.
Cefeo e Cassiopea gli accordarono la mano della figlia, nonostante l’avessero già promessa al fratello di Cefeo, Fineo, a patto di essere liberati dal mostro. In questo modo sarebbero riusciti anche a stornare la collera del dio del mare dalle loro terre perché il mostro sarebbe stato ucciso da un eroe di passaggio, sul quale Poseidone si sarebbe potuto vendicare comodamente senza imperversare nel loro regno. Era noto che generalmente gli eroi godevano della protezione di qualche dio, e questa protezione sarebbe potuta ricadere anche su Andromeda, sul cui destino essi erano ormai impotenti.
Fu cosi' che Perseo ottenne il permesso di sconfiggere il mostro, cosa che gli riusci' assai bene, essendo quella la sua professione. Andromeda ottenne la vita e uno sposo e il regno di Cefeo venne liberato dal mostro. Fineo tentò di rivendicare il suo diritto su Andromeda durante il banchetto di nozze, ma Perseo usò la testa di Medusa per tramutare lui e tutti i suoi alleati in pietra.
A perenne ricordo di questa vicenda tutti i personaggi, al termine della loro vita, vennero trasformati in costellazioni, tranne Fineo che era già stato trasformato a sufficienza.
Ogni notte Cassiopea si rimira i capelli nella Via Lattea e poco distante Perseo, brandendo la testa di Medusa, accompagna Andromeda, raffigurata con i polsi ancora stretti dalle catene spezzate. Il re Cefeo assiste e tentenna, indeciso, come le variabili cefeidi, le stelle pulsanti che ospita e il mostro nuota poco lontano. Ogni notte, ormai da millenni.
Osservando la disposizione delle costellazioni conosciute si può notare come quelle “classiche” occupino tutto il cielo boreale e una fascia che si estende anche al di sotto dell’equatore. L’unico spazio totalmente privo di costellazioni antiche si trova nell’emisfero australe e corrisponde a quella parte di cielo che doveva essere invisibile agli inventori delle costellazioni. Da queste considerazioni e da antichissimi elenchi delle stelle in cuneiforme è possibile dire che la nascita delle costellazioni che conosciamo è avvenuta tra il Tigri e l’Eufrate, almeno 4.000 anni fa.
Tracce di queste stesse costellazioni ricompaiono nelle opere di Esiodo ed Omero circa 700 anni prima di Cristo. Altra importante fonte fu l’Almagesto di Tolomeo, scritto in greco nel 150 dopo Cristo e divenuto fonte autorevole per tutti gli studiosi arabi, primo fra i quali Al Sufi, che preservarono le opere dei greci durante la decadenza europea.
Durante tutti questi passaggi alle costellazioni accaddero dei fatti curiosi.
In primo luogo gli eroi rappresentati in cielo vennero sostituiti con personaggi via via più recenti, come accadde per il Ghilgamesh dei Sumeri, che venne rappresentato da Tolomeo armato di clava e pelle di leone, tipicamente attribuiti a Eracle, per poi fissarsi definitivamente in Orione.
Secondariamente i nomi delle singole stelle vennero tradotti pur mantenendone inalterato il significato.
Inizialmente le stelle venivano designate in base alla collocazione che occupavano nelle figure che popolavano le mappe astronomiche, non in base alla reciproca posizione. Le stelle cambiano posizione nel corso di ogni notte ed in ogni stagione il cielo appare differente, era perciò inutile tentare di descrivere qualcosa di cosi' mutevole ancorandolo a elementi fissi come i punti cardinali, era molto più pratico disegnare delle figure e riempirle di stelle.
Tolomeo costrui' cosi' la sua mappa stellare e descrisse gli astri che componevano ogni figura indicandone luminosità e colore. Gli arabi tradussero nella loro lingua queste descrizioni e i nomi con cui noi oggi conosciamo le stelle sono il risultato di questi passaggi.
La stella alfa di Cassiopea, per esempio, si chiama Shedar, che in arabo indica “il petto” e corrisponde alla posizione in cui questa stella compariva nel disegno della regina Cassiopea seduta in trono e intenta a gingillarsi con i capelli di cui tanto era fiera. Algol, beta di Perseo, deriva da “ra’s al-ghul”, ovvero “la testa del demone” e Tolomeo la indicava dicendo “quella brillante nella testa della Gorgone” e cosi' via.
Dal nome è anche possibile scoprire che alcune stelle ai tempi di Tolomeo appartenevano ad altre costellazioni. Per esempio la stella che oggi indica la testa di Andromeda (alfa di Andromeda) si chiama Alpheratz o Sirrah, nomi che derivano dall’arabo “al-faras” (cavallo) e “surrat” (ombelico). Faceva infatti parte della costellazione di Pegaso, il mitico cavallo alato nato dal sangue della Gorgone uccisa da Perseo, e si trovava nel ventre di quest’ultimo.
Queste storie sono state raccolte da Ian Ridpath in un bellissimo libro che si intitola “Mitologia delle costellazioni”, in cui sono raccolte e raccontate le avventure delle costellazioni, dalle più classiche ed antiche a quelle inventate dagli astronomi di corte per compiacere i sovrani e poi dimenticate o erose per fare spazio a nuove figure. Tipici esempi sono l’”Arpa di Giorgio” dedicata a Giorgio III d’Inghilterra e ricavata dalle zampe del Toro e “La Quercia di Re Carlo” inventata da Halley per commemorare la quercia in cui Carlo II si nascose dopo aver perso a Worcester contro le truppe di Oliver Cromwell.
Curioso è il caso dell’”officina tipografica” descritta nel 1801 nel 350° anniversario dell’invenzione della stampa o di Felis, costellazione inventata da un astronomo francese amante dei gatti.
Prossimo articolo
Indice di questo numero
Indice per autori
Altri numeri del notiziario on line
Home - Didattica - Manifestazioni - Visitatori - Piano d'area - Natura - Boschi - Archeologia - Fondotoce - Dormelletto - Mappa |