Notiziario trimestrale dell'Ente Parchi del Lago Maggiore Numero 28 (ottobre - dicembre 2001)
Una famiglia molto... allargata
L'esitenza di un Centro Recupero Selvatici dovrebbe essere scontata in una "Provincia-Parco": purtroppo ancora non e' cosi'...
Uberto e Alessandra Calligarich vivono in una bella casetta con tanto verde proprio sopra l'abitato di Fondotoce, a due passi dall'omonima Riserva Naturle, con i loro due figli, Camilla, tredici anni, e Tommaso, nove. Con loro vivono anche, oltre a quattro bei cagnoni e una gatta, una sfilza di animali selvatici: dall'airone cenerino al falco pecchiaiolo, dal tasso al capriolo e altri, che vanno e vengono periodicamente, compresi alcuni "lungo degenti" o cronici.
Il fatto e' che Uberto, che e' veterinario di lunga esperienza anche con animali non proprio da compagnia (mentre Alessandra e' agronoma e lavora soprattutto con i cavalli) e' da qualche tempo il "veterinario ufficiale" della Provincia, che e' l'organo competente alla gestione della fauna selvatica.
Abbiamo fatto loro qualche domanda per capire come funziona quasto "centro di recupero selvatici a conduzione famigliare", che tanto somiglia a un racconto di Gerald Durrel ("La mia famiglia e altri animali" - ed. Adelphi).
Di solito, dalle nostre parti, i vetrinari sono molto bravi con cani e gatti, ma hanno certo meno confidenza con falchi e aironi, tassi e caprioli. Come avete iniziato ad occuparvi di selvatici? Per passione, per curiosita', per interesse scientifico. E' difficile dire come sia iniziato, ma e' certo che settori come l'ornitologia, la cura e l'alimentazione di animali esotici e selvatici, uniti ad un grande amore per la natura, sono stati sempre complemento delle nostre professioni. Uccelli di ogni genere, compresi avvoltoi, gru, fachi e poi scimmie, rettili, anfibi, pesci e perfino farfalle sono stati curati in questi anni... tanto che ormai abbiamo perso il conto.
Che tipo di impegno richiedono la cura e il mantenimento di questi animali? L'impegno e' moltissimo soprattutto se sommato al lavoro senza orari che entrambi svolgiamo, alla scuola e ai problemi che tutte le famiglie hanno. Un esempio e' l'alimentazione dei "piccoli" che richiedono imbeccate o poppate frequenti, spesso ogni due ore, a volte anche di notte. Ma la soddisfazione che deriva dalla reintroduzione in natura degli animali curati compensa la fatica: e' il caso dei giovani allocchi che, una volta liberati, per un certo periodo rispondono al nostro richiamo al punto di poterci permettere una sorta di adunata e conta notturna sugli alberi. A questi si aggiungono spesso gli esemplari rilasciati negli anni precedenti, aumentando cosi' il numero dei partecipanti ai banchetti di svezzamento.
Immagino che per i vostri figli sia un arricchimento... Per i nostri figli e' senza dubbio un'esperienza formativa: non hanno paure, stabiliscono rapporti immediati e a volte estremamente buffi con gli orfani che arrivano a casa e hanno imparato a rispettare tutti gli animali, anche la piccola cavalletta che trovano nel prato. Particolarmente belli sono stati i rapporti di Camilla con i piccoli caprioli che instauravano con lei "giochi tra cuccioli", o di Tommaso con il cinghialetto Pumba che, giunto appena nato e ritenendolo un suo consimile, lo accompagnava tutti i giorni a "caccia di vermi".
Quali sono i periodi dell'anno in cui sono piu' frequenti ritrovamenti, e quali sono le specie piu' frequenti? Generalmente dalla tarda primavera a tutta l'estate vi e' la maggiore concentrazione di ritrovamenti, sia perche' questo periodo coincide con la maggior parte delle nascite, sia per il fatto che i boschi sono maggiormente frequentati ed e' quindi piu' facile accorgersi di un animale ferito o di un cucciolo abbandonato. In questi anni abbiamo visto di tutto: dai caprioli ai tassi, dalle volpi ai falchi, fino ai pipistrelli, sono moltissime le specie che le guardie provinciali, forestali, regionali, guardiaparco, vigili del fuoco e anche privati cittadini ci portano.
Ha senso recuperare animali compromessi, che non si potranno reintrodurre in natura? Gli animali irrecuperabili forniscono informazioni preziose sulla biologia, la patologie, l'alimentazione e permettono di ottenere esperienza da applicare ai soggetti che presentano lesioni curabili. Nei nostri primi approcci vi sono stati, per esempio, animali perduti a causa dello stress da cattivita', che oggi invece siamo in grado di trattare e di salvare, come nel caso dei martin pescatori o di altri piccoli uccelli. Gli irrecuperabili si adattano alla cattivita' e il nostro punto di vista e' quello che, al loro posto, preferiremmo essere accuditi comunque con amore piuttosto che semplicemente soppressi. Senza contare il fatto che a volte alcuni di loro possono svolgere un ruolo importante dei baby-sitter nei confronti dei nuovi arrivati, cuccioli o adulti, che si sentono piu' sicuri a loro contatto.
Come dovrebbe essere attrezzato un vero centro di recupero? Un centro di recupero all'avanguardia dovrebbe avere a disposizione personale qualificato, strutture e attrezzature adeguate per il recupero degli animali come voliere per la riabilitazione al volo, ma anche per fornire un'informazione tecnico-scientifica rivolta al pubblico, in modo da renderlo partecipe delle attivita' svolte. Tutto questo ha purtroppo costi sia immediati di realizzazione sia e soprattutto di mantenumento.
Vedete delle possibilita' in futuro? Quali sono le strade possibili? Sicuramente c'e' molta sensibilita' in Provincia, da parte dell'Ente Parchi Lago Maggiore e di altri enti e associazioni per organizzare in modo piu' consono questo servizio. Questi problemi stanno ricevendo sempre piu' attenzione, a maggior ragione oggi che il numero degli arrivi e' in crescita vertiginosa. Questo anche perche' la sensibilita' della gente nei confronti di questi animali e' decisamente aumentata.
Ai nostri lettori, amanti degli animali, che sono praticamente tutti, diamo appuntamento al numero della primavera prossima, in cui chiederemo a Umberto e Alessandra di spiegarci cosa fare e come comportarci quando, come capita di solito con l'arrivo della bella stagione, cominciano a verificarsi con frequenza i ritrovamenti e tutti noi siamo presi dall'ansia di far bene... rischiando invece di far danni!
Danilo Vassura
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