logo della Regione PiemonteEnte Parchi e Riserve naturali del Lago Maggiorelogo dell'Ente Parchi del Lago Maggiore

_ Home - Didattica - Manifestazioni - Visitatori - Piano d'area - Natura - Boschi - Archeologia - Fondotoce - Dormelletto - Mappa


MARTIN PESCATORE

Notiziario trimestrale dell'Ente Parchi del Lago Maggiore
Numero 29 (gennaio - marzo 2002)


Auguri Pino!

All’anagrafe Giuseppe Rossi, per tutti “Il Pino”, ci lascia e se ne va!


Guardiaparco durante una gita al parco

Intendiamoci, non che sia passato a miglior vita, a meno che per miglior vita non si intenda quella del pensionato: semplicemente “il Pino”, il “mitico” Pino, una delle colonne, bandiera, pilastro, simbolo, ecc. ecc., dell’Ente Parchi (e in particolare dei Lagoni di Mercurago) e' il primo nella ventennale storia del nostro ente (e, visto come vanno le cose in tema di previdenza sociale, forse anche l’ultimo….) ad andare in pensione!

Stava per succedere un anno fa, poi, per una serie di questioni inenarrabili, era slittato tutto. Quindi non si puo' dire che non ce l’aspettavamo. Eppure, per tutti noi, e' stato e sara' un piccolo/grande trauma. E forse anche per tutti voi, visto che quella di Pino (il “barbabianca” per alcuni) era una delle facce piu' esposte, e quindi piu' nota, del parco. E diciamoci la verita', non e' una faccia qualsiasi: pizzetto candido come la capigliatura, che non mostra segni di cedimento, occhietti vispi e profilo severo. Con la divisa sempre perfetta, cappello, zaino e binocolo, incarna forse l’archetipo del guardiaparco nell’inconscio di tutti noi (e un po’ anche quello dello gnomo dei boschi!!!).

Fabio racconta cosi' il suo arrivo, 16 anni fa, subito dopo la prima infornata di personale: “…ci incontrammo per la prima volta, io guadiaparco neo assunto ancora privo di divisa e lui prossimo a prendere servizio… una fredda ed umida mattina di gennaio sulla riva del Lagone… Notai subito la sua barbetta bianca ben tenuta e lo sguardo sveglio e curioso che osservava ogni cosa dell'ambiente circostante; furono poche battute ma molto rassicuranti, "ciao, saro' il tuo prossimo collega”…”

Classe 1944, la sua provenienza per noi “esotica” (Siciliano di nascita, Torinese di adozione), il fatto che avesse svolto in precedenza i piu' svariati lavori, ad esempio imbarcato come “giovanotto di macchina”, avanti e indietro per l’Atlantico, hanno contribuito ad alimentare un certo fascino attorno alla sua figura. Senza una preparazione naturalistica particolarmente approfondita (come ricorda Daniele “…la precisione nei censimenti faunistici non e' certo il suo forte…”) si dedico' ben presto a quel settore della nostro lavoro in cui le sue doti di comunicatore e animatore potevano meglio fruttare: la didattica.
Tutte le scuole del circondario, e anche piu' in la', hanno imparato presto a conoscerlo bene. Negli ultimi anni si sobbarcava da solo la quasi totalita' delle programmazioni, degli interventi in classe e delle uscite ai Lagoni. Ricorda Edoardo, che lo ha affiancato nel bisogno: “…il suo modo di fare coi ragazzini e' straordinario… mi ha insegnato molto… ricordo “cacce al tesoro” fatte con lui che diventavano avventure travolgenti…”.

Anche Danilo, con cui ha condiviso per anni un intenso lavoro di formazione e la responsabilita' di organizzare le proposte dell’Ente Parchi per le scuole ricorda “…le lunghe chiacchierate in autostrada durante i viaggi a Torino, negli anni di collaborazione con l’Universita', le sperimentazioni con quello straordinario gruppo di lavoro insegnanti-ricercatori-guardiaparco dove, tra tanti “dottori”, lui che non e' nemmeno diplomato veniva considerato come portatore di un sapere e di un’esperienza importanti…”.

Per Erica, invece, “il Pino” e' soprattutto “…quello che conosce tutti, che per tutti ha una battuta spiritosa…che conosce il parco e i dintorni come le sue tasche…”.

Difetti, come a tutti noi, non gli mancano (“…dire che sia disordinato e' un eufemismo…”, commenta Daniele, “…leggere i suoi verbali e i suoi rapporti richiede dimestichezza con l’interpretazione dei geroglifici…” spiega Danilo commentando la sua calligrafia), ma quando con una persona si condividono tante fatiche e poca gloria (e poco stipendio!) si finisce con il legarsi affettivamente, al di la' dei limiti di ciascuno: “…a volte ricorda Asterix…” commenta qualcuno “…permaloso, testardo, polemico… ma in fondo buono e generoso…”.

Comunque, visto che non pare abbia intenzione di rimbarcarsi, non disperiamo di poterlo avere ancora vicino. Siamo sicuri che, anche senza la divisa (non piu' guardia ma forse ancora gnomo), la sua barbetta bianca e i suoi occhietti furbi si aggireranno ancora di tanto in tanto per i nostri boschi, a vantaggio di tutti noi. Per intanto lo salutiamo e lo abbracciamo. Ciao Pino! Tanti auguri da tutti noi!

I Colleghi (invidiosi) e
La Redazione

Prossimo articolo
Indice del numero 29
Indice per autori
Altri numeri del notiziario on line


Home - Didattica - Manifestazioni - Visitatori - Piano d'area - Natura - Boschi - Archeologia - Fondotoce - Dormelletto - Mappa