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MARTIN PESCATORE

Notiziario trimestrale dell'Ente Parchi del Lago Maggiore
Numero 30 (aprile - giugno 2002)


Aiuto: arrivano i soccorsi!


Cari amici lettori del Martin Pescatore,

sta iniziando la nuova stagione riproduttiva e come si era promesso vi diamo qualche informazione utile nel caso vi imbatteste in animali in difficolta', durante le vostre passeggiate nei boschi.

Innanzi tutto occorre ricordare che alcuni ritrovamenti apparentemente fortuiti in realta' sono dovuti del sistema adottato dalla specie per la propria sopravvivenza: e' il caso, ad esempio, dei giovani merli che vengono distribuiti dai genitori sul terreno al fine di prevenire la perdita dell'intera nidiata. La prima regola e' quindi quella di osservare attentamente a distanza per evitare di "soccorrere" un animale che non ne ha per niente bisogno.

Quindi, quando trovate un piccolo uccello o un cucciolo di qualsiasi specie, assicuratevi che sia effettivamente abbandonato o che corra pericoli reali (predatori, automobili, ecc.). Il piccolo capriolo, ad esempio, viene accuratamente nascosto dalla madre in mezzo all'erba alta per difenderlo dai predatori (uomini compresi). Solo piu' tardi essa tornera' sui suoi passi per recuperare il suo cucciolo. Ricordatevi in questo caso, che anche il vostro odore e' un motivo di allarme per la madre: quindi, oltre a rimanere a debita distanza, non dovete per nessun motivo toccare il piccolo e, nell'osservazione da una postazione nascosta, tenete in considerazione anche la direzione del vento. Qualora la madre non tornasse entro un ragionevole periodo (alcune ore) segnalate il ritrovamento ai Guardiaparco, alle Guardie Forestali o Provinciali o a qualsiasi altra autorita'). Non tentate di allattare artificialmente i piccoli caprioli, daini o cervi perché potreste pregiudicarne la sopravvivenza causando gravi problemi di intolleranze alimentari.

Una specie di facile ritrovamento sono i rondoni che devono essere sempre soccorsi in quanto non sono in grado di volare partendo da terra. In alcuni casi, per esempio dopo violenti temporali, accade di ritrovare al suolo esemplari in buone condizioni, in grado di riprendere il volo immediatamente con un piccolo: e' sufficiente, infatti, lanciarli da pochi metri di altezza, senza ostacoli davanti. Ma attenzione: non confondete gli adulti con i piccoli, che per essere pronti al volo devono avere le ali piu' lunghe della coda. Dopo temporali o venti forti, se ritrovate piccoli uccelli guardate se possibile reinserirli nel nido senza disturbare gli altri fratelli o spaventare i genitori. Per la maggior parte delle specie la ricerca del cibo per l'imbeccata obbliga i genitori per qualche tempo fuori dal nido, momento adatto alla reintroduzione del piccolo caduto.

Bisogna ricordare che se un animale selvatico adulto che non tenta la fuga e' sempre perché e' in una situazione grave: e' sotto shock, ha paura e quindi puo' difendersi e far male al soccorritore oppure spaventarsi al punto di morirne. Il vostro soccorso deve essere rapido e volto soprattutto a produrre meno stress possibile all'animale e a condurlo il piu' rapidamente possibile presso una struttura veterinaria o un centro recupero animali selvatici, previo avviso alle autorita' (che si accolleranno anche eventuali spese).

Ricordatevi che un rapace colpisce piu' facilmente con gli artigli che con il becco; un carnivoro o un roditore mordono, un erbivoro calcia, un cinghiale ferito e' estremamente pericoloso e in ogni caso necessita di assistenza specializzata. In generale, coprite gli occhi dell'animale anche al fine di tranquillizzarlo, e tentate di immobilizzarlo il piu' possibile riponendo, per esempio, gli uccelli in scatole di cartone completamente chiuse con fori sufficienti per la respirazione e i mammiferi in casse di legno. Evitate in ogni caso rumori molesti e raggiungete il piu' rapidamente possibile un punto di soccorso. Evitate di fornire cibo e limitatevi a dare al ferito poca acqua, eventualmente con un po’ di zucchero, in attesa dell'intervento di persone esperte a cui potrete richiedere, nei giorni successivi al ricovero, notizie sullo stato di salute del vostro nuovo amico.

Alessandra e Uberto Calligarich, veterinari

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