![]() ![]() ![]() MARTIN PESCATORENotiziario trimestrale dell'Ente Parchi del Lago Maggiore Volontari volontieriPiccole storie di amore... e di buona volonta'!Fare volontariato all'Ente Parchi del Lago Maggiore non e' cosa facilissima. Non perche' non ci siano cose da fare, anzi, ce n'e' fin troppe e in tutti i campi! In quello amministrativo, dalla semplice attivita' di segreteria alla ideazione e gestione delle attivita' promozionali; in campo tecnico, dalla pulizia dei sentieri, alla manutenzione della segnaletica, alla semplice raccolta dei rifiuti abbandonati; in ambito naturalistico, collaborando col centro studi sulle migrazioni, accollandosi le cure di trovatelli selvatici, partecipando a raccolte dati e censimenti. E ce ne sarebbero ancora! Il problema e' che per far lavorare, pur volontariamente, delle persone, occorrono strumenti, mezzi e spazi adatti, e soprattutto qualcuno che ne organizzi il lavoro: nessuna di queste risorse e' particolarmente abbondante nel nostro ente, e cosi puo' succedere che disponibilita' ed entusiasmi di alcuni vengano in parte frustrati o non finalizzati appieno. ![]() Laddove pero' si sono potuti superare questi limiti i risuitati sono stati incoraggianti. Abbiamo provato a raccogliere le testimonianze di alcuni collaboratori e collaboratrici. Sentiamo ad esempio Elisa: "Io studio scienze ambientali e sono arrivata al parco perche' volevo fare qualche esperienza pratica che mi fosse utile, in futuro, in campo professionale. Dopo aver studiato un po' di HTML ('linguaggio' di Internet, n.d.r.) ho iniziato a occuparmi del sito web, 'formattando' i testi da mettere on line, poi mi sono dedicata alla divulgazione, costruendo scenografie e inventando giochi didattici per coinvolgere bambini e famiglie durante la visita agli stand e alle mostre allestite dal parco. Avevo in mente attivita' a contatto con la natura, ma sono rimasta stupita di quanto lavoro si faccia in ufficio, davanti ad un computer, per proteggere l'ambiente. Non lo avrei mai immaginato prima di questa esperienza! In futuro mi piacerebbe uscire dagli uffici e fare qualcosa di ambientale sul campo, come ricerche sulla qualita' delle acque o monitoraggio della situazione idrogeologica." Ecco invece il racconto di Roberta: "Avevo inviato il mio curriculum al parco sperando di trovare un lavoro, sono stata invece coinvolta nell'allestimento della mostra sui chirotteri. Avendo gio' fatto delle ricerche sul campo durante la tesi (su anfibi e rettili nel Parco del Ticino) volevo fare qualche esperienza nella divulgazione e nella comunicazione scientifica. Mi sono trovata bene perche' il personale del parco e' molto disponibile, non ci sono troppe gerarchie e ognuno mette a disposizione le proprie capacita'. In futuro mi piacerebbe sfruttare la mia preparazione applicandola a ricerche in ambito ecologico o faunistico." Sentiamo anche Fabio, il quale dice: "lo non ho una preparazione specifica in campo naturalistico, semplicemente mi diverto o costruire scenografie, a incontrare persone agli stand e a scoprire cose nuove sugli animali. Il gruppo dei volontontari e' composto da persone simpatiche, che si trovano prima di tutto per divertirsi, al di la' dei nobili ideali e delle grandi cause, per cui, nonostante l'impegno a volte sia gravoso, lavorare per il parco non mi pesa." ![]() Ed ecco ancora Francesco e Francesca, novelli sposi: "Noi siamo Guardie Ecologiche Volontarie e preferiamo prevenire e informare lo gente che reprimere, a suon di sanzioni, i comportamenti dannosi per l'ambiente. In futuro ci occuperemo di alcuni aspetti tecnici del sito e tradurremo dall'inglese un manuale sulla comunicazione scientifica." Come si vede, quello della promozione, e delle nuove tecnologie, e' un campo aperto per i volontari. Ma anche attivita' piu' 'tradizionali', e tutto sommato piu' proprie di un parco naturale, suscitano grandi passioni. Ci siamo fatti raccontare da Caterina, triestina da 12 anni nella provincia del VCO, la sua 'storia d'amore' con la riserva di Fondotoce. "Ho 32 anni e lavoro come commessa ad Omegna: il mio tempo libero lo dedico con tante soddisfazioni alla Riserva Naturale di Fondotoce, dove posso dar sfogo alla mia passione per la natura e in particolare per i nostri amici alati: gli uccelli. Fondotoce e' da anni il luogo che preferisco per le mie uscite di osservazione. Tante volte mi sono alzata all'alba per vedere le meraviglie che offre la foce del Toce, il suo ambiente con tante sfumature: dal bosco ripariale di salici e ontani al canneto, dalle sponde del fiume al lago, e soprattutto le tante specie di uccelli che abitano in questi luoghi. In una di queste uscite sono stata avvicinata da un guardiaparco, che avendomi vista molte volte, vestita di verde, aggirarmi silenziosamente tra i sentieri, si e' informato su cosa facessi. Gli dissi, binocolo in mano, che mi interessavano molto gli uccelli. Mi ha raccontato dell'esistenza della stazione di inanellamento e mi ha detto che per il futuro c'era in progetto di costruire una passerella galleggiante e avviare uno studio approfondito sulle migrazioni. Dopo quell'incontro non ho saputo piu' niente del progetto, fino al giorno in cui sono andata insieme ai compagni del corso per accompagnatori naturalistici a visitare il centro di inanellamento. Per la prima volta ho visto la passerella con le reti, gli anelli metallici, tutti gli strumenti per la misurazione e addirittura un uccello da vicino. Ho ascoltato con interesse tutto quello che diceva l'inanellatore e alla fine della visita ho chiesto se sarei potuta andare li' altre volte. Cosi' ho cominciato a frequentare regolarmente il centro.
I primi tempi solo per guardare, ma poi, grazie alla mia costanza, ho conquistato la fiducia degli addetti ai lavori e i compiti che mi venivano assegnati aumentavano. Danilo Vassura
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