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MARTIN PESCATORE

Notiziario trimestrale dell'Ente Parchi del Lago Maggiore
Numero 31 (luglio - settembre 2002)

Viaggio tra i rifiuti del Verbano



Nonostante possa sembrare masochistico, proseguiamo, anche in questo numero, ad informare i nostri assidui lettori su quanto possa essere affascinante ed avvincente il quotidiano lavoro di sorveglianza nella Riserva Naturale Speciale di Fondotoce.

Questa volta torniamo al mese di febbraio dei 2001: sono appena terminate le feste, in cui tutti siamo piu' buoni, e i guardiaparco, tra le osservazioni di un tarabuso o di una moretta codona, danno ogni tanto un'occhiata, nei pressi della "Marscida", ai lavori in corso per la realizzazione del nuovo mega-metanodotto, i quali, al di la' del rumore, non dovrebbero costituire motivo di preoccupazione. Peccato che, ad un certo punto dei lavori, per creare la trincea entro cui far passare la tubazione, l'escavatore cominci ad estrarre rifiuti invece che terra.

E' un po' difficile da descrivere, ma immaginatevi di vedere un normale mucchio di terreno formato da terra mista a sabbia e ghiaia trasformarsi improvvisamente in un accumulo di brandelli di plastica, rifiuti e porcherie varie, insomma quelle cose che vengono definite RSU (Rifiuti-Solidi-Urbani) grondanti un liquido scuro e puzzolente, apparentemente simile a nafta. I lavori vengono immediatamente sospesi e viene indetta una "conferenza dei servizi", per mettere in sicurezza il sito, a cui partecipano tutti i soggetti interessati: Comune di Verbania, Ente Parchi, Provincia VCO, ARPA, SNAM.

Perche' il racconto di quanto scoperto e delle risultanze finali non sembri troppo un romanzo si rimanda, chiunque fosse interessato, alla deliberazione dei Comune di Verbania n. 203 del 19/04/2001 ed alla relazione tecnica finale per la messa in sicurezza dei terreno contaminato, disponibili presso il gia' citato Comune e nei nostri uffici; i tratti virgolettati riportati di seguito provengono da questi due documenti.

Ecco quanto si e' riuscito ad accertare:

  • "in passato il sito e' stato un'ansa del fiume Toce, denominata Lancone".
  • "L'area in questione dovrebbe essere presumibilmente una discarica dei rifiuti solidi urbani realizzata circa 40 anni fa, quando ancora non erano state emanate le disposizioni legislative in materia di smaltimento dei rifiuti, "(formidabili quegli anni)" a servizio del Comune di Verbania."
    Il sito e' una discarica chiusa (anni '60) non controllata; oggi fa parte delle aree di nidificazione di specie protette dei Parchi del Lago Maggiore."
  • "Non e' stato possibile individuare il responsabile dell'inquinamento dovuto sia alla presenza di RSU e da idrocarburi."
  • "Indicativamente, in via del tutto preliminare ed in assenza di altre informazioni, l'area del corpo della discarica potrebbe aver avuto le seguenti dimensioni: lunghezza 300 m circa, larghezza 20 m circa, profondita' 5 m circa per un volume stimato di circa 30.000 m3 di RSU misti a terra di riporto pari a circa 45.000-48.000 tonnellate di rifiuti di cui circa 10.000 m3 contaminati da idrocarburi e quindi da considerarsi speciali pericolosi. Pari a 14.000-18.000 tonnellate."
  • "E' doveroso osservare che il medesimo corpo di discarica e' molto probabilmente ricompreso nella porzione di terra sottostante il rilevato autostradale."
  • "Il terreno presenta una contaminazione da metalli con concentrazioni superiori a quanto previsto per una destinazione agricola."

Quello che si puo' dire a conclusione e' che:

  • SNAM ha provveduto a 'sanare' la parte di terreno a contatto con il metanodotto; il che vuole dire che il tubo e' affondato in una striscia di terreno pulito, separato dal putridume da una fascia di tessuto speciale.
  • Per bonificare la restante parte di terreno si stima ci vogliano 16 miliardi e mezzo delle vecchie lirette che naturalmente per adesso nessuno ha.
  • Non ve la prendete se, mentre state dando un calcio ad un sasso, un guardiaparco vi invita a non farlo.

Marco Bandini

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