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MARTIN PESCATORE

Notiziario trimestrale dell'Ente Parchi del Lago Maggiore
Numero 32 (ottobre - dicembre 2002)


Tutto è bene quel che comincia bene

Qualità delle acque a Fondotoce: primi passi nella direzione giusta, grazie soprattutto all’impegno della Provincia


I nostri lettori ricorderanno il "Martino" dell’aprile scorso, nel quale denunciavamo, in due pagine accorate, la drammatica situazione delle acque di Toce, Strona, Stronetta e Canale di Fondotoce, vittime di ripetuti inquinamenti nel delicato periodo dalla secca di fine inverno, con gravi danni ai relativi ecosistemi (le mori'e di pesci ne erano solo il segno più evidente).
In quelle pagine ci rivolgevamo, in modo anche un po’ risentito, agli "enti preposti" (Comune, Provincia, Arpa) nonché a tutti i presunti "amici dell’acqua" (pescatori, operatori turistici, ambientalisti) sollecitando la formazione di un fronte comune concretamente attivo per contrastare il crescente degrado.
Beh, per una volta la cosa ha funzionato.

veduta aerea del fiume Toce e del ponte dell'autostrada. Foto F. D'Amato

Le indagini su quei fatti sono proseguite fruttuosamente, soprattutto grazie alla stretta collaborazione con l’Arpa e con il Corpo Forestale. Il Comune di Verbania ha scritto, allarmato, chiedendo delucidazioni (che l’Arpa ha prontamente ed estesamente fornito), ma soprattutto è arrivato dalla Provincia del VCO (VIII Settore, tutela dell’ambiente) il segnale più chiaro: la convocazione di un tavolo di lavoro con noi, il Comune, l’Arpa e il consorzio di gestione acque reflue, responsabile di alcuni degli inquinamenti accertati.
E’ successo cosi' quello che dovrebbe essere normalità ma che fino ad oggi sembrava pura utopia: tecnici e funzionari, controllori e controllati, hanno potuto parlarsi, capire cosa non stava funzionando e soprattutto cosa andava fatto per evitare il ripetersi di simili situazioni. Il "colpevole" ha dimostrato la massima disponibilità ed è stato messo nelle condizioni di prevenire futuri problemi.

Per entrare un pochino nel dettaglio il consorzio, che gestisce tre stazioni di sollevamento nella riserva, si è impegnato a raddoppiare la frequenza dei controlli sugli impianti, installare sistemi automatici di segnalazione delle anomalie, realizzare uno studio di fattibilità per la realizzazione di scarichi di emergenza alternativi, su corpi d’acqua meno vulnerabili.

Nello stesso tavolo si è parlato dei problemi relativi a una grossa cava, responsabile di altri degli inquinamenti accertati, individuando le azioni da compiere per sanare anche quella situazione. Inoltre si sono presi accordi per il monitoraggio di altre situazioni da sempre critiche, come quella del fosso Renetta, nella zona industriale. Ovviamente il nostro ente non potrà esimersi dal vigilare sul mantenimento degli impegni presi, ma certo la disponibilità mostrata in questa occasione dagli attori coinvolti, e soprattutto l’atteggiamento assunto dai dirigenti provinciali interessati, rappresentano una svolta positiva nell’affrontare questo genere di problemi che in passato ci hanno spesso visti soli, o quasi, combattere anche contro negligenze e latitanze varie.

A questo va aggiunto che, sempre di più, è stata la collaborazione dei residenti, di agricoltori e pescatori a consentire il buon esito degli accertamenti. Insomma, non si può giurare che tutti i problemi saranno presto risolti, ma certo si è cominciato a muoversi nella direzione giusta e questo è già un bene di per sé.

Danilo Vassura

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