![]() ![]() ![]() MARTIN PESCATORENotiziario trimestrale dell'Ente Parchi del Lago Maggiore Gli ambienti del parcoIl boscoCarta d’identitàE’ facile riconoscere un bosco: è un ambiente naturale caratterizzato dalla presenza degli alberi. Le cose però incominciano a complicarsi se si desidera conoscere le numerose forme di vita che in esso troviamo, a partire dalle piante. Alberi, arbusti ed erbe formano una nutrita schiera di differenti specie. In Italia, escludendo parte delle specie importate da altri paesi, se ne contano ben 5599! Una flora davvero ricca. Osservando con un po’ di attenzione i nostri boschi, senza essere dei provetti botanici, si coglie in modo evidente una cosa: il bosco si presenta con diverse forme a seconda delle differenti condizioni ambientali in cui si trova. In Piemonte un recente studio ha distinto più di 90 tipologie di boschi. ![]()
Nei territori gestiti dall’Ente Parchi troviamo 6 principali tipologie. Sui terreni più umidi crescono il saliceto ripario di salice bianco e l’alneto di ontano nero mentre sui suoli di solito fresci si trovano il querceto di farnia, il castagneto, il robinieto e la pineta artificiale di pino strobo. La vegetazione forestale si compone anche di forme di transizione tra queste tipologie, a cui infine vanno aggiunte anche le coltivazioni arboree realizzate per produrre legno quali il pioppeto e la piantagione di ciliegio. Foreste vergini e boschi coltivatiParlando del bosco con le persone che a vario titolo lo frequentano è facile cogliere come venga percepito e vissuto in diversi modi anche molto differenti tra loro. Ad esempio troviamo persone che con il nostalgico "non ci sono più i boschi di una volta" esprimono il loro disappunto per lo stato attuale di molti nostri boschi, a loro dire "troppo sporchi" di foglie e piante del sottobosco. Troviamo però anche persone che al contrario vedono di buon occhio i boschi attuali ritornati un po’ più "selvaggi" di prima.
Nel ginepraio delle varie opinioni si constata sovente che viene ignorato un semplice dato, su cui occorre riflettere: i nostri boschi hanno alle spalle una storia lunghissima che andando a ritroso nel tempo vede i loro progenitori crescere senza essere sottoposti ad alcuna azione da parte dell'uomo, ossia erano, cioè, delle foreste vergini. In queste condizioni la foresta è un ecosistema che si mantiene stabilmente grazie ad un equilibrio naturale e non necessita di alcun intervento dell’uomo per la sua perpetuazione. Si tratta di una condizione di equilibrio dinamico, tradizionalmente chiamata "climax", che in quanto tale può mutare sotto l’influenza delle varie componenti naturali, come ad esempio il clima. I nostri boschi derivano dallo sfruttamento da parte dell’uomo della vegetazione forestale al fine di soddisfare i propri bisogni, primo fra tutti quello di legname. La coltivazione del bosco ossia la selvicoltura ha origini antiche, la sua nascita è collocabile in tempi diversi a seconda delle varie civiltà. Il bosco coltivato, diversamente dalla foresta vergine, si regge su di un equilibrio colturale, frutto da una parte dei processi naturali e dall’altra degli interventi, più o meno rispettosi, operati dall’uomo. Nel panorama delle diverse forme di coltivazione del bosco oggi troviamo la selvicoltura naturalistica o "prossima alla natura", nata in Europa verso la fine dell’800. Essa si prefigge di attuare le pratiche selvicolturali che consentano di ottenere dal bosco i beni di cui l’uomo necessita, cercando la massima sintonia possibile con i processi naturali. E’ la selvicoltura praticata nelle aree protette. Le funzioni del bosco
Per quanto aridi possano risultare gli schemi e gli elenchi è innegabile che spesso ci aiutano ad avere le idee il più possibile chiare. Le preziose funzioni che oggi vengono riconosciute al bosco possiamo riassumerle cosi':
Passato e presente dei nostri boschi
Come più volte è stato indicato nelle schede sugli "alberi del parco" l’uso passato dei nostri boschi era sostanzialmente complementare all’economia agricola locale. Le varie pratiche colturali che venivano attuate in bosco erano volte ad ottenere il maggior numero possibile di beni e servizi cercando al contempo di mantenere questa preziosa risorsa. Il bosco era sostanzialmente "munto" al massimo nelle sue varie componenti. Il bosco non più utilizzato con le modalità ed i ritmi di un tempo, in questi ultimi decenni ha potuto beneficiare di un vero e proprio "periodo di riposo", non solo, ma si è ridiffuso in tutti i terreni non più coltivati, favorevoli al suo insediamento. L’utilizzo attuale dei nostri boschi per ottenere legname è senz’altro inferiore a quello passato, anche se in questi ultimi anni si assiste ad un crescente ritorno d’interesse verso la legna da ardere. Se in passato le nostre selve dovevano fronteggiare un forte utilizzo legnoso, il pascolamento o peggio la loro eliminazione per far posto soprattutto ai coltivi, oggi questi problemi, pur rimanendo, sono di solito meno gravi. Purtroppo invece gravi danni derivano dagli incendi e con preoccupazione si assiste al fenomeno del deperimento del bosco ossia ai cosiddetti "danni di nuovo tipo", legati a cause complesse fra le quali appare l’inquinamento atmosferico come fattore scatenante o contribuente. Edoardo Villa
Letture e passeggiate di approfondimentoChi volesse approfondire l'argomento puo' leggersi:
Per chi invece volesse visitare di persona i boschi dei Lagoni consigliamo un percorso segnalato ed autoguidato, che attraversa le principali tipologie forestali del parco.
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