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MARTIN PESCATORE

Notiziario trimestrale dell'Ente Parchi del Lago Maggiore
Numero 32 (ottobre - dicembre 2002)


Malaria

Nuovi dati a supporto delle tesi sui danni provocati dall’aeroporto di Malpensa.


Nell’aprile 2000 è stata avviata presso i Parchi del Lago Maggiore e del Ticino una serie di indagini mirate a valutare la qualità dell’aria nelle aree protette e i possibili riflessi sugli ecosistemi.
Il numero 29 del Martin Pescatore (dicembre 2001) presentava, nell’articolo intitolato "Qualità dell’aria e qualità della vita" alcuni risultati di tali indagini. Gli aggiornamenti derivanti dalla relazione finale sullo studio portato a termine danno delle conferme ed offrono nuovi stimolanti spunti per una valutazione critica della situazione.
Le misure effettuate hanno fornito un quadro della qualità dell’aria dettagliato che evidenzia come in alcune aree le concentrazioni riscontrate siano superiori a quei valori che non dovrebbero essere superati per garantire la protezione degli ecosistemi (Figura 1).
Più in dettaglio i valori medi di biossido di azoto superano la soglia di riferimento a Castelletto Ticino (36.1 µg/m3) e si mantengono di poco inferiori ai Lagoni di Mercurago (22.9 µg/m3) e ai Canneti di Dormelletto (25.3 µg/m3).

Lichene sul tronco di un albero. Alcune specie sono indicatrici della qualità dell'aria. Foto F. D'Amato

Il benzene e il biossido di zolfo si mantengono su livelli modesti mentre le misure di ozono confermano l’allarme per questo inquinante che, in tutta la Pianura Padana, supera di più volte i limiti di riferimento per la protezione degli ecosistemi. Ciò può essere facilmente colto dall’andamento dell’ozono riportato nella Figura 2: i valori di concentrazione superano nel 2000 la soglia di 65 µg/m3, nel 2001 l’ozono risulta essere in alcuni siti oltre il doppio di tale valore di riferimento. Una stima dell’esposizione (concentrazione x tempo) per l’anno 2000 fa ritenere che la soglia per la protezione delle foreste sia superata di più volte.

I dati complessivi sulle concentrazioni dei diversi inquinanti, utili per individuare le zone nelle quali può ipotizzarsi un pericolo per la vegetazione ma anche per la salute umana, non ci forniscono tuttavia indicazioni sulla provenienza dei diversi composti e quindi sul contributo delle diverse fonti di inquinamento.

Data la vicinanza dell’aeroporto di Malpensa con le aree protette si è deciso di procedere a una valutazione dell’apporto delle sue attività e del movimento dei mezzi aerei ai livelli di inquinamento misurati. A questo scopo è stato utilizzato un cosiddetto modello di dispersione, cioè un approccio matematico che in base a numerosi parametri (emissioni degli aerei e delle strutture aeroportuali, temperatura dell’aria, velocità e direzione del vento, ecc.) è in grado di calcolare come gli inquinanti si disperdano sul territorio in esame.
In una prima fase è stato necessario raccogliere una serie di dati relativi ai movimenti degli aerei e alle loro emissioni (gli inquinanti emessi variano considerevolmente in base al modello e al tipo di motori installati); successivamente sono state analizzate le loro rotte di decollo e atterraggio e le condizioni meteorologiche presenti nei diversi periodi esaminati (complessivamente 8 periodi di 15 giorni distribuiti su un arco di circa 18 mesi).
Il modello ha quindi elaborato i dati disponibili fornendo, per i periodi considerati, una mappatura delle ricadute di alcuni inquinanti sul territorio considerato legate alle attività dell’aeroporto di Malpensa.

Le mappe elaborate dal modello di dispersione indicano che le attività dell’aeroporto di Malpensa, compreso il passaggio dei mezzi aerei nel Parco del Ticino, possono essere ben evidenziate in alcuni periodi dell’anno. Esse interessano sostanzialmente la porzione centrale del parco. Nell’area compresa tra Pombia e Bellinzago, infatti, le emissioni degli aerei e delle altre attività aeroportuali rappresentano nei mesi primaverili ed estivi la fonte preponderante di ossidi di azoto.
Negli altri periodi dell’anno, il contributo dell’aeroporto sull’area rimane rilevante, ma si riduce il suo peso rispetto ad altre fonti di ossidi di azoto.
Spostandoci verso sud e verso nord il contributo di queste emissioni alle concentrazioni di inquinanti nell’aria via via diminuisce.

Per quanto riguarda le aree dei Canneti di Dormelletto e dei Lagoni di Mercurago l’inquinamento da ossidi di azoto (il principale parametro considerato) prodotto dal passaggio dei mezzi aerei costituisce una percentuale ragionevolmente non superiore al 10% del totale di questo gruppo di inquinanti. Se consideriamo i valori massimi di concentrazione degli ossidi di azoto orari (i cosiddetti picchi), l’influenza dell’aeroporto può risultare consistente, specie nel periodo estivo.

Nei pressi delle piste i valori massimi possono risultare assai elevati (oltre 2.000 g/m3) e un contributo significativo di Malpensa può estendersi su un’ampia porzione di territorio. Per quanto riguarda il benzene l’apporto dei mezzi aerei è sostanzialmente ovunque trascurabile. Con riferimento all’ozono, infine, l’aeroporto rappresenta una sorgente aggiuntiva di precursori, per quanto non tra le maggiori, nell’ambito di un quadro già fortemente caratterizzato dall’inquinamento da ozono e che interessa gran parte della Pianura Padana.

Figura 3: Valori limite di alcuni inquinanti
Inquinante Parametro Limiti Note
Biossido di azoto Concentrazione media annua 30 µg/m3 Livello massimo ai fini della protezione delle foreste
Ozono Concentrazione media giornaliera 65 µg/m3 Concentrazione massima per la protezione della vagetazione
Ozono Esposizione nel periodo vegetativo 10.000 ppb*h Livello massimo ai fini della protezione delle colture agricole
Benzene Concentrazione media annua 10 µg/m3 Obiettivo di qualità
Biossido di zolfo Concentrazione media ottobre-marzo 20 µg/m3 Livello massimo ai fini della protezione delle foreste

In sintesi, diversi sono gli inquinanti che già prima dell’apertura di Malpensa 2000 costituivano, per le loro concentrazioni, un pericolo per la vegetazione delle aree protette. L’attività dell’aeroporto e il movimento dei mezzi aerei rappresentano una fonte aggiuntiva di alcuni inquinanti che per alcuni periodi dell’anno e, in particolare per un’ampia porzione del Parco del Ticino, vanno a costituire la principale fonte di inquinamento.
Il superamento dei valori di riferimento per la protezione della vegetazione relativamente ad alcuni inquinanti indica la presenza di condizioni di pericolo per gli ecosistemi.

Relazione del dr. A. Buffoni, dell’istituto di ricerche "Ambiente Italia", adattata a cura della redazione.

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