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MARTIN PESCATORE

Notiziario trimestrale dell'Ente Parchi del Lago Maggiore
Numero 33 (gennaio - marzo 2003)


DANNAZIONE DOBBIAMO TENERCELO


Anatidi nel Lago Maggiore. Foto archivio parco

Ne è passata di acqua (sporca) sotto i ponti! Eravamo al numero 9 del "Martin Pescatore" (ottobre 1996), quando il nostro istruttore della vigilanza (ora istruttore direttivo tecnico) Marco Bandini, proponeva alcune proprie considerazioni sulla "bomba ddt", appena scoppiata. Che cosa è successo di significativo da allora, per quanto riguarda la drammatica vicenda?
Molti amministratori pubblici continuano a dibattere sul fatto che possiamo mangiarcelo o meno, tanto quanto ce n'è. Il pesce del Lago Maggiore continua ad essere proibito, ma qualcuno ne lamenta la somministrazione abusiva nei circuiti di ristorazione (e ci mancherebbe che non fosse cosi' in Italia; e poi, dopo tanto tempo…). Il ddt (inteso, volgarmente, come il complesso nocivo dei prodotti di trasformazione della sostanza) non può essere granché diminuito, come tutti penso abbiamo ben chiaro. Per vari motivi, potrebbe esserne mutata la distribuzione e, tanto per restare alle notizie più recenti, in parte comparse sulla stampa, in parte filtrate ufficiosamente, i sedimenti dell'area di Fondotoce (il fondo, cioè, del lago e del fiume) potrebbero essere ancora più malmessi che nel '96 (effetto degli sconvolgimenti alluvionali?).

Intanto, ogni volta che qualcuno prova ad analizzare qualcosa, si scopre qualche cosa di spiacevole che va ad aggiungersi a quanto già conosciuto. E cosi' al ddt si è aggiunto il mercurio (ma questo è ormai risaputo) e si comincia pian piano a porre l'attenzione su metalli pesanti, coloranti, formaldeide, cloroformio, sostanze cancerogene varie che, al di qua e al di là della foce del fiume, l'industria del VCO va somministrando al lago, ostinatamente scelto come meta di vacanze da una miriade di turisti stranieri, attratti dal maquillage che i complessi ricettivi (campeggi innanzitutto) vanno praticando.

All'Ente Parchi, nell'ambito del procedimento giudiziario a carico di ENICHEM, l'azienda responsabile del disastro ecologico verificatosi nel Lago Maggiore, è stato riconosciuto nel 1999 un indennizzo pari alla fantastica cifra di £. 100.000.000, impiegata per continuare gli interventi atti a rendere fruibile l'ambiente della riserva.

Dati significativi di concentrazioni di pp'DDE e DDT totali in uova di Uccelli di diverse aree (tra parentesi le deviazioni standard)

Località e periodo Specie pp'DDE (µg kg-1 ps)
prodotto di trasformazione
del DDT
DDT totale
(µg kg-1 ps)
Isola di Capraia (1981) Gabbiano reale 9.260 (7.760) .
Isola di Capraia (1986) Gabbiano reale 4.500 (1.950) .
Delta del Po (1987) Sterna comune 1.700 (1.100) .
Mare del Nord/Germania (1988) Sterna comune . 10.390 (4.390)
Estuario dell'Elba (1988) Sterna comune . 34.780 (12.170)
UK (1989) Sparviero 4.400 .
Calabria (1991) Gheppio 1.298 (767) 1.361 (857)
Salina di Cervia (1991) Fraticello . 1.373 (1.100)
Lago Maggiore (1998) Svasso maggiore 16.966 (16.987) 17.269 (17.110)

In un contesto in cui le opinioni e le illazioni occupano gran parte delle cronache, proviamo ad offrire un contributo basato su accurati rilievi scientifici. Questi provengono dal lavoro, riportato in tesi di laurea, svolto dall'Università di Milano - Corso di Scienze Biologiche nell'ambito di indagini sul bioaccumulo di ddt nelle uova di uccelli acquatici, prelevate anche nella riserva*. Perché le uova di uccelli acquatici?
Perché la posizione degli uccelli acquatici, al vertice di molte catene alimentari interessate dal fenomeno, li rende particolarmente sensibili all'avvelenamento da ddt (quasi tutti, avendo sentito parlare di ddt, abbiamo preso confidenza con parole quali "biomagnificazione", che indica la progressiva concentrazione dei veleni nei tessuti degli animali che si trovano più in alto nella catena alimentare).

Attraverso l'analisi delle uova inoltre (ne sono state prelevate nove nella prima fase di studio, provenienti tutte da nidiate diverse, per fare meno danno possibile) si ottiene un'indicazione attendibile della contaminazione degli Uccelli, particolarmente colpiti nei processi riproduttivi. I pesticidi clorurati, anche in minima quantità, danneggiano le uova aumentando la fragilità del guscio delle stesse o causando la morte degli embrioni.

Sono state scelte per lo studio due specie: lo svasso maggiore (Podiceps cristatus) predatore al vertice della catena trofica lacustre ed il germano reale (Anas plathyrhyncos), che non mangia pesci e quindi può consentire utili raffronti. Entrambe sono specie che si riproducono nell'area considerata e vi trascorrono gran parte della loro vita.
Tre le aree di riferimento principali: Fondotoce, Bolle di Magadino (CH) ed Angera.

Dato il numero limitato di analisi e la notevole dispersione dei dati, la statistica non è risultata utile per fare emergere e spiegare significative differenze tra i gruppi di uccelli delle diverse aree. Certo è che la contaminazione degli svassi è, ovviamente, molto maggiore rispetto a quella dei germani.
Ma il dato che forse è più utile conoscere è che, mettendo a confronto i dati del Lago Maggiore con altri simili, storicamente significativi (isola di Capraia, estuario dell'Elba, in Germania, Calabria, in un'area dove si presuppone si faccia ancora uso di ddt come insetticida) i valori riscontrati nei campioni di uova di svasso del Lago Maggiore sono tra i più elevati in assoluto.

Solo tre campioni su dodici hanno presentato concentrazioni di pp'DDE (prodotto di trasformazione del ddt) inferiori alla soglia "di pericolo" per il successo riproduttivo, mentre il valore più elevato è stato di ben sette volte quest'ultima; ciò induce a prospettare un "serio rischio per il successo riproduttivo dello svasso in questa zona". Ovviamente, dobbiamo ricordarci che abbiamo usato i poveri svassi solo come cartina di tornasole del fenomeno.



* Lavoro svolto dalla dr.ssa Elena Fumagalli, relatori i professori Nicola Saino e Silvana Galassi

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