![]() ![]() ![]() MARTIN PESCATORENotiziario trimestrale dell'Ente Parchi del Lago Maggiore Buongiorno, vorrei lavorare in un parco naturaleIl lavoro "a contatto con la natura" tra mito e realtà
"Alla cortese attenzione del responsabile del personale. ![]() Questa è la tipica e-mail inviata da neolaureati che vorrebbero essere assunti presso l'Ente Parchi del Lago Maggiore. Purtroppo la risposta piu frequente che ricevono e "ci dispiace, ma al momento non possiamo assumere nuovo personale." Questo accade perchè i parchi piemontesi - il nostro non fa eccezione - pur avendo un disperato bisogno di personale, non dispongono dei fondi necessari per assumerlo. C'e anche da dire che i lavori a cui aspirano i mittenti di questi curricula sono molto idealizzati: vorrebbero lavorare a contatto con la natura, circondati da un mistico alone di salubrità, pace interiore e cinguettii. Recentemente un concorso per un posto "part-time" da istruttore amministrativo è andato deserto, mentre uno analogo per guardiaparco ha visto candidati provenire da tutta Italia. Ma il fatto che nei concorsi da guardiaparco si chieda che gli aspiranti conoscano i regolamenti di fruizione e come si commina una sanzione amministrativa, piuttosto che il ciclo riproduttivo dei rospi, suscita un pò di stupore proprio per il distacco tra "domanda e offerta" di questo tipo di lavoro. Anch'io lavoro per il parco, ma senza divisa e andando in giro per i boschi molto meno di quello che vorrei. La maggior parte del tempo la passo davanti allo schermo del mio portatile o in tipografia o in riunioni. Che cosa c'entra la natura in tutto questo? Come tradurre in pratica gli esami di "geofisica" o di "ecologia delle acque interne" dati all'università, occupandomi di pubbliche relazioni? Il mio scopo oggi è che la gente che viene a vedere una delle nostre aree protette torni a casa arricchita dalla gita. lo devo facilitare la loro esperienza tramite pubblicazioni, informazioni on line e gadget che traducano concetti astratti come "turismo sostenibile" in esperienze gradevoli come una passeggiata lungo il canale di Fondotoce. ![]() Il mio è solo un esempio della "insolita realtà" di lavorare per un parco stando in ufficio. Esaminando i carichi di lavoro del personale dell'Ente Parchi Lago Maggiore, si può ben vedere quanto tempo venga dedicato a svolgere pratiche amministrative. Al giorno d'oggi chi lavora per la natura lo fa con la carta bollata, piuttosto che con il retino da farfalle! Un parco, oltre che un "eco-mosaico protetto" è anche un ente pubblico e, come tale, appalta lavori come l'ufficio tecnico di un Comune, si occupa di didattica, collaborando con scuole di ogni ordine e grado, di fruizione per i diversamente abili, di divulgazione scientifica, di valorizzazione del patrimonio storico ed archeologico, di ripristini ambientali, eccetera, eccetera; oltre a questo ci sono anche le ricerche naturalistiche (l'Ente Parchi Lago Maggiore dedica, per esempio, molte energie allo studio delle migrazioni degli Uccelli) ma sono solo una parte del tutto. Alla luce di tutto questo, che cosa consiglio a chi manda un curriculum? Innanzitutto di studiare un po' di diritto e poi di venire a vedere di persona come si lavora in un parco, perchè tra la pubblicazione di un bando e la prova attitudinale potrebbe non esserci il tempo per scoprire quanta distanza c'è tra il "guardiaparco" ideale e quello reale. E per colmarla.
Per chi aspirasse a lavorare con noi potrebbe essere utile leggere la pagina www.parchilagomaggiore.it/lavoro.htm, in cui sono riuniti indirizzi utili per tenersi aggiornati sui bandi di concorso e i link di approfondimento sulle materie da studiare.
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