![]() ![]() ![]() MARTIN PESCATORENotiziario trimestrale dell'Ente Parchi del Lago Maggiore Sognando la forestaLa gestione dei boschi ai Lagoni di MercuragoUn po' di storiaIl 16 maggio 1980 vede la luce il parco dei Lagoni. La legge regionale con cui viene istituito indica tra le sue finalità quella di "regolamentare i tagli boschivi onde favorire la riqualificazione dei boschi esistenti, elevandone il grado di produttività" nel rispetto delle caratteristiche naturali, ambientali, archeologiche e paesistiche di questo territorio. Nell'ottobre del 1985 la Regione Piemonte approva e rende esecutivo il piano di assestamento forestale del parco, ossia lo strumento che regolamenta la gestione dei boschi seguendo le finalità indicate nella legge istitutiva. Piano tuttora in vigore. Questa in estrema sintesi è la cronaca delle principali vicende legislative che hanno portato i boschi dei Lagoni a godere di una gestione a prevalente destinazione naturalistica. Vediamo ora di capire quali sono state le conseguenze concrete derivate da queste scelte. Il piano di assestamento forestale
La gestione dei boschi di gran parte del nostro territorio regionale viene svolta sulla base di normative, più o meno articolate, di carattere generale. Il parco dei Lagoni rappresenta uno dei pochi casi in cui la gestione è regolamentata da uno specifico piano di assestamento forestale. Il motivo è semplice: la realizzazione dei piani di assestamento comporta dei costi, quasi sempre interamente a carico della pubblica amministrazione che, com'è noto, ha parecchi limiti al riguardo. Il piano di assestamento del parco ha come obiettivo generale la costituzione di una fustaia mista di latifoglie riconducibile al querco-carpineto dell'alta pianura. Ovvero prevede di creare e mantenere, la dove già c'è, un bosco misto di latifoglie a prevalenza di quercia farnia (Quercus robur), con l'eventuale presenza del carpino bianco (Carpinus betulus). Questo bosco governato a fustaia, cioè in grado di rinnovarsi attraverso la nascita di nuove piantine nate dal seme degli alberi adulti, rappresenta la vegetazione forestale più vicina a quella naturale originaria che anticamente formava la grande foresta presente nella Pianura Padana.
I boschi oggetto del piano si estendono su 345 ettari, pari al 73% della superficie totale del parco. Questo territorio è stato ripartito in 20 aree, chiamate particelle forestali, al cui interno sono stati indicati gli interventi selvicolturali da attuarsi nell'arco di 15 anni, pari al periodo iniziale di validità del piano. Gli interventi previsti consistono in tagli colturali, corrispondenti a diradamenti selettivi, in genere moderati, con cui vengono tolti gli alberi deperienti, morti, in precarie condizioni di stabilità o la cui eliminazione avvantaggia la crescita degli alberi "d'avvenire". Quando è stato istituito il parco le tradizionali pratiche selvicolturali locali erano ormai in gran parte cessate. A questa situazione aveva contribuito anche l'estrema polverizzazione della proprietà dei boschi, quasi interamente privata. I dati sono più che eloquenti: i terreni del parco sono ripartiti in ben 937 ditte catastali! Tre di queste sono proprietarie di 158 ettari. La restante parte del territorio è cosi' suddivisa in piccole proprietà con una superficie media inferiore a 0,5 ettari. I primi risultati![]()
L'applicazione del piano è svolta dall'Ente Parchi. Il personale di vigilanza esegue le operazioni di contrassegnatura (martellata e/o specchiatura degli alberi da abbattere) ed opera le verifiche dei successivi tagli.
Nei primi 10 anni di applicazione del piano si era arrivati ad assestare circa il 25% della superficie boscata totale. Di fronte a questo modesto risultato, a partire dal 1997, l'Ente Parchi ha avviato un programma per l'incentivazione degli interventi. Ciò ha comportato l'erogazione di specifici contributi per i proprietari di boschi che attuassero questi interventi e in alternativa la realizzazione degli stessi da parte degli operai dell'ente (quest'anno sostituiti di un'impresa forestale esterna), con il consenso delle proprietà a lasciare all'ente 1/3 del legname di risulta. Questo programma ha avuto successo: ha coinvolto ben 202 proprietari ed ha portato ad assestare circa il 74% dei boschi. L'Ente Parchi ha ricavato dalla vendita del legname a sua disposizione 11.311,84 euro utilizzati per acquistare nuovi attrezzi forestali. Alcune riflessioniNel tentare un sommario bilancio dell'attività fin qui svolta si possono trarre alcune positive considerazioni che in vista della ormai prossima revisione del piano di assestamento ci auguriamo servano a ben proseguire.
Gli interventi realizzati hanno prodotto, per quanto possibile, un miglioramento delle condizioni dei boschi, in particolare della loro struttura, produttività, stabilità e naturalità.
Il continuo confronto con i vari proprietari, pur non sempre facile, ha in buona parte dei casi rimosso resistenze e pregiudizi che inizialmente fiorivano nei confronti della gestione forestale promossa dal parco.
Il programma di incentivazione ha riavvicinato ai loro boschi diversi proprietari, contribuendo cosi' a far rinascere il legame tra territorio e persone che lo abitano. Un legame non privo di contraddizioni e difficoltà, ma di indiscutibile valore. Edoardo Villa e Fabio Baglioni
Letture e passeggiate di approfondimentoChi volesse approfondire l'argomento puo' leggersi:
Per chi invece volesse visitare di persona i boschi dei Lagoni consigliamo un percorso segnalato ed autoguidato, che attraversa le principali tipologie forestali del parco.
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