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MARTIN PESCATORE

Notiziario trimestrale dell'Ente Parchi del Lago Maggiore
Numero 36 (ottobre - dicembre 2003)


Una scelta azzeccata

2003: anno internazionale dell’acqua


Riconoscendo la fondamentale importanza delle risorse idriche per il futuro del pianeta, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha proclamato il 2003 Anno Internazionale dell’Acqua.

Dal sito italiano dell'ONU (www.onuitalia.it/news/anni/2003/acqua.htm) si possono leggere alcuni dati impressionanti sulla situazione e delle acque dolci (quelle che si usano tutti i giorni per bere, cucinare, lavarsi, irrigare i campi...) nel mondo che vi riportiamo fedelmente nella lista sottostante, ma che vi invitiamo ad approfondire direttamente alla fonte:
  • Un miliardo e cento milioni di persone, più o meno un sesto della popolazione mondiale, non hanno accesso ad acqua sicura e 2 miliardi e 400 milioni, ossia il 40 per cento della popolazione del pianeta, non dispongono di impianti igienici adeguati.

  • Ogni giorno, circa 6.000 bambini muoiono per malattie causate da acqua inquinata, da impianti sanitari e da livelli di igiene inadeguati – come se 20 jumbo jet si schiantassero ogni giorno.

  • Si stima che acqua non potabile e impianti igienici inadeguati siano all’origine dell’80 per cento di tutte le malattie presenti nel mondo in via di sviluppo.

  • Donne e bambine tendono a soffrire maggiormente a causa della mancanza di impianti igienici.

  • Lo sciacquone della toilette in un paese occidentale impiega una quantità d’acqua equivalente a quella che, nel mondo in via di sviluppo, una persona media impiega per lavare, bere, pulire e cucinare nell’arco di un’intera giornata.

  • Nel corso del secolo scorso l’uso dell’acqua è aumentato del doppio rispetto al tasso di crescita della popolazione. Il Medio Oriente, il Nord Africa e l’Asia meridionale soffrono di carenze idriche croniche.

  • Nei Paesi in via di sviluppo fino al 90 per cento delle acque reflue viene scaricato senza subire alcun genere di trattamento.

  • Il pompaggio intensivo delle acque freatiche per ricavare acqua da bere e per l’irrigazione ha fatto si' che in numerose regioni i livelli dell’acqua siano diminuiti di decine di metri, costringendo le persone a bere acqua di qualità scadente.

  • Nei Paesi in via di sviluppo le perdite di acqua causate da dispersioni, allacci illegali e sprechi ammontano a circa il 50 per cento dell’acqua da bere e al 60 per cento dell’acqua irrigua.

  • Nel corso degli anni ’90 le inondazioni hanno interessato più del 75 per cento di tutte le persone colpite da disastri naturali, causando più del 33 per cento del totale dei costi stimati per i disastri naturali.

Diciamoci la verità: generalmente l’eco degli “anni a tema” si limita a qualche accenno sugli organi di informazione, ad alcune “pompose manifestazioni istituzionali” ed alla quasi completa apatia della gente.
Eppure, forse, questo 2003 ha inciso qualcosa nelle coscienze di tutti noi, non fosse altro perché il “problema” dell’acqua ha assunto un aspetto molto tangibile: ci siamo accorti improvvisamente che l’acqua manca anche a noi, non solo a popolazioni lontane che vediamo distrattamente in qualche spezzone di telegiornale. Cosi', da buone persone civili, abbiamo finalmente capito sulla nostra pelle che cosa abbia voluto dire, durante questa torrida estate, aprire il rubinetto e non avere nulla con cui dissetarsi, lavarsi, lavare, annaffiare, ecc.
Improvvisamente ci siamo accorti che quello che vedevamo alla televisione era “reale”: i fiumi e i laghi in secca non erano in Africa ma nel Verbano, le città senz’acqua non erano quelle del sud ma il nostro paesino, il rubinetto da cui non esce l’acqua non era quello del vicino, ma il mio!

Possiamo fare finta di niente e aspettare che piova, che le nazioni si decidano ad affrontare sul serio i problemi di questo pianeta, che il governo impegni iniziative e risorse per fronteggiare questa come le altre emergenze, che i sindaci si accorgano che gestire un territorio non vuol dire solo fare case, centri commerciali e capannoni, che gli acquedotti non vengano più gestiti dalla “banda del buco”; oppure possiamo si' sperare in tutto questo, ma anche adoperarci in prima persona nella vita pratica perché l’acqua (cosi' come ogni altra risorsa) non venga sprecata dal nostro “normale” stile di vita.
L’unico sistema per far capire agli altri, dai governi al vicino di casa, l’importanza della salvaguardia e del corretto utilizzo delle risorse, è l’impegno quotidiano di ognuno di noi, nelle piccole, ma importanti cose di tutti i giorni, nella consapevolezza che NOI vivremo domani in base a quello che NOI facciamo oggi.

Approfondimenti sulle acque del Lago Maggiore: i problemi di casa nostra.

Marco Bandini

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