![]() ![]() ![]() MARTIN PESCATORENotiziario trimestrale dell'Ente Parchi del Lago Maggiore L’ozonoIl superossidante che ci siamo inconsciamente respirati per tutta l’estate
Gran parte delle giornate di sole della caldissima estate che si è appena conclusa erano accompagnate da livelli di ozono al suolo sopra la soglia di allarme (livello 2, in una scala che va da 0 a 3). Il manifesto del comune invitava i soggetti sensibili e quelli a rischio ad evitare qualsiasi attività fisica all’aperto quando c’è troppo ozono nell’aria. Evitare qualsiasi attività all’aperto, per un anziano, significa anche farsi portare la spesa a casa, visto che trasportare i borsoni, specie col caldo, induce affanno. Il rischio esiste anche per gli adolescenti, che dovrebbero evitare le attività fisiche intense all’aperto. Un genitore coscenzioso avrebbe potuto impedire al proprio figlio di partecipare ai campi estivi, se il programma delle attività non avesse previsto di tenere i ragazzi al chiuso dalle 10 del mattino alle 16. Dal punto di vista dell’informazione alla popolazione ci sono state, a parer mio, alcune carenze. Giovedi' 4 settembre, alle 17:30 ho telefonato al numero segnalato sul volantino della Regione (che spiega bene il significato delle soglie di allarme e dei comportamenti da seguire) per sapere “che aria tira oggi ad Arona”. Dalla Regione mi è stato risposto che gli unici dati da loro conosciuti sono quelli della Provincia di Torino, però la signorina, molto gentilmente, mi ha fornito il numero dell’ARPA (Agenzia Regionale Per l’Ambiente) di Novara e ha consultato per me le pagine dell’ozono del sito della regione, che non aveva mai visto. L’ARPA è chiusa, il Comune di Arona pure; nei messaggi registrati nulla di riferibile all’ozono. Anche cercando in Internet le difficoltà non spariscono: il sito del Comune di Arona dà solo spiegazioni teoriche, oltre alle comodissime coordinate “UTM” (non la via) della centralina di rilevamento. Io non mi ritengo un soggetto a rischio, ma ho ugualmente mutato alcune mie abitudini a causa dell’ozono.
Ho smesso di andare in bicicletta da Mercurago ad Arona, quadruplicando i tempi di percorrenza. Alla fine la mia vita quotidiana non ha risentito troppo dell’ozono, perchè ho un orario di lavoro ultraflessibile, non ho dovuto rinunciare a troppo sport (non ne faccio!) e sono abbastanza sana, ma se i livelli di attenzione dell’ozono fossero presi sul serio sarebbe la fine per un comune turistico come Arona. I campeggi lungo il lago avrebbero potuto svuotarsi delle famigliole con bambini. Idem le piscine all’aperto. I ristoranti avrebbero avuto i tavolini all’aperto disertati a mezzogiorno. Ma ve lo immaginate? Chi ha letto questo articolo mi ha detto di essere esagerata ed allarmista: dopotutto l’estate è passata e nessuno di noi ha avuto problemi, ma non dicono cosi' anche molti fumatori?
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