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MARTIN PESCATORE

Notiziario trimestrale dell'Ente Parchi del Lago Maggiore
Numero 37 (gennaio - marzo 2004)


Pipistrelli che passione!

Sono riprese le attività di indagine scientifica sui nostri amici…"mangiatori di zanzare"!


Nel vasto panorama delle aree protette piemontesi, l'Ente di gestione dei Parchi e delle Riserve naturali del Lago Maggiore rappresenta la prima amministrazione che si è fatta promotrice di un progetto di ricerca, informazione e sensibilizzazione sui chirotteri (i pipistrelli).

Rhinolophus ferrumequinum in posizione di riposo

Col sostegno finanziario della Regione Piemonte e dell'Unione Europea, nel quadro del Programma Interreg II Italia-Confederazione Elvetica, l'area della Riserva Naturale Speciale di Fondotoce e i suoi dintorni, per un raggio di circa 10 chilometri, nel 1999-2001, sono stati sede di indagini chirotterologiche e attività divulgative, le une volte ad acquisire informazioni di base su una componente faunistica tradizionalmente poco studiata, le altre ad avvicinare il pubblico alla conoscenza del complesso mondo dei pipistrelli e dei fattori che lo minacciano.

Quest'anno, l'attivazione del Programma Interreg III, ha consentito di proseguire il lavoro iniziato con quella prima esperienza. L'area d'intervento è stata ampliata a tutta la sponda piemontese del Lago Maggiore e, in tale ambito, iniziative concernenti i chirotteri si susseguiranno fino alla fine del 2005.

Durante l'estate 2003, le nuove indagini hanno portato alla scoperta di almeno 3 specie di chirotteri precedentemente non segnalate per l'area, portando il totale delle specie osservate a 13. Sono inoltre stati scoperti vari siti di rifugio estivi, 6 dei quali occupati da colonie riproduttive, ossia da gruppi di femmine che si radunano per partorire e allevare i piccoli.

Le specie più frequentemente contattate sono state il pipistrello albolimbato e il vespertilio di Daubenton. La prima, di piccola taglia (peso 5-8 g; lunghezza totale testa-corpo 4-4,5 cm; apertura alare 21-24 cm), è un pipistrello "antropofilo", ossia una specie che si è adattata agevolmente alla vita negli insediamenti abitativi. Negli interstizi degli edifici (fessure dei muri, cassonetti delle persiane avvolgibili, spazi dietro grondaie, rivestimenti metallici o in legno) essa ritrova siti di rifugio alternativi a quelli naturali (cavità arboree e fenditure rocciose). Attorno ai lampioni può disporre di particolari concentrazioni di insetti-preda, rappresentati da zanzare e altri piccoli ditteri.

Il vespertilio di Daubenton, di dimensioni leggermente maggiori (peso 7-10 g; lunghezza totale testa-corpo 4,5-5,5 cm; apertura alare 24-27 cm), è una specie tipicamente legata all'acqua. Anch'essa frequenta costruzioni antropiche, ma si tratta di ponti e altre strutture vicine all'ambiente idrico. Nell'area di studio, ad esempio, si osserva spesso nelle darsene.
Anche il vespertilio di Daubenton si alimenta di zanzare e moscerini, ma oltre a predare gli insetti adulti in volo, può cibarsi delle loro larve acquatiche, che cattura volando a pelo d'acqua. Occasionalmente tale comportamento porta la specie a integrare l'alimentazione con avannotti di pesci. Se vi capita di osservare dei pipistrelli descrivere traiettorie circolari di volo sulla superficie del lago o sulle pozze di corsi d'acqua limitrofi, è molto probabile che si tratti di esemplari di questa specie.

Fra le altre specie rilevate, merita una particolare citazione l'orecchione alpino, chirottero di taglia simile a quella del vespertilio di Daubenton, ma di abitudini eco-etologiche praticamente sconosciute. Fino a poco tempo fa, infatti, si ignorava l'esistenza di tale specie, confondendola con un altro chirottero, di aspetto quasi identico: l'orecchione comune. L'analisi del DNA, condotta anche sui campioni prelevati dagli esemplari catturati sul Lago Maggiore (senza recare loro danno) ha infine fatto chiarezza. Il rilevamento della specie nell'area di studio costituisce il primo accertamento della sua presenza in Piemonte.

Nel corso delle indagini, sono state scoperte anche tracce di colonie estinte di una specie di grande rilevanza conservazionistica. Guano di vecchia deposizione e scheletri di esemplari di ferro di cavallo maggiore (sinonimo: rinolofo maggiore) sono stati rinvenuti in 3 rifugi, purtroppo oggi vuoti, che vanno ad aggiungersi a un sito analogo scoperto negli anni precedenti.

Per comprendere l'importanza di tali rilevamenti, occorre considerare che questa specie era abbastanza comune nel nostro Paese fino a metà del '900, ma oggi, sul complessivo territorio piemontese-valdostano, ne conosciamo un'unica colonia riproduttiva. E' possibile che altre colonie siano presenti, poiché vasti ambiti del territorio regionale non sono stati sufficientemente ispezionati, ma quanto rilevato nei Paesi europei confinanti, sottoposti a più approfondite ricerche chirotterologiche, lascia poche speranze. Nel Canton Ticino, ad esempio, nonostante indagini accurate, è nota un'unica colonia riproduttiva della specie.

Le cause della rarefazione sono riconducibili all'alterazione degli ambienti di foraggiamento, alla riduzione, determinata dalle pratiche agricole moderne, della disponibilità alimentare (le prede preferite sono rappresentate da coleotteri scarabeidi e falene), al disturbo e alla preclusione dell'accesso ai siti di rifugio (cavità sotterranee ed edifici monumentali) . Per quanto riguarda quest'ultimo aspetto, appare necessario scoprire al più presto tutti i siti rimasti e sottoporli a stretta tutela.

Le indagini complessivamente effettuate nell'area del Lago Maggiore hanno portato a scoprire un solo sito di presenza della specie: un ambiente d'ibernazione, purtroppo frequentato da un unico esemplare. Poiché questa specie di chirottero è facilmente individuabile anche da parte di chi non è uno specialista del settore (gli esemplari penzolano dalle volte dei siti di rifugio col corpo avvolto nella membrana alare, come si vede nella foto) rivolgiamo un pubblico appello, affinchè chi ha osservato pipistrelli di questo tipo lo segnali all'Ente Parchi.

Per quanto riguarda le attività di informazione/sensibilizzazione realizzate nell'estate-autunno 2003, sono state proposte una Bat night e un seminario tecnico sulle varie problematiche connesse alla presenza di chirotteri negli edifici. Se quest'ultimo è stato rivolto essenzialmente a operatori con competenze professionali nel campo, nel caso della Bat night si è trattato di un'iniziativa a carattere assolutamente divulgativo, aperta a tutti, piccoli compresi, con la possibilità di osservare direttamente dei pipistrelli e ascoltare i loro ultrasuoni attraverso un "bat detector".

Fra le attività in programma per i prossimi mesi, segnaliamo un corso di aggiornamento per docenti della scuola media (inferiore e superiore), volto ad approfondire tematiche dell'ecologia applicata (funzionalità degli ecosistemi, biodiversità, principali strumenti legislativi in materia di conservazione) e a fornire basi e strumenti per lo svolgimento di attività in classe sugli stessi argomenti, con particolare attenzione, ovviamente, agli aspetti chirotterologici.

Entro la fine del 2003, attraverso il sito dell'Ente Parchi, sarà resa disponibile una Dispensa didattica, rivolta principalmente alla scuola media inferiore. Chi desiderasse maggiori informazioni sull'argomento o fosse interessato a iscriversi al corso (gratuito e debitamente autorizzato dai Centri Servizi Amministrativi delle Province di Novara e Verbania), è invitato a rivolgersi all'Ente o, via e-mail, all'indirizzo: teriologi@libero.it .

Elena Patriarca e Paolo Debernardi

Altri articoli sui chirotteri del Lago Maggiore Quelli della notte aprile '02 - I pipistrelli del Lago aprile '02


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