![]() ![]() ![]() MARTIN PESCATORENotiziario trimestrale dell'Ente Parchi del Lago Maggiore Non tutti i mali vengon per nuocere!Nuove scoperte per la flora di Fondotoce
L'anno 2003 è stato caratterizzato da un lungo periodo di caldo e secco eccezionali, che ha determinato un livello delle acque del Lago Maggiore estremamente basso e la conseguente emersione di ampi tratti di riva sabbiosa. Il substrato sabbioso, pur sempre umido, e il calore del sole in superficie devono aver favorito la germinazione di semi di piante "vascolari", adattate a simili ambienti e conservati nel suolo forse da decenni. Non si spiegherebbe altrimenti il ritrovamento nella riserva di Fondotoce, in ottobre-novembre 2003, di specie ritenute rare - o addirittura eradicate perché non più riviste da tempo - anche in grande quantità e di cui dirò più oltre. Ma raccontiamo dapprima la cronistoria di questi ritrovamenti eccezionali.
All'inizio di ottobre 2003, il collega Nicola Patocchi - responsabile della riserva ticinese delle Bolle di Magadino, alla foce dei fiumi Ticino e Verzasca- mi invitava ad una visita delle rive del lago che stava cartografando per la prima volta, poiché denotavano un'eccezionale copertura vegetale. Cosi', il 15 ottobre, raggiungevo con lui - in barca - la riva del lago in vicinanza della Bolla Rossa e vedevo una serie di specie per me assolutamente nuove. Zigolo del Micheli (Cyperus michelianus [L.] Delile): questa Ciperacea annuale cresce su sabbie umide silicee dal piano fin verso 500 m, forma densi cespi di foglie basali e brevi fusti con un compatto capolino terminale, sovente diffusi sul terreno. Fiorisce da luglio a ottobre. La specie è riportata da Pignatti (1982) come rara per la pianura padana, non era segnalata per il VCO ed era considerata estinta nel Cantone Ticino da oltre mezzo secolo. Si è ora "rifatta viva" sulla riva di Feriolo e alla foce del torrente Stronetta come pure alle Bolle di Magadino e c'è da sperare che ricompaia ogni tanto anche in futuro. Accanto a questo Zigolo sono stati trovati in ambienti simili tra il Toce e il canale lo Zigolo dolce (Cyperus esculentus L.), lo Zigolo ferrugineo (Cyperus glomeratus L.) e lo Zigolo nero (Cyperus fuscus L.), anch'essi nuovi per la riserva di Fondotoce. Giunchina aghiforme (Eleocharis acicularis [L.] R.et S.): piccola Ciperacea annuale che cresce in ambienti fangosi e alluvioni dal piano fino a 1000 m e forma densi cespuglietti con fusti lunghi di solito meno di 10 cm, terminati da una spighetta con pochi fiori di 3-4 mm. Fiorisce da giugno a settembre. Anche se considerata comune nella pianura lombardo-piemontese da Pignatti (1982), la specie non era nota per la riserva di Fondotoce e nemmeno per le Bolle di Magadino e l'unica, vecchia, segnalazione per il VCO era quella di Rossi (1883) ai piedi del Monte Calvario di Domodossola. È stata trovata sul grande banco sabbioso in riva destra alla foce del Toce e sulla barra sabbiosa allo sbocco del canale - come pure alle Bolle di Magadino. Giunco delle pozze (Juncus tenageja Ehrh.): questo Giunco annuale cresce su sabbie umide silicee dal piano fino a 1000 m, forma cespi di foglie e gracili fusti fascicolati con ampia infiorescenza a rami divergenti molto allungati. Fiorisce da maggio a luglio. La specie è riportata da Pignatti (1982) come molto rara e quasi ovunque scomparsa nella Padania e l'unica segnalazione per il VCO - di De Notaris nel Mergozzolo (in Rossi 1883) - risale alla seconda metà del 1800. È stata raccolta per caso, pensando fosse il più comune Giunco annuale (Juncus bufonius L.) che fiorisce da maggio a settembre, sulla sabbia in riva destra alla foce del torrente Stronetta. E in effetti, il cespo raccolto costituisce una seconda generazione annuale tardiva - forse resa possibile dal lungo periodo vegetativo - con fusti fioriti ma lunghi appena un terzo dell'altezza normale. Riso selvatico (Leersia oryzoides [L.] Swartz): questa Graminacea perenne cresce su rive umide dal piano fino a 300 m, forma fusti eretti o ascendenti con e pannocchia fiorifera spesso tutta o in parte avvolta nella guaina dell'ultima foglia. Fiorisce da agosto a ottobre. Anche se considerata comune nella pianura lombardo-piemontese da Pignatti (1982) non era nota per la riserva di Fondotoce e nemmeno per le Bolle di Magadino. È stata trovata sui banchi sabbiosi in riva al Toce e sulla barra sabbiosa allo sbocco del canale. Millefoglio d'acqua gracile (Myriophyllum alterniflorum DC.): pianta crescente in acque stagnanti oligotrofe dal piano fino a 1000 m, con fusto molle sommerso lungo fino ad 1 m. Fiorisce da luglio a settembre. La specie è riportata da Pignatti (1982) come molto rara in Lombardia e non era nota per il VCO. È stata trovata in piccoli esemplari - forse germogliati nel corso dell'anno - sul grande banco sabbioso in riva destra alla foce del Toce. Accanto a questi ritrovamenti eccezionali non posso non citare il caso contrario della probabile estinzione di una specie pure rara "e quasi ovunque scomparsa" in Padania secondo Pignatti (1982) perché esemplificativo del pericolo che piante alloctone di più o meno recente introduzione rappresentano per la flora autoctona. Trattasi della Vandellia palustre (Lindernia procumbens [Krocker] Philcox), segnalata da Rossi (1883) "nei dintorni del Mergozzolo (De Notaris)" ma che doveva di certo crescere anche a Fondotoce come alle Bolle di Magadino (dove N. Patocchi l'ha raccolta ancora l'anno scorso). Ma i suoi biotopi - le aree umide fangose della riserva, frequenti tra la penisola dell'Isolino e il canale - erano coperte a tappeto da un'altra Vandellia (Lindernia dubia [L.] Pennell) di origine nordamericana e infestante nelle risaie, la quale ha verosimilmente soppiantato la sua parente indigena. Malgrado questa nota negativa - che sottolinea peraltro l'imperiosa necessità di controllare severamente l'introduzione e la diffusione di specie alloctone - i ritrovamenti fatti nel 2003 confermano - qualora fosse ancora necessario - l'eccezionale ricchezza floristica specifica della riserva di Fondotoce e l'altrettanto imperioso obbligo di una sua integrale salvaguardia e corretta gestione ecologica. Aldo Antonietti
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