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MARTIN PESCATORE

Notiziario trimestrale dell'Ente Parchi del Lago Maggiore
Numero 39 (luglio - settembre 2004)


"Storie e leggende tra i due laghi" è il titolo di una fortunata pubblicazione e di una mostra di inatteso successo in quel di Arona, curate da due associazioni locali. Ospitiamo volentieri il contributo di Francesca D'Amato, co-protagonista delle due "scommesse culturali", poiché ci sentiamo un po' parenti dei giovani "cantastorie", almeno quando cerchiamo di far riscoprire la gioia di stupirsi di fronte alle meraviglie dell'universo, materiale e non.

Adotta una fata

Campagna di protezione della biodiversità


libro di leggende del Verbano e del Lago d'Orta

Ci sono persone che dedicano il loro tempo a proteggere cose come il buio del cielo notturno, le migrazioni dei rospi e anche i personaggi delle favole locali, che sono "a rischio di estinzione" tanto quanto i pipistrelli.
Un gruppo di ragazzi, gli Amici delle Leggende, si è unito alla Corporazione dei Bardi e insieme sono andati "a caccia di storie" nel territorio compreso tra il Lago Maggiore e il Lago d'Orta. Hanno interrogato gli anziani e le maestre, hanno scavato nelle biblioteche e negli archivi delle parrocchie e si sono fatti raccontare fatti curiosi, leggende, miracoli e dicerie sui nostri boschi, castelli, fantasmi ed eremiti.

Alla fine di questa ricerca hanno trovato un modo molto naturale per impedire l'estinzione degli gnomi, dei draghi e delle fate che avevano incotrato: hanno riscritto le storie, le hanno illustrate e hanno ricominciato a raccontarle. In poche parole le hanno aiutate ad evolversi perchè fossero più adatte al mondo di oggi. Cosi' equipaggiate le storie stanno ricominciando a circolare (a riprodursi), passando di bocca in bocca e, soprattutto, di cuore in cuore.

Chi volesse contribuire a proteggere la biodiversità adottando una fata può farlo molto facilmente: basta raccontare la sua leggenda a qualcuno! (Si può trovare in libreria una prima raccolta, intitolata "Storie e Leggende tra i due Laghi" - Macchione editore)

Vorremmo anche lanciare un appello ai lettori del "Martin Pescatore" per alcune leggende di cui ancora mancano dettagli:

  • Lo stagno della Camotta è anche chiamato "Pul dal Russ" perchè pare ci sia caduto ed annegato un ragazzo dai capelli rossi, il cui fantasma talvolta ancora si vede aggirarsi tra le nebbie. Qualcuno lo ha visto?
  • Il campanaccio in grado di dare la salute agli animali al cui collo è legato (uno dei tre tesori magici nascosti in una grotta che si apre ogni cento anni vicino ad Arona) non si trova. Qualcuno lo ha per caso visto al collo di un cavallo?
  • Ci hanno detto che a Mercurago le streghe siano in grado, la notte, di trasformarsi in capre nere (ne è stata bruciata una il secolo scorso). Qualcuno ne sa qualcosa?

Francesca D'Amato
Alcune foto di gnomi sono on line nella mia galleria fotografica personale
Le iniziative legate alle leggende si trovano nel sito: www.quibert.it

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