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MARTIN PESCATORE

Notiziario trimestrale dell'Ente Parchi del Lago Maggiore
Numero 39 (luglio - settembre 2004)


Scoperto un nuovo "abitante verde" al Parco dei Lagoni

Andrea Zanetta vi ha trovato l'Epimedium alpinum


State tranquilli… nessun marziano o creatura mostruosa liberata dalla mente, a volte troppo fantasiosa, di qualche disegnatore intento a manifestare agli altri la parte peggiore di se stesso, bensi' una piccola pianta che ci spinge a lodare il Creatore di ogni cosa, per il suo armonioso aspetto.

Epimedium alpinum. Foto di A. G. Zanetta

Il mese di aprile è un mese particolarmente favorevole per l'esplorazione botanica nei territori di bassa altitudine. Mi riferisco soprattutto ai boschi che prima di diventare meno luminosi in seguito all'emissione delle foglie da parte della componente arborea offrono, nel loro sottobosco, fioriture a volte spettacolari. Ancora nel mese di maggio si possono vedere numerose specie erbacee destinate, nei mesi successivi, a passare in secondo piano in seguito al prevalere della componente arbustiva e delle piante invadenti quali le varie specie di rovi.

Curiosando qua è là nei boschi del parco dei Lagoni di Mercurago in una zona vicina alla sede del parco, mi è capitato di osservare una modesta pianta che all'occhio disattento del visitatore può passare inosservata: è il raro epimedio alpino (Epimedium alpinum L.) presente qui in pochi individui.
Si tratta di una pianta europea presente in Italia solo nel nord, abbastanza comune nelle regioni orientali, ma decisamente rara ed estremamente localizzata in quelle occidentali.
A dispetto del suo nome può trovarsi anche a quote piuttosto basse e si concentra in terreni poco acidi. In Arona è abbastanza frequente nei boschi localizzati sulla dolomia: dalla località Valle Vevera ad est sino alla Cava Fogliotti. E' ancora presente nei castagneti in località Campagna ed intorno al Motto Lungo, ma diventa progressivamente meno frequente fino a scomparire del tutto. E' una specie microterma (che preferisce zone fresche) ed è considerato un "relitto glaciale".
La pianta è anche coltivata con numerose specie e varietà a scopo ornamentale in virtù della sua eleganza e per il fatto che è perenne e non necessita di particolari cure. E' inoltre dotata di proprietà medicinali.

A partire da un rizoma sotterraneo emerge un fusto ascendente alto circa 30-40 cm. Dalla parte basale di questo si diparte l'infiorescenza a pannocchia, portante su peduncoli di circa 1 cm i fiori. Questi sono piuttosto piccoli (del diametro di circa 1 cm) ma di una forma davvero bizzarra, formati da quattro sepali rossi, quattro petali gialli e quattro stami. All'apice del fusto vi è la foglia biternata, suddivisa in foglioline ovali-cuoriformi, spinulose sul bordo ed acuminate.

Davvero la natura non si stanca di riserbare all'uomo continue e piacevoli sorprese anche in territori particolarmente studiati quali quelli dei parchi. Sta a noi la volontà di ricercare e di cogliere in essa tutta la bellezza.

testo e foto di Andrea Giovanni Zanetta

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