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MARTIN PESCATORE

Notiziario trimestrale dell'Ente Parchi del Lago Maggiore
Numero 40 (ottobre - dicembre 2004)


In questo numero troverete:

Fatterelli d'Italia di Danilo Vassura
Sistemazione del Pinin di Edoardo Villa
Educazione Ambientale Autori Vari
Inanellamento a Dormelletto di Daniele Accantelli
Cooperazione internazionale di Daniela Delleani
Guardiaparco per amore di Simone Bertolotti e Piero Fontana
Iniziative e attività





Fatterelli d’Italia!

Ovvero: l’altro mondo possibile


Sarà capitato a tutti, magari nell’olimpica estate appena trascorsa, di passare qualche giorno in uno dei Paesi nostri fratelli europei: Francia, Germania, Olanda, Belgio, Danimarca, ecc. Si sarà quindi accorto che quello che potrebbe sembrare un luogo comune, e cioè che “all’estero tutto è meglio che da noi”, per certi fatti (o fatterelli, appunto) è proprio cosi'. Molte di quelle piccole e grandi inciviltà cui siamo talmente abituati da non notare quasi più non sono affatto ovvie, né scontate, né inevitabili, anzi! E cosi', girando l’Europa, si vedono cose assolutamente incredibili!

Pedoni che per attraversare la strada non hanno bisogno di aspettare che non vi siano auto in vista o che qualcuna della colonna si fermi apposta, sentendosi poi in dovere di ringraziarla per la grazia concessa; cigli di strade ad elevata percorrenza, cosi' come piazzali e parcheggi appartati, non cosparsi di rifuti (ma allora la S.S. 34, tra Fondotoce e Gravellona, o la 33 e il piazzale della Rotta a Dormelletto, o la provinciale Oleggio Castello-Comignago, per fare esempi vicini alle nostre aree protette, potrebbero non essere come li abbiamo sempre visti?); paesini di secondario interesse turistico dotati di bagni pubblici, puliti e a volte infiorati come un albergo (ma allora Arona e Verbania, che di turismo vivono?!); segnaletica frequente e precisa (avete mai provato, invece, a essere un tedesco, uscire dall’autostrada a Verbania, o ad Arona, e raggiungere da soli Villa Taranto, o il San Carlone?); auto che non strombazzano se quello davanti ritarda un secondo la partenza col verde; adolescenti per strada a tarda ora che, finita la birra, buttano la lattina in un cestino, anche se questo non è proprio vicinissimo; compagnie di giovani al ristorante che prima di accendere la sigaretta chiedono intorno se a qualcuno dà fastidio (noi dobbiamo vietarlo, e non ci riusciamo nemmeno!); gente a passeggio che, finita la sigaretta, la infila in una scatoletta che si mette in tasca; portatori di handicap in giro dovunque per la città, perché non ci sono ostacoli.

Sono tutti “fatterelli” che dimostrano almeno questo: un altro mondo non solo è possibile, ma già esiste e vicino a noi! E’ vero, alcune cose non sono nel potere del singolo, e certe scelte bisogna potersele permettere, cosi' come, ad esempio, occorre un territorio meno abitato e meno montagnoso del nostro per avere zone industriali separate dai centri abitati e piste ciclabili lungo tutte le strade, forse.

Ma molto dipende invece dal comportamento di ognuno, e non è retorica: è questione di mentalità, cioè di cosa e come si pensa. E la mentalità e l’ambiente intorno si influenzano a vicenda. Beh, se domani potessi vedere queste cose “incredibili” anche qui da noi, allora sarei fiero davvero di cantare “fratelli d’Italia, l’Italia… s’è desta!”

(D.V.)

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