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MARTIN PESCATORE

Notiziario trimestrale dell'Ente Parchi del Lago Maggiore
Numero 40 (ottobre - dicembre 2004)


Guardiaparco per un anno, guardiaparco... per un mese

Raccogliamo in queste pagine la testimonianza di due “collaboratori temporanei” del nostro ente. Piero Fontana, di Romagnano Sesia, guardiaparco per un anno, che con disponibilità, versatilità, e grazie a una significativa esperienza professionale e a non comuni doti umane, ha tamponato brillantemente le croniche carenze di personale. Simone Bertolotti, aronese, giovane studente di agraria, intelligente e curioso, ha potuto essere proficuamente impiegato su fronti molto diversi. Tutto l’ente li ringrazia, anche per la salutare “iniezione di entusiasmo” che la loro presenza ha portato a tutti noi che lavoriamo in questo bistrattato settore. Il ringraziamento va esteso agli altri due “stagisti estivi”: Jacopo Castaldelli, di Arona, e Eleonora Inzi'tari, di Casale Corte Cerro, della cui esperienza leggeremo prossimamente.


E’ meglio svolgere una professione che ti accresce in autorità e considerazione o che ti fa ritrovare freschezza e gioia interiore?
La domanda, suscettibile di infinite considerazioni, si addice particolarmente a chi, come me, ha deciso di lasciarsi alle spalle un’attività la cui cultura di riferimento è sensibilmente diversa e di intraprendere un’esperienza lavorativa nella professione simbolo delle aree protette, quella di guardiaparco, ritenendo che il lavoro non debba limitarsi a garantire la libertà dal bisogno ma debba essere anche, per quanto possibile, una forma di realizzazione della personalità.

Sotto questo profilo la mia esperienza come guardiaparco è stata indimenticabile, a cominciare dall’accoglienza e dall’amicizia che mi hanno riservato i colleghi, persone che svolgono questo lavoro non per caso ma perchè lo hanno scelto, e lo interpretano con la passione di uno stile di vita. A loro, che certamente non potrò mai dimenticare, come pure a tutto il personale di quell’accogliente famiglia che è stata per me l’Ente Parchi del Lago Maggiore, va ora il mio più cordiale ed affettuoso ringraziamento per essermi stati sempre e comprensivamente vicini mentre io rincorrevo il mio sogno.

Sin dall’inizio, quello del guardiaparco mi è parso un lavoro ancora a misura d’uomo, che ti permette di essere te stesso e di pensare; mai “routinario”, che coniuga con flessibilità le varie esigenze di tutela, conservazione e fruizione nei lori differenti e molteplici aspetti: dal controllo del territorio svolto attraverso il servizio di vigilanza alla gestione del patrimonio vegetale, dai censimenti della fauna agli interventi di manutenzione e alle attività divulgative. Soprattutto, ho sempre avuto la percezione di svolgere un’attività caratterizzata da una forte valenza culturale comprensiva di comunicazione e di relazione con il pubblico e, pertanto, ben rappresentativa di quel ruolo di agenzie culturali che gli Enti Parco in generale, e quello del Lago Maggiore in particolare, sono andati autorevolmente assumendo.

Personalmente, poi, questo lavoro mi ha regalato anche emozioni magiche e irripetibili a contatto con la natura che segue i suoi ritmi, emozioni che sarebbero difficilmente ipotizzabili come semplice fruitore: ho ammirato albe algide ricamate dalla galaverna e tramonti dai colori incandescenti, ho visto l’arcobaleno stagliarsi maestosamente sul lago dopo il temporale e ho attraversato paesaggi suggestivi, sotto il sole, con la pioggia, nella neve, respirando l’aria profumata di essenze con lo stesso respiro dei caprioli, degli scoiattoli, degli aironi, immerso, laddove ancora possibile, nel più assoluto silenzio. E proprio l’intensa esperienza del silenzio mi sembra che si adatti non solo al “pomeriggio” della mia vita, che mi spinge a misurarmi con la mia interiorità più profonda e inesplorata, ma anche a divenire spunto per una riflessione, per quanto possibile, di carattere più generale: siamo infatti costantemente immersi in una congerie di rumori, di suoni, di parole (spesso banali e superficiali) la cui pervasività invade i nostri sensi a tal punto da farci quasi perdere il legame vitale con l’ambiente.

Mi permetto, allora, di rivolgere sommessamente un invito a lasciarsi alle spalle, almeno per qualche istante, il rumore frenetico che costituisce, ormai, la colonna sonora della nostra vita quotidiana e ad entrare in un bosco per contemplarne i colori, assaporarne i profumi ed ascoltarne il silenzio, cosi' eloquente, che ci parla di realtà semplici ma importanti come le piante e gli animali, l’acqua e l’aria; con l’augurio di provare, com’è successo a me, l’emozione di un ritrovato stupore capace di trasmettere all’animo un fremito dell’infinito che ci avvolge.

Piero Fontana

Come studente dell’Istituto Tecnico Agrario di Novara ho potuto svolgere uno stage formativo presso l’Ente Parchi del Lago Maggiore, della durata di quattro settimane, al parco dei Lagoni e nella riserva di Dormelletto. Con questa esperienza ho potuto realizzare un mio grande sogno: diventare guardiaparco. Infatti, proprio a fianco dei guardiaparco ho trascorso la maggior parte del mio tempo.

Mi considero fortunato, in quanto ho potuto prendere parte a progetti e attività che hanno arricchito il mio bagaglio culturale. Innanzitutto ho assistito alla cattura e all’inanellamento di uccelli di molte specie, esperienza fondamentale per imparare a riconoscerli con precisione. Ho anche partecipato al censimento e all’inanellamento dei pulcini di rondine nei nidi. Ho collaborato al progetto “scoiattolo rosso”, ovvero al censimento della popolazione e al monitoraggio dei suoi habitat.

Un’esperienza che mi ha fornito nozioni utili per il mio percorso scolastico è stato l’“inventario forestale”, condotto dal personale dell’Istituto Piante da Legno e Ambiente di Torino, per la redazione del nuovo piano di assestamento forestale del parco. Non meno interessante è stato lavorare al completamento, pur parziale, del pennario presso la sede: sono convinto che si tratti di uno strumento molto utile per un primo piacevole approccio al mondo dell’avifauna. Mi sono poi totalmente calato nei panni di guardiaparco durante le numerose ore di vigilanza all’interno del parco e nella riserva di Dormelletto, in motoscafo.

E’ stata la mia prima vera esperienza lavorativa, con orari e scadenze da rispettare, che reputo positiva ed entusiasmante, durante la quale mi sono anche divertito.

Voglio quindi ringraziare l’Ente Parchi, in particolare il direttore, dott. Grisòli, per la sua disponibilità, e tutti i guardiaparco e dipendenti che ho potuto conoscere. Un ringraziamento particolare va al mio “tutor”, il guardiaparco Daniele Accantelli, che mi ha pazientemente sopportato durante queste quattro settimane.

Simone Bertolotti

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