Notiziario trimestrale dell'Ente Parchi del Lago Maggiore
Numero 41 (aprile - giugno 2005)
Senegal, un angolo di cielo (prima parte)
Dai nostri inviati per la Cooperazione Internazionale in materia
di educazione ambientale
Luogo magnifico il Sénégal, accogliente,
con tanti legami con l’Italia e con la proverbiale “teranga sénégalaise”,
l’ospitalità per cui è famosa questa gente. Africa però,
Africa con tutte le contraddizioni, che esistono ovunque, ma che qui sono a
volte portate all’eccesso.
La nostra missione, relativa al settore educazione
ambientale, si è svolta, dal 10 al 19 ottobre 2004, nell’ambito
della cooperazione decentrata tra la l’Ente Parchi
Lago Maggiore e la Direzione dei Parchi Nazionali del Sénégal
Perché l’educazione ambientale in Sénégal?
Difficile rispondere in maniera esaustiva, le ragioni sono veramente tante.
Nei giorni della nostra permanenza il Governo stava combattendo contro l’invasione
delle locuste e, come sappiamo, è uno dei paesi del Sahel: un ambiente
dall’equilibrio tanto precario che una sola stagione delle piogge di scarsa
entità può mandare in crisi. La desertificazione, amplificata
dagli errori dell’uomo, avanza inesorabilmente verso sud, con conseguenze
facilmente immaginabili.
Da anni poi si è convenuto sul fatto che educazione ambientale non è
solo protezione dell’ambiente naturale, ma si configura piuttosto come
educazione al cambiamento sostenibile. L’educazione ambientale non è
solo teoria: è agire consapevole e responsabile nell’ambito della
rete complessa di situazioni ed eventi in cui siamo inseriti. Si tratta dunque
di promuovere e favorire un insieme di processi che riguardano l’ambiente
nella sua “totalità”. L’educazione ambientale punta
a promuovere lo sviluppo delle qualità dinamiche di tutti i soggetti
coinvolti per realizzare cose concretamente verificabili. Il fine è quello
di favorire l’assunzione di atteggiamenti autonomi e consapevoli, in grado
di valorizzare le differenze: comportamenti che sono alla base di quella cittadinanza
attiva che probabilmente potrà dare un futuro migliore a questo Paese.
L’educazione ambientale è dunque un processo condiviso di co-evoluzione
che farà “crescere” tutti i soggetti coinvolti, sia qui in
Italia che laggiù, in armonia con l’ambiente circostante.
Chi abbiamo incontrato?
Nel sito dell’Ente Parchi: (www.parchilagomaggiore.it)
è possibile consultare il progetto che abbiamo denominato “Daara”
(“scuola” in lingua Wolof) e che offre i dettagli riferiti ai luoghi
che abbiamo visitato, alle relazioni che abbiamo instaurato ed alle iniziative
che intendiamo intraprendere.
Accompagnati dal capitano Madame Fatou Samb e da un autista della DPN (Direction
des Parcs Nationaux), abbiamo incontrato funzionari, direttori di parchi, ma
anche rappresentanti del Ministero dell’Educazione, direttori didattici,
maestri elementari, professori, rappresentanti dei comitati dei genitori e degli
allievi: da qui è scaturito il progetto Daara. Poi l’incontro ha
sfiorato l’anima forse più vera del Sénégal,
quella espressa dagli occhi dei bambini, occhi brillanti, vivi, curiosi. Grazie
all’incontro “sul campo” con gli insegnanti che operano quotidianamente
con i loro allievi in mezzo a mille difficoltà, abbiamo potuto farci
un’idea concreta dei problemi della scuola e della gente.
Cosa abbiamo visto?
Un mondo certo diverso dal nostro, ma l’educazione ambientale punta alla
valorizzazione delle differenze. Di fronte a bambini che fanno scuola sotto
un ricovero fatto da quattro pali sovrastati da alcune tende, senza banchi,
con pochi libri e quaderni e, soprattutto senza la sicurezza di avere acqua
potabile da bere, si rimane senza parole. Poi allo stupore si sostituisce l’ammirazione
per come questi bambini, guidati da maestri “eroici”, dimostrino
una capacità di attenzione ed una voglia di imparare che i “nostri”
sembrano aver perso (parola di insegnanti!).
Abbiamo constatato che l’assistenzialismo fine a se stesso non porta a
frutti duraturi, che è difficile sviluppare vere sinergie tra le diverse
forme di cooperazione internazionale, ma anche
che il Paese è dotato di risorse umane fondamentali per costruire il
proprio futuro: abbiamo incontrato persone in grado di progettare e di agire
anche in situazioni di grande difficoltà e precarietà. Come avremo
modo di vedere nel prossimo numero, dove esamineremo gli obiettivi e i risultati
della nostra cooperazione e, soprattutto, le prospettive per il futuro, molti
insegnanti senegalesi sono consapevoli dell’importanza dell’educazione
ambientale. (continua)