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MARTIN PESCATORE

Notiziario trimestrale dell'Ente Parchi del Lago Maggiore
Numero 42 (luglio - settembre 2005)


In questo numero troverete:

E se mi sbaglio di Massimo Grisoli
Aspettando "Festalparco" di Daniela Grisoni e Paola Strola
Il "Martino" in biblioteca
Pipistrelli e gestione forestale di Elena Patriarca e Paolo Debernardi
Senegal, un angolo di cielo
di Lorella Maurizi, Tiziano Pera, Claudio Vicari
Fantasia 2005 di Chiara Todero
Un "fiore" antizanzara
di Margherita Grisoli
Iniziative ed attività




E se mi sbaglio...

Questo numero “estivo” del Martin Pescatore viene preparato poco dopo la morte di papa Giovanni Paolo II, l’avvenimento forse più coinvolgente tra quelli che recentemente hanno assunto importanza internazionale.
Nel nostro piccolo, e “a modo nostro”, anche da queste colonne vogliamo rendere omaggio a papa Giovanni Paolo II, perché riteniamo che il suo carisma si sia espresso in modo chiaro ed originale nei confronti di tutti coloro cui sta a cuore l’applicazione dell’ecologia alla vita.
Tale preoccupazione fu considerata dallo stesso papa uno dei “segnali positivi” in un “panorama prevalentemente negativo della reale situazione dello sviluppo nel mondo contemporaneo” (“Sollicitudo rei socialis” - 1987). E la positività da lui rilevata stava nella “maggiore consapevolezza dei limiti delle risorse disponibili e della necessità di rispettare l’integrità e i ritmi della natura e di tenerne conto nella programmazione dello sviluppo, invece di sacrificarlo a certe concezioni demagogiche dello stesso”.
Parole forti, se ad esse si dl il dovuto peso sotto il profilo letterale (e si sa quanto gli aspetti letterali siano di primaria importanza nella produzione del magistero ecclesiale).
Consapevoli del fatto che sarebbe riduttivo e presuntuoso trattare compiutamente l’argomento attraverso queste pagine, invitiamo tutti a leggere, o rileggere, l’enciclica intitolata “Sollicitudo rei socialis” (si chiama così perchè inizia con le parole “La sollecitudine sociale della Chiesa...”) ed in particolare il paragrafo 34, di cui riportiamo testualmente due brevi passaggi.
“Il carattere morale dello sviluppo non può prescindere neppure dal rispetto per gli esseri che formano la natura visibile e che i Greci, alludendo appunto all’ordine che la contraddistingue, chiamavano il "cosmo". Anche tali realtà esigono rispetto, in virtù di una triplice considerazione, su cui giova attentamente riflettere”.
"...nei confronti della natura visibile, siamo sottomessi a leggi non solo biologiche, ma anche morali, che non si possono impunemente trasgredire”.
Non mancheranno sorprese nell’esaminare attentamente quella “triplice considerazione”.
Noi vi abbiamo colto i segni di una grande umanità, autenticamente ecumenica ed interculturale.
Una base solida per chi fosse capace di dialogo, in un tempo in cui si avverte sempre più urgente la necessità di nuove sintesi tra diverse espressioni dello spirito umano.
Peccato che quelle parole del papa non siano state ancora prese sul serio.
(M.G.)

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