Notiziario trimestrale dell'Ente Parchi del Lago Maggiore
Numero 42 (luglio - settembre 2005)
Senegal, un angolo di cielo
Seconda parte.
Conclusioni del resoconto dei nostri inviati per la cooperazione in materia
di educazione ambientale
La prima parte del nostro resoconto si chiudeva ricordando come molti insegnanti
senegalesi siano consci dell’importanza dell’educazione ambientale
e condividano con noi codici, linguaggi e comportamenti. Nel decennio 1990-2000
infatti, con la cooperazione dell’Unione Europea, i Paesi del Sahel sono
stati interessati dal progetto PFIE (Programme Formation Information Pour l’Envinonnement).
Questo progetto ha ottenuto risultati lusinghieri nel campo dell’educazione
ambientale, ma, per stessa ammissione dei valutatori, ha interessato solo la
scuola elementare e per giunta una piccola parte, non inserendosi in maniera
organica nei processi di formazione degli insegnanti. Inoltre, il progetto è
terminato nel 2000 e sebbene si sia cercato di prolungarlo con il PAGE (Programme
pour la Generalisation et la Perennisation de l’Education Environnementale),
le difficoltl per rendere davvero diffusa capillarmente e duratura l’educazione
ambientale in tutti gli ordini di scuola sono tantissime.
Quali sono i risultati concreti della missione?
Nessun risultato sembra concreto se non porta immediatamente alla risoluzione
dei problemi vitali che abbiamo citato. Ma solo un pensiero bambino può
avere fiducia in una bacchetta magica o, alternativamente, pensare che nulla
sia possibile.
Partendo da aspetti che possono sembrare secondari rispetto alla necessità
di acqua potabile, possiamo dire che è stato redatto un protocollo d’intesa
che impegna i partner italiani, il Ministero dell’educazione e la Direzione
dei Parchi Nazionali a sostenere la collaborazione con le scuole, dando a queste
ed agli studenti un importante ruolo attivo.
E’ stato avviavo il progetto “Daara” (“scuola”
in lingua Wolof), un progetto di cooperazione tra scuole verbanesi e senegalesi
che per il momento si è concretizzato a livello di corrispondenza tra
i bambini di laggiù e quelli di Verbania, partendo dall’idea che
bisogna conoscersi per aiutarsi.
Sono stati acquisiti una serie di preventivi relativi ad opere di prima necessità,
come la realizzazione di condutture per garantire riserve continue d’acqua
o per l’acquisto di un fotocopiatore, fondamentale per permettere l’adeguato
funzionamento di una scuola nell’area del Sine Saloum.
Sono stati acquistati kit per analisi delle acque, accompagnati da materiali
tradotti in francese, che serviranno da “laboratorio portatile”
per il liceo di Karang, permettendo anche esperienze di “peer education”
con i bambini degli ordini scolastici inferiori.
E’ partita anche una raccolta di fondi volontaria che dovrl permettere
di dotare di un minimo di cancelleria i bambini delle scuole visitate. Sono
in corso anche contatti con il Comune di Verbania e la Provincia del VCO per
ottenere finanziamenti. Sarl anche necessario che la Regione Piemonte rinnovi
il suo impegno in questo senso.
Quali prospettive?
Il problema principale è rendere “sostenibili”, durevoli,
i processi educativi eventualmente avviati. Ecco perché confidiamo che
l’asse di cooperazione che riguarda l’eco-turismo possa offrire
un contributo economico fondamentale per le scuole dei villaggi dei parchi.
Crediamo anche che le comunità di senegalesi in Italia debbano avere
un ruolo attivo nello sviluppo e nella gestione dei progetti. Piccoli grandi
esempi di quello che si può fare insieme ci sono già.
L’educazione ambientale non è merce di scambio, non si compra e
non si vende: si condivide. Nessun vero processo di educazione può realizzarsi
senza che tutti i soggetti coinvolti “cambino”, qualunque sia il
loro ruolo. Quando riusciremo davvero ad assumere dentro di noi il significato
di quest’ultima impegnativa frase, avremo davvero fatto un grosso passo
in avanti.
Lorella Maurizi, Tiziano Pera, Claudio Vicari