![]() ![]() ![]() MARTIN PESCATORENotiziario trimestrale dell'Ente Parchi del Lago Maggiore In questo numero troverete:
Ma il direttore è "responsabile"?Nuove scorrettezze giornalistiche nei confronti dell’Ente ParchiSu La Stampa dell’11 giugno e sul Sancarlone di luglio è comparsa la notizia della contestazione di infrazione amministrativa a una signora che, partecipando a una corsa podistica nel Parco naturale dei Lagoni di Mercurago, non aveva il cane al guinzaglio. L’articolista, narrando fatti cui avrebbe solo parzialmente assistito di persona, ridicolizzava l’intervento del guardiaparco, dipingendolo come ottuso applicatore di norme insensate. Prescindendo dal singolo episodio, per il quale la gentile signora si è rivolta al responsabile della vigilanza dell’ente, ottenendone i necessari chiarimenti, sembrano opportune le seguenti osservazioni. Dovrebbe rientrare nella deontologia di un giornalista rendere conto di fatti e opinioni dopo essersi ben informato e aver sentito almeno tutti i soggetti coinvolti. Non è invece una novità che alcuni scrivano, anche con sarcasmo, sull’operato del personale dell’Ente Parchi, dimostrando per lo più scarsa conoscenza, superficialità e leggerezza nell’affrontare i temi trattati: tre gravi difetti cui si potrebbe ovviare documentandosi presso l’ente stesso. Questa scorrettezza risulta ancor più grave se chi scrive è anche direttore responsabile della rivista cui è allegato il notiziario dell’Ente Parchi. E per tornare al caso specifico, è quantomeno curioso e imbarazzante che proprio nel “Martin Pescatore” allegato al numero del Sancarlone precedente quello del sarcastico articolo un ampio e rigoroso servizio spiegasse i motivi del guinzaglio nei parchi, anche per cani piccoli e in occasioni ludico-sportive, addirittura precisando, in un apposito “box”, come il personale di vigilanza sia avvezzo a valutare e ponderare i singoli casi, nel rispetto delle norme. Chi scrive su riviste ben diffuse e autorevoli, come il Sancarlone e La Stampa, dovrebbe essere consapevole del danno che arreca e delle offese che porta mettendo in dubbio la professionalità di persone che non conosce e “cavalcando”, con deprecabile disinvoltura, gli inevitabili attriti che periodicamente interessano chi gestisce un’area protetta e i fruitori della stessa. Potrà sembrare una pretesa eccessiva quella di leggere servizi che forniscano corrette informazioni sui temi che stanno a cuore a noi e alla nostra “utenza” (non solo cani, ma anche funghi, castagne, navigazione, tagli dei boschi, ecc.), ma la richiesta di essere almeno interpellati prima di scrivere cose che ci riguardano, ci sembra più che legittima.
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