Notiziario trimestrale dell'Ente Parchi del Lago Maggiore
Numero 43 (ottobre - dicembre 2005)
La leggenda del Tarabusino
Tommaso Piacentini, nato il 14/11/96, frequenta la 4^ B delle scuole elementari
dei Cappuccini a Imolaed è presente al Centro Studi sulle Migrazioni
di Fondotoce fin dalla sua inaugurazione nel 2001. Lui ed anche suo fratello
più piccolo Marco accompagnano, anzi affiancano, il padre Dario durante
i turni di inanellamento nella nostra riserva, collaborando a tutte le attività
scientifiche che vi si svolgono. Ormai Tommaso è di casa all’“Isolino”
dove dimostra la sua non comune preparazione ornitologica e mantiene i “rapporti
sociali” con tutti i turisti della sua età, tedeschi ed olandesi,
che vengono in visita al Centro Studi. Come si può capire dal suo racconto,
Tommaso ha una certa predilezione per il Tarabusino, di cui sa tutto, e noi
speriamo che possa diventare il più giovane inanellatore italiano.
Un giorno, quando gli umani non esistevano ancora, il Lago Maggiore era un
luogo pieno di uccelli, regno del Re Rosario Tarabusino, gentilissimo, della
Regina Rosaria, molto buona, e della loro bellissima figlia, la Principessa
Odet.
Una sera, alcuni Falchi di Palude rapirono la Principessa e la portarono al
loro castello, che si trovava in fondo alla Palude Tenebrosa, situata in mezzo
al lago.
Il Re e la Regina, disperati, chiesero se qualcuno volesse andare a salvarla.
Così, si presentò loro il giovane Tarabusino Giacomo, che si offrì
volontario per liberare la principessa.
Il Re e la Regina gli diedero una spada e uno scudo e lui, ringraziatili, partì.
Avviatosi verso il castello dei Falchi, giunto alla Palude Tenebrosa, vide uno
strano essere che dormiva.
Gli si avvicinò di più e riconobbe così il Gufo, guardiano
della palude! Era un animale pericolosissimo, più degli stessi falchi!
Si mise allora a volare per allontanarsi in fretta: se avesse svegliato il gufo,
sarebbero stati guai seri!
Attraversata tutta la palude arrivò finalmente al castello dei Falchi.
Entrò e li vide che stavano cenando, così, di nascosto, andò
verso la prigione per liberare la Principessa.
Mentre passava furtivo, però, un Falco lo vide e allarmò gli altri.
Fu subito un terribile scontro fra i falchi e il coraggioso Tarabusino, che
si difese con lo scudo e la spada con tanto impeto che alla fine stordì
tutti i Falchi, mandandoli al tappeto.
Il giovane Giacomo liberò allora la Principessa e la riportò al
castello, dal Re e dalla Regina.
I due genitori Tarabusini, per ricompensa, diedero al Tarabusino Giacomo la
figlia Odet in sposa.
I due giovani regnarono a lungo e il loro regno fu tranquillo e felice. Ancora
oggi, nei piccoli canneti rimasti sul Lago Maggiore, vivono i loro discendenti.