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MARTIN PESCATORE

Notiziario trimestrale dell'Ente Parchi del Lago Maggiore
Numero 43 (ottobre - dicembre 2005)

Noi non c'entriamo (purtroppo)

Divertita indagine sull’istituzione “dal basso” di una nuova area protetta nell’aronese

Che sorpresa! Sembra sia stata istituita una nuova riserva naturale.
Cartelli come quello in fotografia sono misteriosamente comparsi questa primavera ad Arona, lungo Corso Europa, in un’area dove in riva al lago è presente un piccolo canneto. Ci dicono che inizialmente erano tre, poi uno è stato rimosso. Alcune segnalazioni a riguardo sono giunte alla sede dell’Ente Parchi Lago Maggiore, dato che i cartelli riproducono fedelmente la segnaletica che si trova ai confini della riserva naturale dei Canneti di Dormelletto.
Quelli contraffatti sono cartelli in plastica, il testo è costituito da lettere adesive, il disegno fatto con un pennarello indelebile. Ma questi dettagli, rilevati durante un’uscita per conoscere meglio la situazione, si possono notare solamente da vicino.
Per quanto riguarda la legge regionale citata, è la legge di istituzione della riserva dei Canneti di Dormelletto, ma certamente la maggior parte delle persone non lo sa. Sarà lo scherzo di qualche buontempone? Una provocazione? Una richiesta? Che cosa ne pensa la gente più o meno interessata alla vicenda?
Patrizia Marini, assessore comunale all’urbanistica, si dice divertita davanti all’intraprendenza di qualcuno che ha voluto segnalare questa possibilità. Avendo sentito parlare anni fa dell’ipotesi di proteggere quel piccolo angolo di canneto che, non protetto, potrebbe ridursi, ritiene una bella provocazione l’idea che qualche buontempone abbia deciso di mettere quei cartelli.
“Mi piacerebbe conoscerne l’autore. Spesso il mondo va alla rovescia: di solito si tende a levare cartelli di questo genere.” Circa il possibile obiettivo dell’originale iniziativa, all’assessore Marini piace pensare che attraverso questi cartelli qualcuno abbia voluto esprimere un desiderio.
“Mi ricordo che all’inizio degli anni novanta, una classe elementare aveva fatto una proposta in questo senso, affinchè attraverso la cooperazione tra pubblico e scuola si trovasse il modo di proteggere quell’area.
Al tempo non se ne fece nulla. Fu inviata una lettera all’amministrazione comunale, ma la proposta non era stata poi presa in considerazione. Magari uno di quei bambini se ne è ricordato...”
Alessandro Alganon, assessore comunale all’Ambiente la ritiene una provocazione simpatica, uno scherzo ben congegnato “vista la precisione con cui sono stati riprodotti i cartelli”.
Uno scherzo apparentemente mirato a ottenere un risultato. “Certo potrebbe essere interpretato in due modi: da una parte, come polemica sulla scarsa attenzione ambientale per quell’area, dall’altra come proposta: se opportunamente “ri-naturalizzata” la zona potrebbe avere un valore maggiore rispetto a quello che ha oggi”.
Per inciso, va sicuramente confermato che lo scherzo è ben riuscito, dato che altri cartelli, riportanti il divieto di balneazione ordinato dal Comune quest’estate, a seguito della vicenda “cianobatteri”, sono stati posizionati accanto a quelli contraffatti, avendo cura di lasciarli intatti.
Nello Tavormina, dell’associazione Arona Nostra:“Ci siamo stupiti della comparsa dei cartelli, dato che nè dal Parco nè dal Comune erano arrivate segnalazioni a riguardo. Potrebbe essere uno scherzo, ma anche qualcosa che avrebbe dovuto far riflettere e che non ha avuto seguito.
Immagino che siano stati ignorati dalla maggior parte della gente che passa per il corso Europa, oppure chi li ha notati probabilmente non ci ha fatto caso, ritenendoli una cosa normale”.
Arona Nostra ricorda di aver proposto al Comune, tempo fa, di promuovere un’iniziativa di coinvolgimento delle scuole nella tutela di quell’area.
“Ora, bisogna vedere quali progetti ci sono per la zona. Certo si sta ri-naturalizzando autonomamente il canneto potrebbe espandersi, se non vengono messi in atto interventi che lo contrastino”.
E la gente che passeggia lungo corso Europa? Provo a far notare i cartelli a chi passa, chiedo se li abbiano mai visti e mi avvicino a chi si ferma a leggerli. Alcune persone non li notano o restano indifferenti, ma altrettante si fermano e a loro volta mi chiedono informazioni.

Una coppia a passeggio.
A Mah, il fatto che qui si istituisca una riserva potrebbe essere positivo...
B Stavo giusto facendo notare che passando di qui una settimana fa avevo visto una garzetta... non succede spesso...
A E se poi mandassero qualcuno a dare un po’ di multe a chi imbratta e lascia la spazzatura sul bordo del lago, non guasterebbe affatto.

Un’altra coppia si ferma di fronte al segnale, lo legge con attenzione e commenta.
A Noi veniamo da fuori, non siamo di qui, stavamo dicendo che le sponde del lago sono piuttosto trascurate... più avanti si trova parecchia spazzatura.
B Poi abbiamo visto i cartelli...
A Abbiamo visitato diversi parchi e davvero questa zona ci sembra trascurata, per essere un’area protetta.
B Ma alla fine questo parco c’è o non c’è? Non c’è...
A Ah, ma allora è una bufala! Chi ha messo i cartelli?

Due signori.
A So, li ho già visti, ma non ci ho fatto caso. Il fatto che qui ci sia o no una riserva non cambia molto per me, ho sempre pensato che fosse normale che quei cartelli restassero lì. Al massimo, sarà vietato l’accesso all’area delimitata.

E dopo aver spiegato loro l’accaduto.
A Ah, ma sono riproduzioni! Non sembrava...
B Ma... scusi... non si sa chi èstato? In Comune non sanno nulla? La legge citata, allora, a cosa si riferisce? A
ll’istituzione della riserva dei Canneti di Dormelletto, qui vicino...
B Se arrivasse una segnalazione di queste indicazioni in Comune, dovrebbero venire a toglierle. Nel momento in cui una persona volesse dei chiarimenti a proposito di quella citazione, il Comune dovrebbe darglieli e se si tratta di un falso i cartelli andrebbero rimossi...

Faccio notare il segnale a due signore a passeggio con il cane, che corre poco avanti.

Non siamo di qui, durante la passeggiata non li avevamo notati. Se qui ci fosse una riserva, cosa comporterebbe per noi? Non sono cartelli con divieti o regole scritte.
Beh, il fatto che sia un’area protetta comporta il rispetto di alcune norme come... (istintivamente, guardo il cane giocare mentre parliamo)
Tenere il cane al guinzaglio?
Anche.
Certo che se l’area protetta ci fosse davvero, potrebbero fare qualcosa per tutta quella spazzatura che si trova lungo le rive...

Infine, sulla via del ritorno incrocio un’amica.
Le spiego lo scopo della mia intervista.
Sì, ho visto quei cartelli più di una volta, sono lo da un po’ di tempo. Ne ho parlato con una mia compagna di scuola: si diceva che probabilmente il territorio del Parco dei Lagoni arriva fino a qui.
No, i confini dei Lagoni non arrivano fino a qui.
Anche a me sembrava strano, però dopo averne parlato una volta, abbiamo lasciato perdere.

Margherita Grisoli

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