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MARTIN PESCATORE

Notiziario trimestrale dell'Ente Parchi del Lago Maggiore
Numero 45 (aprile - giugno 2006)


In questo numero troverete:


Roba da non credere di Marco Bandini
Quanto mi costa una tonnellata di anidride carbonica? di Francesca D'Amato
Il lavatoio di Mercurago di Margherita Grisoli
Per fare un uomo ci vuole un albero di Giancarlo Rossi
A caccia con l'elmetto
Iniziative ed attività

 






Roba da non credere

Considerazioni sulla nuova "crociata" anti-cormorano

Che  siano  tempi  duri  per  i  volatili  è  abbastanza evidente: l’influenza aviaria sta sconvolgendo il pianeta, anche se non se ne capisce bene il perché, visto che i dati disponibili non giustificherebbero tutto l’allarme e l’emotività che ci circondano, se non fosse  per  un  modo  becero  di  dare  le  notizie, che mira  più  al  sensazionalismo  che  non  alla  corretta informazione.
A  parte  le  vicissitudini  di  cigni  ed  anatre, è  forse  il caso di soffermarsi su un’altra specie, sempre legata all’ambiente  acquatico:  il  cormorano.

Animale che  ha  ormai  il  merito  di  essersi  conquistato  un posto  nella  hit-parade  dei “mostri”, al  pari  di  lupo, vipera, orca, squalo…. basilisco, drago a due teste e quant’altro che, vero o immaginario, possa interferire con gli interessi della specie dominante, una volta definita homosapiens, ma a cui recenti ricerche attribuirebbero altre classificazioni, non ripetibili dato che siamo in fascia protetta.

A metà del mese di gennaio di quest’anno, la Provincia  del Verbano-Cusio-Ossola  ha  dato  il  via  ad un piano di controllo numerico del cormorano; tutto ciò in perfetta sintonia con l’attuale regolamentazione della “par condicio”, dato che la passata ammi- nistrazione provinciale, di diverso “colore”, aveva già espresso la medesima intenzione.
Due dati per chi non è esperto in materia: il cormorano è specie distribuita in tutta Europa, si nutre di pesce, nella zona del Verbano è presente da ottobre a marzo.
I dati dei censimenti danno la popolazione svernante nella provincia in un numero medio pari a 250 (numero massimo 359), corrispondente ad una densità (numero in relazione alla superficie di laghi e fiumi) irrisoria: meno di un decimo rispetto al Po o alla vicina Svizzera.

Comunque, per  venire  incontro  alle “legittime” esigenze di gestori di laghetti di pesca e pescatori, il competente  assessore  alla  caccia, con  l’ineffabile beneplacito dell’Istituto Nazionale della Fauna Selvatica, ha deciso l’abbattimento del 10% della popolazione, stranamente ed erroneamente calcolato sul numero massimo e quindi pari a 35 esemplari.
A parte ogni considerazione etica o ecologica, volendo   fare   un   rapido   conto   dei   costi   di   tale provvedimento, si  evince  che  per  le  operazioni  di censimento, amministrative e di abbattimento (tutto ridotto ai minimi termini e senza conteggiare il tempo dell’assessore) si dovrebbe spendere la cifra di circa   14.000,00 euro (pari a più di 27 milioni delle vecchie lire).
I 35 cormorani abbattuti avrebbero forse mangiato 1.170 kg di pesce: con la somma spesa, la Provincia avrebbe potuto immettere 2.272 kg di trote, oppure dare  un  buono  a  tutti  i  pescatori  per  l’acquisto  di un  quantitativo  di  pesce  maggiore  in  pescherie convenzionate.
Ma non viviamo in un mondo in cui è il mercato a dettare le leggi?

Marco Bandini


 

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