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MARTIN PESCATORE

Notiziario trimestrale dell'Ente Parchi del Lago Maggiore
Numero 46 (luglio - settembre 2006)


In questo numero troverete:

Fiocco verde per il "Bosco Solivo" di Massimo Grisoli
A volte si viene, altre si va di Marco Bandini
Il Triangolo della morte di Erica Zuffi
Impressionante e struggente di Danilo Vassura
S.U.V. e pomodori casalinghi di Massimo Grisoli
Notizie ed attività (iniziative del Parco)





Fiocco verde per il "Bosco Solivo"

Il 24 maggio ci è nata una nuova riserva naturale

Chissà se le regole della comunicazione efficace vorrebbero che si partisse da suggestioni poetiche (il bosco “del sole”, fat­to riserva in prossimità dell’estate, stagione del raccolto e poi… la legge approvata proprio nella Giornata Europea dei Par­chi) per prorompere in un inno di gioia? O se invece non sarebbe meglio mettere in luce fin da subito e freddamente i pro e i contro dell’ac-quisizione di una nuova area protetta, quindi di un impegno in più, a parità di risorse umane e senza grandi opportunità finan­ziarie? Nel dubbio, forse non è male rispolverare la breve
storia della neonata area protetta e riprendere l’articolo del Martin Pescatore n. 26 (aprile 2001) intitolato “Cronaca nera” ricordando ai lettori come la nascita della riserva del "Bosco Solivo" risulti "tardiva", avendo avuto successo, qualche anno fa, una bieca azione di boicottaggio della stessa.
Così è più facile rendere onore ai veri meriti e comprendere anche come la soddisfazione dell'evento possa contemplare anche un po' di gusto di rivincita.


Ma, per non indulgere pericolosamente allo spirito di rivalsa, è opportuno affrontare fin da subito con coerenza la sfida.
Come tale si presenta ai nostri occhi la gestione della nuova area protetta, considerando almeno due questioni importanti: l’incertezza che contraddistingue gli attuali assetti amministrativi degli enti parco (e della quale si è riferito nei numeri precedenti del notiziario) e il fatto che l’Organico dell’Ente Parchi Lago Maggiore è stato per legge e paradossalmente diminuito, piuttosto che aumentato, seppur di poco, come vorrebbe la logica e come aveva richiesto l’amministrazione dell’ente in sede di osservazioni al disegno di legge istitutiva della riserva.
Che fare, dunque, fin da subito e compatibilmente con gli impietosi vincoli posti dalla legge “finanziaria”in vigore?
Sicuramente, come già richiesto dalle amministrazioni locali, occorre rendere visibile la presenza dell' Ente Parchi attraverso gli essenziali interventi di tabellazione e segnalazione dei confini.
Ma si potrà provare anche a diffondere, fin da subito e a partire dalle nuove generazioni, la conoscenza delle caratteristiche della riserva, perchè se ne affermi l'identità e possa essere difesa e promossa da coloro che hanno a cuore la salute del nostro territorio.
Questo ci ripromettiamo di fare noi che, lavorando da molti anni per l’Ente Parchi, osiamo sperare che l’inevitabile maggior fatica sia compensata dal gusto di contemplare una nuova fetta di terra sottratta ai“predatori”. Ancora una volta piccola, certo non eccezionale sotto il profilo naturalistico, ma preziosa perché non del tutto compromessa dall’antropizzazione.

In questa prospettiva siamo contenti di avere alleati, sulla linea di partenza, l’amministrazione comunale di Borgoticino ed in particolare il suo Sindaco, tenace e fiero promotore della riserva insieme con il Presidente dell’Ente Parchi, nonché – con buona pace dei pervicaci oppositori delle aree protette – una bella fetta dei cittadini, che hanno sostenuto, anche tramite un referen-dum, la scelta dei propri amministratori. Tra gli oppositori, un signor consigliere regionale, ricalcando un canovaccio trito e ritrito, si è procurato di annoverare pubblicamente “tutte le associazioni agricole” (v. “Informazioni dal Consiglio Regionale del Piemonte”n. 17 del 19 maggio scorso).

Qui all’Ente Parchi non siamo a conoscenza di tali, non meglio definite opposizioni e tuttavia, non intendendo certo ignorare i valori e le opportunità di cui è portatore il mondo agricolo, ci procureremo di verificare quanto prima gli eventuali reali problemi, tenuto conto che la situazione dell’uso dei suoli descritta dall’amministratore regionale nel suo intervento non appare esattamente rispondente alla realtà. Tutto ciò, senza ignorare che vi sono almeno due obiettivi strategici che comportano in qualche modo un impegno immediato: l’acquisizione del Piano d’Area e l’avvio della riqualificazione boschiva.

Il primo deriva dalla stessa legge istitutiva, che pone in carico all’Ente Parchi l’adozione dello strumento entro un anno e sarebbe buona cosa dimostrare di saper rispettare tale termine, visto che una delle critiche più importanti da sempre mosse alla Regione stessa riguarda proprio i tempi“biblici”di approvazione dei piani di gestione. Il secondo è chiaramente individuato come “asse portante” della riqualificazione e valorizzazione dell’area nello studio di fattibilità, che l’Ente Parchi aveva predisposto in funzione della proposta di legge istitutiva e che il Consiglio Comunale di Borgoticino aveva approvato con apposita deliberazione (n. 5 del 7 febbraio 2002).
Occorrerà quindi garantire azioni ed investimenti puntuali per il raggiungimento di tali obiettivi, nonostante mamma Regione sia riuscita a produrre un inedito per facilitarci il compito: il Consiglio Direttivo dell’Ente Parchi, da poco faticosamente insediatosi, dovrebbe cambiare completamente, a seguito dell’entrata in vigore della legge istitutiva della riserva, per poi essere sostituito una terza volta nel giro di pochi mesi, qualora venisse approvato il nuovo Testo Unico sulle aree protette e la biodiversità.
Evviva noi!

 

Massimo Grisoli


 

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