![]() ![]() ![]() MARTIN PESCATORENotiziario trimestrale dell'Ente Parchi del Lago Maggiore
Impressionante e struggenteCronaca del primo viaggio di turismo eco-solidale in SenegalNel mese di febbraio di quest'anno ho avuto il piacere e il dovere di sperimentare la proposta di viaggio eco-turistico solidale nei parchi naturali del Senegal, realizzata dalle Ong (organizzazioni non governative) Cisv e Cps, per conto del nostro ente, nell' ambito della cooperazione internazionale di cui si è a più riprese, parlato in questo notiziario.
Il tempo è passato a volte volando, a volte rallentando fino a quasi fermarsi, tra passeggiate a piedi in immense distese rosse argillose o gialle sabbiose, desertiche o coperte di acacie e tamerici, escursioni in piroga tra le mangrovie, gite in carretti (senza sponde!) trainati da cavalli, e una volta anche in bicicletta, sbirciando ogni tanto facoceri vicini e scimmie lontane, varani sospettosi e coccodrilli inquietanti, con tutto intorno e sopra la testa migliaia di uccelli, soprattutto acquatici (pellicani, cormorani, anatidi, limicoli, aironi, martin pescatori, ecc.). E poi, sempre, in contatto genuino con gli abitanti, visitando i villaggi, le scuole, accudit idalle donne che ci preparavano i pasti e l’immancabile tè, circondati da bambini allegri e curiosi, incontrando le autorità locali, gli anziani, i responsabili dei parchi (militari). Tutti con un’innata dignità nel portamento e nello sguardo, nonostante l’evidente difficoltà di vivere in un paese povero, sebbene tra i meno poveri d’Africa, dove l’acqua dolce e pulita e l’energia elettrica sono per la maggior parte della gente beni di difficile accesso. Infine, le discussioni con tutti loro attorno al piatto comune di riso, carne, pesce e verdure; le inevitabili riflessioni sullo squilibrio e le ingiustizie di questo mondo, ognuno per sé, all’inizio della notte, quando il generatore è stato spento, e si sta lì, sotto un cielo di stelle infinite, come da noi non si possono più vedere, ascoltando in lontananza il rombo spaventoso dell’oceano che batte la spiaggia e intorno richiami di piccoli animali sconosciuti. “Impressionante” è l’aggettivo che più sintetizza l’ambiente naturale, “struggente” è il ricordo delle persone incontrate. Certo, non sono mancati i problemi. Alcuni di tipo organizzativo, dovuti soprattutto al fatto che il programma era stato approntato già nel 2004 (ma il viaggio non era mai partito, per insufficienti adesioni), per cui molti dettagli sono sfuggiti alla verifica fatta poco prima di partire. Altri sono “fisiologici” rischi del turismo solidale: scarsità d’acqua e di energia elettrica, a volte carenti condizioni igieniche nelle strutture di accoglienza. E poi le inevitabili perplessità che sorgono quando ci si immerge in una cultura così diversa. Di tutto questo, punti di forza e debolezza, ho cercato di fare tesoro in una dettagliata relazione che spero aiuterà ad orientare gli sforzi di tutti gli attori coinvolti: in primis gli abitant dei villaggi con le loro cooperative e le autorità locali, ma anche i responsabili dei parchi, le due ong con la loro agenzia di viaggi (“Viaggi Solidali”) e, perché no, il nostro Ente Parchi e mamma Regione, nel caso si voglia riaprire un percorso di cooperazione decentrata con quella realtà: oggi partiremmo da un significativo capitale di conoscenze e rapporti che consentirebbe di preparare azioni più mirate ed efficaci. Intanto, fin da subito, dovrebbe essere possibile dedicarsi, senza eccessivo impegno finanziario, alla promozione del viaggio sul mercato, attraverso i canali specifici delle aree protette e delle associazioni ambientaliste, o anche con iniziative ad hoc. La qualità della proposta è tale che se si riuscisse semplicemente a “mostrarla” otterrebbe certo successo. Insomma, “l’ultimo frutto” del baobab è stato molto saporito, e parrebbe anche…ricco di semi: facciamoli cadere in terra buona! Per saperne di più: www.viaggisolidali.it Danilo Vassura
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