Notiziario trimestrale dell'Ente Parchi del Lago Maggiore
Numero 48 (gennaio - marzo 2007)
Viva la biodiversità
Educazione Ambientale a Fondotoce nell'ambito del progetto "Interreg" realizzato in collaborazione con il Parco del Ticino
Sono le otto del mattino ed il cielo è di un blu così intenso che sembra abbia preso la colorazione dalle profondità del lago: lappuntamento è in Piazza Adua e lo scuolabus giallo, carico di bimbi avvolti nei loro giacconi voluminosi, non tarda ad arrivare.
Come cavalli scalpitanti alla partenza in Piazza del Campo a Siena aspettano il fatidico momento della mossa dell'ultimo fantino, in questo caso l'accompagnatore naturalistico che, enunciate le regole fondamentali del buon senso da rispettare durante tutta la giornata, guida il gruppo verso la Riserva naturale speciale del Fondo Toce.
Presi quindi i viottoli che conducono al ponticello sul canale inizia l'avventura: inizia il percorso alla ricerca della biodiversità. In prima fila l'accompagnatore, seguono gli alunni muniti di macchine fotografiche e binocoli ed infine, in formazione sparsa, vi sono le maestre.
Appena varcato il limite della riserva, evidenziato dalle tabelle verdi in cui si può leggere la data 24 aprile 1990, giorno del compleanno dell'area protetta, ci si imbatte subito in un incontro inaspettato: centinaia di avannotti si sono radunati proprio sotto il ponte per cercare riparo e sfuggire alla vista dei predatori e il loro ammasso è così denso da creare una macchia nera che cambia di continuo forma: si allunga, si allarga, si espande ed infine si dissolve istantaneamente al passaggio improvviso di un pesce, magari un luccio.
Si prosegue il cammino lungo la pista bianca di terra battuta, per poter raggiungere il Centro Studi sulle Migrazioni dove gli inanellatori ci aspettano per mostrarci il loro bottino: fossimo dei pennuti potremmo sorvolare in volo il canneto, facendo attenzione a non finire nelle reti, a meno di non desiderare intensamente di avere un anello al dito, o meglio al tarso.
Stando dunque con i piedi per terra costeggiamo in parte il canneto, anche se la presenza lungo i suoi margini di salici e di pioppi ci impedisce di vedere a pieno la cannuccia di palude sventolare il proprio pennacchio come una bandiera, a ricordare che la possibilità di osservare ancora dei lembi di canneto lungo le sponde del Verbano è in effetti una conquista importante al giorno d'oggi.
Arrivati al Centro Studi piccoli sacchetti di stoffa si agitano sotto gli occhi increduli dei bimbi: è arrivato il momento tanto atteso per poter osservare da vicino quei variopinti bioindicatori alati, spie importanti dei cambiamenti dei nostri giorni, elementi fondamentali nel monitoraggio della biodiversità.
E lo stupore è ancora maggiore nel momento in cui cominciano le operazioni scientifiche e universalmente codificate dell'inanellamento: gli uccelli vengono così misurati, identificati a livello specifico e muniti di un piccolo anello nel quale sono riposte, celate sotto un semplice codice alfa numerico, tutta una serie di dati biometrici relativi all'individuo e di informazioni generali sul momento e sul luogo in cui sono stati inanellati. La speranza di tutti coloro che partecipano a questo tipo di operazione è che questi uccelli possano continuare a volare a lungo, attraversando corridoi ecologici che permettano loro di spostarsi in sicurezza al fine di poter ritrovare ogni anno siti idonei dal punto di vista alimentare, riproduttivo e dello svernamento.
Ora i giubbotti voluminosi si fanno ingombranti, il sole limpido di questa giornata autunnale rende particolarmente piacevole la sensazione di sedersi sulla luccicante sabbia della spiaggia adiacente alla foce del Toce, ma per noi ospiti della riserva è già arrivato il momento di ritornare sui nostri passi avendo solamente potuto apprezzare una parte infinitesimale della biodiversità.