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MARTIN PESCATORE

Notiziario trimestrale dell'Ente Parchi del Lago Maggiore
Numero 49 (aprile - giugno 2007)


I figli piccoli danno sempre da fare!

I figli piccoli si sa, danno tanta gioia, ma anche tante preoccupazioni.
Qui si parla di una neonata un po' speciale.

 

I suoi “genitori” l’hanno fortemente voluta, dopo una triste vicenda di “aborto” di qualche anno fa.
Viene considerata ancora una neonata, anche se il 24 maggio compirà un anno, e come ogni neonato gode delle cure più assidue e affettuose.
Ha già dato belle soddisfazioni, ma anche bei grattacapi.
Di chi stiamo parlando? Ma della Riserva naturale del Bosco Solivo, è chiaro!
Per stare nella metafora: la mamma è la Regione Piemonte, che l’ha partorita cedendo alle intraprendenti avances del Comune di Borgo Ticino (che è dunque il papà). L’Ente Parchi è solo la “tata”, cui mamma Regione ha affidato le cure della piccola. L’“aborto” di cui si diceva risale al 2001, quando la gestazione fu interrotta dal veto della Provincia di Novara, succube dei cacciatori.
Le belle soddisfazioni sono legate al clima di armonia e collaborazione che si vive “in famiglia” dove tutto il “parentado” si sta adoperando per garantire alla piccola una crescita sana e robusta. La Festalparco di settembre è stata una riuscitissima “festa di battesimo”.
E i grattacapi? Beh, usciamo dalla metafora e veniamo al dunque. Il fatto è che con queste belle premesse di sostegno della comunità locale si riteneva che la nuova area protetta non avrebbe dato grandi problemi in termini di sorveglianza, consentendo così di dedicare energie e tempo alla sua conduzione “tecnica”: studio, pianificazione, promozione,  cura del territorio, eccetera.
Invece si deve purtroppo registrare, da subito, un inatteso carico di lavoro per il personale di vigilanza, per reprimere illeciti anche di una certa gravità. E’ successo infatti che qualcuno, forse sentendosi pressato dalla presenza di controllo, o forse solo per cattiva abitudine, abbia pensato di mettere mano al bosco in fretta e secondo criteri che possiamo eufemisticamente definire non ortodossi, e almeno in un caso con manifesta malafede. Così agli occhi curiosi di quei ficcanaso dei guardiaparco si sono presentati alcuni tristi spettacoli: più di cinquanta grossi alberi, molti dei quali di specie caratteristiche, abbattuti all’insaputa dei proprietari, con ceppaie occultate e legname asportato in gran fretta; in un altro caso una quarantina di pini silvestri (la specie più caratteristica e significativa del Bosco Solivo) tagliati senza autorizzazione, sebbene con criteri un po’ più corretti. La conseguenza è stata giornate di lavoro per gli accertamenti, l’individuazione dei responsabili, la contestazione delle infrazioni. Il risultato è che gli ignari proprietari, rintracciati e informati, potranno probabilmente rivalersi per il maltolto; le porzioni di bosco tagliate saranno oggetto di particolare monitoraggio per il loro recupero; gli incauti trasgressori ci penseranno probabilmente due volte prima di ripetere simili exploit, visto il peso delle sanzioni. Ma la soddisfazione per aver fatto il proprio lavoro, a vantaggio della comunità locale e del territorio, si accompagna all’amarezza del constatare come l’ignoranza e l’avidità di pochi possano compromettere il lavoro di molti. E come ancora una volta si siano dovuti spendere tempo ed energie per reprimere e riparare i danni di azioni incoscienti, sottraendoli a più proficue attivitàł di cura e di investimento per il futuro. Così è per tante piccole magagne: l’abbandono di rifiuti, la deleteria pratica del motocross, i danni alla segnaletica. Parafrasando il detto “un albero che cade fa più rumore di una foresta che cresce”: la stupidità di uno è più vistosa del buon senso di cento!

Danilo Vassura

 

 

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