![]() ![]() ![]() MARTIN PESCATORENotiziario trimestrale dell'Ente Parchi del Lago Maggiore La festa del C.S.M.Nella prestigiosa cornice di Villa Giulia, a Pallanza, il 3 febbraio scorso si sono celebrati i primi cinque anni di attività del Centro Studi sulle Migrazioni di Fondotoce.
Il convegno organizzato dall’Ente Parchi a Villa Giulia, lo scorso febbraio è stato un prezioso momento di divulgazione sulle attività di inanellamento degli uccelli che migrano tra l’Africa e il Nord Europa. Fernando Spina, dell’Istituto Nazionale della Fauna Selvatica (INFS), ha esordito confermando ai presenti che i cambiamenti climatici non sono una favola da “ecoterroristi”, ma un fatto, documentato anche dagli studiosi presenti al convegno. Gli uccelli, più di altri animali, da sempre suscitano interesse e meraviglia. Per questo motivo sugli uccelli esistono serie di studi che vanno molto indietro nel tempo e che sono utilizzabili per trarne indicazioni di carattere ecologico, nonchè climatico. In particolare, gli uccelli migratori risentono dei cambiamenti di clima e di politiche in più di uno Stato: possono quindi trasportare un segnale da un luogo ad un altro ed innescare reazioni a catena anche a notevole distanza dal luogo della perturbazione iniziale. I codirossi, per fare un esempio, sono in declino in tutta Europa per via dello sfavorevole clima africano, mentre i cormorani sono in aumento in Italia, dove vengono a svernare, perchè nei luoghi di cova (in Nord Europa) le colonie vengono protette. Spina è quindi passato ad esporre la situazione dell’inanellamento scientifico in Italia. Nei vari centri italiani operano circa 400 inanellatori e 300 aspiranti, capaci di dedicare alla scienza 25.000 giornate di lavoro all’anno, molte delle quali offerte volontariamente, ma con accuratezza professionale. Grazie al loro lavoro l’INFS dispone di un database di oltre 4 milioni di dati di catture, georeferenziati, che saranno esposti nell’atlante nazionale delle migrazioni, di prossima pubblicazione. La mole di dati raccolta ha permesso, ad esempio, di incrociare i dati dei focolai di aviaria nell’Europa dell’Est con le rotte dei migratori che avrebbero sorvolato il nostro Paese per individuare le zone in Italia che avrebbero potuto essere esposte al contagio. Roberto Lardelli, ha presentato l’attività ornitologica delle Bolle di Magadino, area protetta svizzera e partner dell’Ente Parchi Lago Maggiore nel progetto Interreg. Lardelli ha parlato dei diversi schemi di migrazione: in autunno alcune specie costeggiano il lato nord delle Alpi, da est a ovest, mentre i migratori a lungo raggio si portano in quota e attraversano le montagne in direzione nord-sud. I migratori a corto raggio si posano nelle valli, durante le giornate di cattivo tempo. Di questo tema ha parlato anche Sergio Fasano, presentando un’esperienza legata alla gestione naturalistica della Palude di San Genuario (VC). La riserva era originariamente un allevamento ittico, poi abbandonato. Le vasche, non più rifornite di acqua, hanno iniziato a prosciugarsi e sono comparsi alberi ed arbusti secondo la naturale sequenza dell’interramento e chiusura dell’ambiente. Contemporaneamente sono diminuite le specie legate all’acqua e aumentate quelle tipiche dei boschi. Gli interventi di gestione, come la costruzione di canalette per consentire all’acqua di raggiungere naturalmente una parte delle vasche interrate e il taglio di alberi e arbusti, hanno favorito il ritorno delle specie d’acqua. Gli effetti dei cambiamenti climatici sulle dinamiche delle popolazioni naturali sono stati trattati anche da Alberto Boto della stazione ornitologica della Palude Brabbia. Durante gli inverni nevosi alcune specie venivano contenute naturalmente dai fattori climatici, tipicamente si osservava un calo numerico nelle popolazioni di specie che si nutrono a terra. In mancanza di neve, queste specie prosperano a danno di altre. A conclusione del convegno è intervenuto Marco Bandini, affettuosamente riconosciuto e acclamato come “il padre di tutte le passerelle”. Bandini, oltre a presentare i dati della pubblicazione realizzata nell’ambito del progetto “Interreg”, ha ricordato che gli stessi sono proporzionali alle forze dei volontari che si sono avvicendati al Centro Studi, volontari che sono stati calorosamente ringraziati per il lavoro svolto. Francesca D’Amato
ATLANTE DEGLI UCCELLI NIDIFICANTI DEL VERBANO CUSIO OSSOLAIl panorama di conoscenze ambientali, ed in particolare ornitologiche, del nostro territorio sembra improvvisamente animarsi e regalare a studiosi, amministratori, addetti ai lavori e “semplici” appassionati una serie di pubblicazioni dense di dati e dall’alto contenuto scientifico. MB
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