Notiziario trimestrale dell'Ente Parchi del Lago Maggiore
Numero 49 (aprile - giugno 2007)
Evviva le piste ciclabili
Croce e delizia di molti, cittadini e amministratori locali, i percorsi ciclabili della Riserva del Fondo Toce, e più in generale del VCO, hanno suscitato fin dalla loro comparsa apprezzamenti e critiche, lamentele e suggerimenti. Vittime della miopia di investimenti mirati a “realizzare” ma non a “gestire”, spesso viziati da scarsa lungimiranza anche in termini di impatto nel lungo periodo (leggi degrado del territorio per strutture sovradimensionate, come certe faraoniche “passerelle”, o mal realizzate, come i percorsi ricavati all’interno di boschi che hanno comportato pesanti interventi a danno di questi ultimi) le piste ciclabili sono forse tra i pochi “beni” considerati effettivamente “pubblici”, di cui tanti, legittimamente, sentono di doversi prendere cura, anche solo attraverso segnalazioni generali o puntuali di magagne e difetti. Ne è un esempio la lettera che pubblichiamo.
Spettabile Direzione dell’Ente Parchi,
sono un assiduo frequentatore della riserva naturale speciale di Fondotoce, e come me tanti altri cittadini di Verbania che utilizzano i sentieri del parco per praticare jogging o semplicemente per passeggiare all’aria aperta lontano dai miasmi del traffico.
E' un piacere camminare lungo il sentiero che costeggia la riva sinistra del Toce, ammirando l’elegante incedere dei cigni o le planate dei germani sulla calma superficie del fiume.
Purtroppo la passeggiata presenta, a mio avviso, oltre ad alcune lacune dovute allo scarso senso civico di poche persone (vedi cartacce e rifiuti di vario genere, escrementi di cane compresi), un inconveniente abbastanza rimarchevole: il suo esaurimento sotto l’arcata del ponte di Gravellona, senza alcuna segnalazione di proseguimento e collegamento con la omologa via sulla sponda opposta del fiume o verso Mergozzo.
Sarebbe oltremodo piacevole, sempre a mio avviso, poter compiere un percorso ad anello o quantomeno trovare delle indicazioni.
Lo scopo della presente è quello di sensibilizzare la Direzione del Parco a trovare una soluzione fattibile e poco onerosa per poter collegare le due sponde senza dover affrontare pericolosamente il traffico veicolare sulla SS 34.
Per il vero, dopo aver percorso numerose volte l’itinerario e rischiato per raggiungere la zona del centro commerciale “Due laghi”, credo di aver individuato una possibilità relativamente semplice che mi permetto di suggerire. Risaliti sulla strada e attraversato il ponte si prosegue sulla sinistra sulla corsia di emergenza fino al cartello “Polizia Stradale”. Qui esiste un varco nel guardrail: è proprio lì che posizionando una scala metallica si potrebbe superare la scarpata collegandosi alla pista in terra battuta che porta alla passerella sullo Strona.
Grato per l’ospitalitł porgo i miei più cordiali saluti.
Vittorio Arancio, Verbania
Per rispondere almeno parzialmente al nostro lettore abbiamo fatto una piccola indagine da cui emergono alcune notizie interessanti.
Innanzitutto va detto che esiste un “Piano per la mobilità ciclabile”, preparato dai tecnici della Provincia, che è attualmente in fase di approvazione: contiene il dettaglio dei percorsi e indicazioni sulle prospettive di ampliamenti e collegamenti. Naturalmente ogni azione è subordinata al preventivo reperimento di fondi adeguati. Richieste di finanziamento sono già stati fatte alla Regione da parte della Provincia e dei singoli Comuni, ad integrazione delle risorse di ciascuno: al momento non si hanno conferme ufficiali circa la loro concessione.
I temi “caldi” in materia di piste ciclabili sono quelli relativi alla manutenzione ordinaria, alla realizzazione di segnaletica specifica e di cartine o materiale informativo e alla realizzazione dei collegamenti mancanti per integrare l’esistente.
Per quanto riguarda la manutenzione, fino ad oggi ogni Comune deve occuparsi del tracciato nel proprio territorio, ma l’intenzione è quella di arrivare a una gestione centralizzata da parte della Provincia, cui i Comuni parteciperebbero con propri fondi: gli accordi in questo senso sembrano ormai a buon punto.
Quanto a una segnaletica “turistica” (quella “stradale” esiste già), al momento presente solo nella riserva, il problema sembra essere semplicemente la disponibilità dei fondi.
Una mappa complessiva dei percorsi invece non risulta prevista (ed è un peccato). E’ in preparazione solo una scheda, cartografata come le quattro già diffuse dalla Provincia (di cui una riguarda la riserva) per i nuovi percorsi realizzati in Val Vigezzo.
Venendo ai collegamenti, stanno per iniziare i lavori di quello tra la passerella di Candoglia e la pista in sponda sinistra (la cui mancanza ha causato diversi problemi e polemiche in passato).
Un altro è l’attraversamento della provinciale tra Feriolo e Fondotoce, significativo anche per la riserva, per collegare l’attuale pista all’area del Piano Grande: è previsto nei pressi dell’abitato di Feriolo. L’auspicio è che si possa aggiungerne uno all’altezza di Via Piano Grande: in quel punto la provinciale potrebbe essere attraversata senza troppa fatica anche sotto il ponte sul Toce, come già accade sull’altra sponda del fiume sul percorso della riserva.
Importantissimo sarebbe anche un collegamento tra la stazione ferroviaria, o meglio tra l’area del “Movicentro” di prossima realizzazione, e la pista che l’Ente Parchi ha realizzato lungo il fiume (e di cui parla il signor Arancio nella sua lettera): il problema è solo l’attraversamento della SS 34, dopodichè si potrebbe facilmente utilizzare il tracciato di sentieri esistenti che conducono al fiume, che nei pressi della stazione dista poche decine di metri dalla strada.
Per venire alla specifica segnalazione del signor Arancio, risulterebbe che il collegamento tra la fine della pista della riserva sotto il ponte per Gravellona e il suo proseguimento nei pressi dell’inceneritore di Mergozzo sia ritenuto prioritario e sarà quindi realizzato non appena disponibili i fondi necessari. Invece per l’attraversamento del Toce e il collegamento tra le due sponde le soluzioni ipotizzate si sono finora dimostrate troppo onerose: chissà che non venga raccolto il suggerimento del lettore, anche se una “scala” potrebbe forse risolvere il problema per il passeggio, ma difficilmente per le biciclette!
Per finire, la “scomparsa” della pista attuale nei pressi del centro commerciale citato, in comune di Gravellona, è davvero solo un problema di segnaletica: chissà che gli amministratori di Gravellona non possano fare tesoro della segnalazione, che peraltro il Martino aveva già fatto, molto dettagliatamente, nel numero 47.
Insomma, margini di miglioramento ce ne sono e ipotesi concrete di lavoro anche. Doveroso portarli a compimento, per una Provincia che si definisce legittimamente “turistica” e per tutti gli enti locali del territorio. E poi va detto che anche gli spostamenti dei residenti, non solo per svago, potrebbero beneficiare di una rete ciclabile ben integrata: non sarebbe cosa da poco, in tempi in cui le conseguenze dei nostri abusi di energia, tra i quali lo spostamento a motore sta ai primi posti, sono sempre più evidenti.