logo della Regione PiemonteEnte Parchi e Riserve naturali del Lago Maggiorelogo dell'Ente Parchi del Lago Maggiore

_ Home - Didattica - Manifestazioni - Visitatori - Piano d'area - Natura - Boschi - Archeologia - Fondotoce - Dormelletto - Mappa


MARTIN PESCATORE

Notiziario trimestrale dell'Ente Parchi del Lago Maggiore
Numero 50 (luglio - settembre 2007)

 



Aquafan, ma che fan?

Con quest’ennesima sfida, Fondo Toce si candida ad essere la più minacciata tra le aree protette della Regione Piemonte

 

Introdottosi da tempo nelle segrete stanze dell’Ente Parchi Lago Maggiore, come un tarlo proveniente dalla “fiera del pettegolezzo", si è finalmente materializzato lo “spettro” dell’aquafan, che un noto imprenditore locale vorrebbe realizzare nella piana del Fondo Toce, anche a danno della riserva naturale. Tale concretizzazione (relativa, per  carità: non c’è ancora nessun progetto!) ha indotto l’Ente Parchi ad assumere una posizione ufficiale, deliberata con atto G.E.n.008/2007 e che di seguito si riporta integralmente.
Una prossima puntata sarà dedicata alle posizioni più o meno ufficiali assunte in merito da molti attori della scena locale.

A conoscenza della documentazione prodotta in merito all’ipotesi di una sorta di “parco acquatico” a confine della riserva naturale del Fondo Toce e addirittura in parte all’interno della stessa, la scrivente  Amministrazione  intende  proporre  le seguenti osservazioni. Il tipo di struttura, come prospettata nella sopraccitata documentazione  (nota  del  Sindaco e relativo riscontro di gruppi consiliari di maggioranza e di opposizione, documento del “Museo del Paesaggio”, articoli di stampa, lettera dell’Associazione “Pro Fondotoce”) e costituita quindi da villaggio turistico con annesso “aquafan” e parcheggio, appare contraddistinta da un impatto fortemente negativo sull’area protetta, con specifico riferimento agli aspetti di seguito trattati.

Urbanizzazione del territorio
Coerentemente con le osservazioni da sempre formulate dall’Ente Parchi rispetto agli strumenti urbanistici sin qui approvati, si ribadisce che  il  livello  di congestione della  riserva  del Fondo Toce e dell’intorno che la caratterizza è tale (presumibilmente unico nell’ambito del sistema delle aree protette regionali) da esigere  l’assoluta preservazione del  territorio  non urbanizzato, favorendo piuttosto, anche per quanto riguarda gli usi agricoli, la differenziazione degli stessi e soprattutto le pratiche estensive“a pieno campo”.
E' appena il caso di ricordare che la scheda identificativa  del  sito  (IT  1140001), classificato come S.I.C. (Sito di Interesse Comunitario) e Z.P.S. (Zona di Protezione Speciale) nell’ambito della rete “Natura 2000” (Direttve 92/43/CEE e 79/409/CEE) cita espressamente, tra gli specifici rischi per la conservazione,“il turismo massivo e mal distribuito”e, in generale,“la forte antropizzazione del territorio”.


Compromissione  delle  valenze  naturalistiche dell’area
E’ certamente intuitivo che la forte concentrazione di persone e mezzi, il maggior traffico rispetto all’attuale, già  unanimemente  ritenuto  ai  limiti della sostenibilità, l’accresciuto disturbo in termini di inquinamento acustico e luminoso, l’aumento difficilmente controllabile della produzione di rifiuti non possono che incidere negativamente sulla già ardua conservazione del patrimonio naturalistico della riserva.
Tutto ciò mentre le Nazioni Unite avviano progetti internazionali per la conservazione degli ambienti acquatici e delle specie migratrici che li frequentano (Wings Over Wetlands ).
Si evidenzia, comunque, che il D.P.R. 09.09.1997, n. 357, come modificato ed integrato dal D.P.R. 12.03.2003, n. 120 prevede che, per quanto attiene  ai  siti  di  interesse  comunitario, “gli interventi non direttamente connessi o necessari al mantenimento in uno stato di conservazione soddisfacente delle specie e degli habitat presenti nel sito, ma che possono avere incidenze negative sullo stesso, singolarmente o congiuntamente ad altri interventi, debbono essere sottoposti a specifica valutazione d’incidenza”.
E se ciò vale per l’eventuale trasformazione d’uso di superfici a ridosso della riserva, appare fin d’ora indiscutibile l’inammissibilità della realizzazione di nuove strutture ed infrastrutture all’interno della stessa, in un’area che oltretutto risulta, dagli studi effettuati a cura dell’Ente Parchi, la più importante candidata per interventi di rinaturazione.


Pianificazione dell’attività turistica contraddittoria con i principi di Agenda 21.
Nella Relazione sullo Stato dell’Ambiente (R.S.A.) della aree naturali protette del VCO (Provincia del Verbano Cusio Ossola – 2003) è bene evidenziato il ruolo strategico della pianificazione del cosiddetto“ecoturismo”, alla luce delle conclusioni del “Primo rapporto sul mercato del turismo in Italia”, a cura dell’Organizzazione Mondiale del Turismo.
Nella fattispecie, non solo si deve evidenziare come l’approccio imprenditoriale sia in assoluto lontano, anzi contrastante - basti pensare allo spreco di acqua - con i principi ispiratori dell’ecoturismo (rispetto  e  preservazione  delle  risorse  naturali, culturali e sociali, sensibilizzazione del pubblico alla  tutela  dell’ambiente, sostegno  ad  attività economiche tradizionali e migliorative della qualità della vita), ma contribuisca ad esasperare quello che per Fondotoce viene giustamente evidenziato come un grave limite e cioè che “le strutture dei campeggi fanno fronte al picco di presenze che si verifica tra luglio e agosto”, laddove l’urgenza, sotto il profilo strategico, risulta essere quella legata alla differenziazione e distribuzione delle presenze nello spazio e nel tempo.
Pare  attagliarsi  perfettamente  alla  situazione specifica  la  seguente  considerazione, riportata nel citato R.S.A.: “Il verificarsi contemporaneo di condizioni quali la fragilità dell’ecosistema, l’eccesso di infrastrutturazione del territorio e la concentrazione di importanti flussi di visitatori in tempi limitati può portare alla distruzione delle risorse ambientali. A catena, questo provoca la perdita dell’attrattività turistica, quindi il cessare di importanti flussi di valuta e la conseguente impossibilità di intervenire per il ripristino delle aree naturali compromesse…”. Riprendendo i contributi in più occasioni offerti dall’Ente Parchi in materia di programmazione e pianificazione  territoriale, si  intende  evidenziare come le scelte relative alla gestione di reti di percorsi tematici, soprattutto pedonali e ciclabili, opportunamente integrata con quella di coerenti e  lungimiranti  interventi  in  campo  agrituristico appaiono le più consone con una pianificazione dell’attività turistica rispettosa dei principi sin qui richiamati.
Non è da sottovalutarsi inoltre come importanti investimenti di denaro pubblico effettuati dall’Ente Parchi nell’area di Fondotoce, soprattutto grazie ai contributi dell’Unione Europea, non possono che essere almeno in parte pregiudicati da interventi che si pongono in modo contraddittorio rispetto alla conservazione delle risorse naturali.

    
Una volta di più pare opportuno rimarcare come un ente parchi abbia la legittima aspettativa di essere  coinvolto  con  anticipo, quale  soggetto istituzionale qualificato, nelle valutazioni di scenari di  trasformazione  del  territorio  che  riguardino, direttamente od indirettamente, aree tutelate, così da non dover rincorrere gli eventi, come troppo spesso accade, traendo informazioni, certamente difettose, da articoli di stampa e fonti non ufficiali.

Ritenendo comunque infondato l’assunto per cui, stante la cessazione dell’attività agricola sin qui praticata nella zona, debba darsi per scontato un diverso uso dei suoli nel futuro (si ricorda che per più del 84% della superficie, l’area di Fondotoce presenta  una  Capacità  d’Uso  del  Suolo  di classe II, che esprime elevate potenzialità sotto il profilo agricolo), si auspica che un’attenta e lungimirante considerazione del problema induca le amministrazioni competenti ad operare prima di tutto per la salvaguardia delle caratteristiche ambientali e socio-economiche del territorio e si rinnova l’offerta di collaborare nella progettazione dell’uso dello stesso,anche nell’ambito di programmi integrati di sviluppo locale su area vasta.

 

(a cura di Massimo Grisoli)

 

 

Prossimo articolo
Indice del numero 50
Indice per autori
Altri numeri del notiziario on line


Home - Didattica - Manifestazioni - Visitatori - Piano d'area - Natura - Boschi - Archeologia - Fondotoce - Dormelletto - Mappa