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MARTIN PESCATORE

Notiziario trimestrale dell'Ente Parchi del Lago Maggiore
Numero 50 (luglio - settembre 2007)

 



Verbania e la scommessa del trasporto pubblico

Un esempio inimitabile di fronte ad un'emergenza diffusa

 

Il sindaco di Verbania Claudio Zanotti, ex Presidente dell’Azienda  del  trasporto pubblico locale, ha deciso di invitare i verbanesi a usare gli autobus con una iniziativa senza  precedenti  in  Italia: offrire  un  “abbonamento di municipalità”. In pratica da maggio a dicembre i residenti potranno salire su tutti i mezzi pubblici desiderati, senza  pagare  il  biglietto. Chi abita nelle frazioni, dove non ci sono fermate di linea, può prenotare un autobus e concordare orario e luogo di salita. La società che fornisce il trasporto  ha  ricevuto  dal Comune un “forfait” per compensare i mancati (stimati) guadagni. Il Comune, a sua volta, prende i soldi dal bilancio, ovvero dalle tasse dei cittadini. Chiudendo il cerchio: i cittadini hanno stipulato un accordo per poter usare i mezzi pubblici, ma non lo hanno fatto spontaneamente.
La scommessa di Verbania è proprio quella di incentivare una soluzione alternativa ai mezzi di trasporto privati. Immagino che la maggior parte dei lettori di questo giornale usi la propria auto due o più volte al giorno e che non ritenga di avere alternative valide: comode, economiche, disponibili al bisogno, ecc... Il risultato è che i mezzi pubblici sono usati in gran parte da persone che sono costrette a farlo, cioè chi non ha la patente o la macchina).
Che  cosa  potrebbe  spingere  il  grosso  della popolazione in possesso di un’auto (famiglie con bambini,  impiegati,  commercianti,  artigiani...) a salire sull’autobus? Sembra che la coscienza ecologica e lo spirito sociale (decongestionare il traffico e abbassare i livelli di inquinamento) non siano sufficienti.
Sui giornali ho letto di paragoni tra Verbania e città come Siena o Torino dove la gente sale sui mezzi, in media, 240 e 138 volte all’anno invece che le 18 di Verbania. Siena e Torino sono però città più grandi e popolate di Verbania.
Ad  Aosta  vivono  34.600  persone quasi quante a Verbania (31.000), ma i numeri dell’utilizzo del servizio di trasporto pubblico sono quasi doppi. Quali possono essere i fattori che portano a questa differenza?
Sono andata  a  cercare  dei  dati  nel rapporto Ecosistema Urbano 2007 di Legambiente.
L’offerta di trasporto pubblico viene calcolata come chilometri percorsi annualmente  dalle  vetture  per ogni abitante residente. Ad Aosta gli autobus girano di più: 36 km/ abitante/anno, mentre a Verbania fanno solo 11 km. In pratica, ad Aosta ci sono più autobus, che vanno in più posti che a Verbania.
Il sindaco Zanotti ha detto che “Se, come ci auguriamo, la sperimentazione andasse bene e si arrivasse ad una saturazione dei mezzi anche nelle ore in cui non vengono utilizzati dagli studenti, potremmo pensare con la Provincia ad un potenziamento delle corse e delle linee”.
Il problema è arrivare ad una saturazione con un servizio che ancora risponde solo parzialmente alle richieste dei cittadini: in pratica si chiede di fare uno sforzo, di salire sull’autobus anche se non va esattamente dove si deve andare, pur di riempirlo. Solo in futuro, forse, questo comportamento verrà premiato con più corse e più fermate.
Come si può sperare che un servizio limitato abbia successo  e  cresca?  L’unica  speranza,  quella dell’amministrazione, è che il motivo della scelta di tale servizio sia culturale e non economico.
Esistono Paesi civili in cui i manager arrivano in ditta, cravatta al vento, con la 24 ore fissata sul retro della bici. Paesi nordici dove signore di buona società vanno dal parrucchiere, o a teatro, in tram. Paesi sviluppati dove un elettricista può andare dai clienti in autobus. Una operazione di marketing che ridia “dignità” a chi sale sull’autobus ha qualche possibilità di riuscita.

Francesca D’Amato

 

 

 

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