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MARTIN PESCATORE

Notiziario trimestrale dell'Ente Parchi del Lago Maggiore
Numero 51 (ottobre - dicembre 2007)


Saper guardare oltre

Confortati e spronati dalle parole con cui il presidente dell’Ente Parchi ha dato riscontro ad un articolo comparso sul numero di giugno del Sancarlone (“Parco dei Lagoni. Qualche proposta”), pubblichiamo per estratto la sua “lettera aperta”, ritenendola prezioso contributo alla riflessione di tutti i lettori.

 

Caro B., leggo il Suo articolo con grande interesse. …
Nel merito delle proposte per i Lagoni di Mercurago, potrei risponderLe che nelle prossime settimane faremo, cambieremo, eccetera: la solita risposta di un politicante in cerca di facile consenso.
Più pragmaticamente, invece, credo sia il momento di fare un bilancio.
Il parco dei Lagoni esiste da 27 anni. Quali i benefici? Innanzitutto un’ area integra di circa 500 ettari, che funge da polmone e interrompe l’assedio edificatorio che affligge il nostro territorio. Poi la possibilità di una proficua fruizione dell’ambiente, resa facile per chi proviene da tutti i comuni, una discreta segnalazione, un’organizzazione che, pur garantendo la tutela del territorio, sta diventando sempre più propositiva sul fronte della gestione dell’ambiente e in vari ambiti culturali.
Sicuramente siamo a disposizione di tutte le associazioni che, con la nostra supervisione, vogliano dotare i percorsi del parco di segnalazioni specifiche, concordando con noi modi e tempi per la manutenzione delle strutture.
Qui potrebbe terminare la mia risposta, normalmente.
Ma…tutti questi fruitori alle prese con cronometri, cardio-frequenzimetri, pulsazioni, grassi bruciati trovano il modo e il tempo di osservare? Di vedere o intuire che il Parco dei Lagoni dal 2003 (grande caldo, tromba d’aria) non è più lo stesso? Temo di no.
E qui si perde la vera essenza di un parco, di un’area protetta.
In questi 27 anni il nostro parco è diventato famoso in Europa per la conservazione di un notevole patrimonio naturalistico ed è per questo che va evidenziata la grave crisi che lo minaccia con la scomparsa delle zone umide, il nostro “salotto buono”.
 Facciamo una visita (non una corsa) e noteremo come il volume d’acqua, ormai dimezzato, abbia lasciato una riva secca, proprio laddove l’umido era la madre di ogni insetto, di ogni pianta. E le ninfee? Quasi solo seccume, triturato dalla grandine estiva.
 Invece di guardare le punte delle belle “nike” nuove che ci permettono di correre leggiadri o il battistrada della “mountain bike” che morde il terreno, sarebbe meglio guardare per aria ed osservare le chiome degli alberi sempre più rade.
 Se tutto ciò sembra un film catastrofista, beh… possiamo girarlo da soli! Da via Gattico al Lagone, andata e ritorno.
Grazie ai nostri guardiaparco, anche un presidente distratto è tornato con i piedi per terra.
 Non sappiamo bene che cosa fare, ma siamo certi che solo una cultura diversa nell’uso quotidiano di auto e riscaldamento ci potrà salvare.
 Perdonateci se metteremo meno cartelli, ma le nostre priorità diventano altre: il fotovoltaico per la nostra sede, la caldaia a condensazione, la promozione del risparmio energetico.
 Perché solo il risparmio di energia che ognuno di noi può fare ogni giorno non usando inutilmente l’auto, cambiando lampadine, elettrodomestici e piccole dispendiose abitudini potrà dare una speranza al Lagone, alle querce e ai nostri nipoti.

 

Sergio Vallini
Presidente dell’Ente Parchi Lago Maggiore

 



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