Notiziario trimestrale dell'Ente Parchi del Lago Maggiore
Numero 51 (ottobre - dicembre 2007)
Così (acqua) fan tutti...
A che interessa la realizzazione di un "parco acquatico" a Fondotoce?
E a chi no? I due schieramenti non paiono molto equilibrati
Dando seguito a quanto riportato sul precedente numero del Martino (memoria deliberata dall’amministrazione dell’Ente Parchi Lago Maggiore), rendiamo in estremissima sintesi (per ragioni di spazio) le posizioni emerse nel dibattito organizzato il 24 di maggio dalla Circoscrizione Ovest di Verbania, alla Casa della Resistenza di Fondotoce.
All’ordine del giorno, semplicemente la discussione della ormai nota idea di realizzare un parco divertimenti acquatico (“aquafan” lo chiamano tutti) in sostituzione della storica cascina Vittoria (per molti “la cascina delle mele”), che domina la piana del Toce e fa da ingresso a Verbania, venendo da sud.
Cominciamo dai contrari.
Secondo l’associazione Pro Fondotoce 2000 l’area della riserva è un polmone verde per un abitato già soffocato dalla strada; già oggi c’è carenza idrica durante la stagione turistica; la piana del Toce è luogo di memoria storica con il sacrario dei 42 Martiri. Suggerisce dunque il rafforzamento del patrimonio naturale e storico e auspica il mantenimento della destinazione agricola già prevista nel Piano regolatore, evitando ulteriori urbanizzazioni.
Con più o meno le stesse motivazioni si dicono contrari all’aquafan anche Paolo D’Amico, vice presidente Italia Nostra e imprenditore alberghiero (“un turismo di qualità richiede maggior cura del territorio”), Antonio Biganzoli e Gianni Pizzigoni, rispettivamente presidente e direttore del Museo del Paesaggio (“il paesaggio e la memoria sono un patrimonio da gestire bene”), Carabelli Enrica, presidente del WWF di Pallanza (“ristrutturare è diverso da cementificare”).
Tra i politici si dichiarano contrari all’acquafan Giovanna Albertini, capogruppo di Rifondazione al Comune di Verbania (e cita “il cattivo esempio della siepe del golf, che ha chiuso lo scorcio sulle montagne”) e Pietro Ricchi, presidente della federazione dei Verdi VCO ( “tutte le scelte fatte qui portano una firma precisa, e non sono mai state condivise” ).
Anche Paola Barassi, presidente della commissione ambiente della Regione, è convinta che si debba puntare a un turismo eco-compatibile, sostenibile, di qualità. ( “i residence non portano alcun beneficio ai cittadini” )
Daniele Capra, di A.N., consigliere di circoscrizione, pur critico verso l’operato della riserva naturale, ne propone piuttosto l’ampliamento e il rafforzamento, suggerendo interventi volti a qualificarne la fruizione.
Veniamo ai favorevoli.
A parte un agricoltore che ricorda che“gli imprenditori portano lavoro”, e un pescatore (che si però limitato a dire che “l’ambiente si tutela ripulendo il canneto”), più che di favorevoli di deve parlare di “possibilisti”.
Aldo Reschigna, ex sindaco di Verbania, oggi consigliere regionale DS, ricorda che fino ad oggi il piano regolatore ha previsto uno spazio aperto nell’area della piana e questo va mantenuto, ma ci sono due immobili non utilizzati (la cascina Vittoria, appunto, e l’ex fabbrica Ossolana) e occorre discutere del loro futuro.
Pino Grieco, Margherita, vice presidente della Provincia del VCO, afferma che l’idea dell’acquafan interessa un’area della Provincia di notevole pregio ambientale e di centralità, con valenza sovra-comunale: se ne parlerà quando ci saranno proposte più concrete, ma non si può essere contrari ad ogni tipo di sviluppo.
Il solo vero “aquafannista” sembra essere Gian Maria Giani (capogruppo DS a Verbania): a suo parere la popolazione è favorevole agli interventi sul territorio: “bisogna portare del lavoro, non è necessario guardare alla bellezza di un’opera ma all’utilità”.